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Gazzettino – Venezia-Regione, piano casa al veleno

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gen

2014

VENEZIA – Piano casa Orsoni: la città diverrà un hotel.  Zorzato: falsità

IL RICORSO  «Chiederemo al Governo di impugnare questo provvedimento di Palazzo Balbi»

LA SITUAZIONE ATTUALE  Ecco le strutture ricettive oggi Ca’ Farsetti teme il boom

La cartina mostra la situazione attuale della dislocazione delle attività ricettive (hotel e case private) nella città storica. Con il Piano Casa Ter, ha detto ieri Orsoni, praticamente tutta Venezia sarebbe interessata da ampliamenti che possono portare a nuove destinazioni turistiche degli immobili. Ma il vicepresidente del Veneto, Marino Zorzato, ha smentito con forza questa eventualità e ha garantito la permanenza dei vincoli. A Venezia c’è il Pat, il Piano di assetto territoriale che il consiglio comunale ha adottato nel gennaio di due anni fa e che costituisce l’attuale strumento con cui la pianificazione del Comune viene adeguata alle disposizioni della Legge Regionale Urbanistica (11/2004).

 

IL RICORSO  «Chiederemo al Governo di impugnare questo provvedimento di Palazzo Balbi»

Orsoni: «Piano casa, città a rischio»

Il sindaco torna ad attaccare la legge regionale: «Potremmo diventare un enorme grand hotel»

L’affondo arriva direttamente dal sindaco Giorgio Orsoni e punta dritto su Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale. «Siamo di fronte ad una norma contraddittoria e poco efficace – ha tagliato corto ieri mattina a Ca’ Farsetti – se si deve contemperare lo sviluppo con la tutela dell’ambiente. Si tratta di un progetto incongruente con i nostri piani urbanistici e con il Pat (il piano di assetto terroriale) totalmente stravolto dalle nuove disposizioni». Insomma, un attacco bell’e buono, quasi all’arma bianca contro il cosiddetto “Piano Casa ter” approvato nello scorso novembre dall’assemblea di Palazzo Ferro Fini, e che a fine mese dovrà (salvo sorprese) essere adottato.
Dopo l’incontro di giovedì, con tutti i primi cittadini delle città capoluogo del Veneto (Venezia, Padova, Treviso, Belluno, Rovigo, Vicenza, Verona) alla presenza anche del ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ieri mattina Orsoni, insieme all’assessore all’Urbanistica, Andrea Ferrazzi e ai tecnici dell’assessorato (Maurizio Dorigo, Oscar Girotto) ha sfoderato la grinta della battaglia sottolineando prove alla mano, con una serie di planimetrie e relative simulazioni legate all’adozione del Piano Casa Ter, come la città possa diventare un enorme “grand hotel” visto e considerato che verrebbero abbattuti tutta una serie di controlli sulla residenzialità e sulle attività ricettive stravolgendo di fatto il tessuto cittadino e trasformando la Serenissima in un unico grande albergo.
«Ci conforta sapere – ha continuato il sindaco – che l’intento della Regione non è applicare questa norma ai centri storici. Una normativa che deve essere resa inoltre compatibile con le linee della programmazione urbanistica comunale. Ed é per queste ragioni che ci siamo impegnati a costruire una proposta di legge che modifichi o integri il Piano Casa proprio su questi punti. Parallelamente chiederemo al Governo di impugnare questo provvedimento con cui la Regione toglie ai Comuni i poteri attribuiti loro dalla Costituzione in tema di programmazione, pianificazione e sviluppo dei territori, nell’ambito della loro autonomia. Il rilancio del settore dell’edilizia e dell’economia del territorio è anche un nostro obiettivo, ma credo si possa intervenire diversamente. Penso alla rottamazione degli edifici, alla defiscalizzazione, alla sburocratizzazione delle procedure». Un attacco a testa bassa con l’assessore Ferrazzi che ha rincarato la dose: «Gli intendimenti di fondo della Regione sono interessanti – ha detto – e non c’è una volontà politica strumentale di contrastare le decisioni regionali. Il Comune è convinto che il tema del rilancio economico attraverso un impulso del settore edilizio sia serio e che per questo vada affrontato con accortezza e determinazione».
E su questo sono venuti in aiuto i tecnici: «Se il nostro Pat – ha sottolineato Girotto – comporta un carico aggiuntivo del 15 per cento, il Piano Casa che non prevede la valutazione ambientale strategica, consentirà un ampliamento che va dal 50 al 70 per cento con gravi conseguenze, soprattutto in Terraferma, sull’occupazione di suolo dovuto ad un indisciplinato aumento dei metri cubi di un corpo edilizio, magari su terreni agricoli».

 

LA REGIONE – Dura replica alle critiche del sindaco di Venezia

IL VICEGOVERNATORE  «Sono stanco di sentire balle La città storica sarà tutelata»

VICE PRESIDENTE – Marino Zorzato numero due della Regione difende il Piano Casa

Zorzato: «Basta bugie Restano tutti i vincoli»

«Balle, solo balle. Mi sono stancato di leggere solo fesserie. Scusate la foga, ma è così». Marino Zorzato, vicepresidente e assessore regionale al Territorio, va su tutte le furie. E nella sfuriate attacca subito sul “caso veneziano”: «Trovo francamente assurda la crociata che alcuni sindaci stanno facendo contro la legge – taglia corto, riferendosi a Orsoni – Anche perché i rischi di devastazione che vengono paventati non esistono: il Piano Casa non rimuove alcun vincolo, sia esso comunale, regionale o nazionale, e i limiti che le amministrazioni locali hanno fissato alla data di approvazione della legge, rimangono inalterati. È davvero una bufala che i nostri preziosi centri storici, come Venezia, possano venire alterati e subire dei danni dall’applicazione del Piano Casa: se ciò dovesse succedere sarà perché i Comuni non hanno adeguatamente tutelato il patrimonio edilizio storico con gli strumenti di cui già dispongono. È bene che i sindaci sappiano che l’ultima parola spetta e spetterà sempre alla Soprintendenza ai Beni artistici e architettonici».
Insomma chi ha orecchie per intendere, intenda. L’attacco del primo cittadino di Venezia, sulla trasformazione della Serenissima in una grande albergo con il nuovo Piano Casa, viene rispedito al mittente con l’invito ad informarsi. Insomma, una burrasca in un bicchier d’acqua secondo il vicepresidente della Regione. «Si può stimare che il Piano Casa nel Veneto valga dai 6 agli 8 milioni di metri cubi – ha concluso Zorzato – che corrispondono appena a un valore tra il 5 e il 7 per cento dei 100 milioni di metri cubi di nuova espansione edilizia prevista nel Veneto. Con quale coraggio, chiedo, alcuni sindaci puntano l’indice accusatore sul Piano Casa, quando città come Venezia prevede nel suo Pat un’espansione di oltre 6 milioni di metri cubi per il residenziale e di 3 per il produttivo? Quando Padova ha aggiunto ai 2,6 milioni che residuavano dal vecchio Piano Regolatore per la residenza, il direzionale e il commerciale, ulteriori 2 milioni di metri cubi con il Pat? Non possono essere questi amministratori a venirci a dare lezioni di tutela del territorio».
Zorzato rivendica i risultati del Piano Casa tornando all’attacco dei sindaci contestatori. «Utilizzando questo strumento – ha detto – settemila aziende del comparto hanno evitato la chiusura, 11mila posti di lavoro sono stati salvati e altrettante famiglie hanno potuto contare su un’entrata preziosa in tempo di crisi; sono stati realizzati interventi per 2,8 miliardi con un aumento degli investimenti pari al 5,8% nel campo delle ristrutturazioni: il tutto grazie ai 60 mila casi di recupero edilizio che hanno migliorato anche esteticamente i nostri centri abitati. Voglio ricordare che l’edilizia muove un indotto composto da oltre 80 settori merceologici diversi».
Dati che fanno capire la portata del progetto e in particolar modo l’ampiezza del settore casa nel Veneto. E se da una parte Zorzato sottolinea la bontà delle iniziative intraprese, dall’altra risponde piccato all’offensiva dei sindaci delle città capoluogo del Veneto. «Il dialogo e il confronto rimangono aperti con i Comuni e con tutti i soggetti interessati e, ribadisco, – ha aggiunto – ben vengano iniziative e proposte tese a migliorare la legge. Ma nessuno mi può impedire di difendere lo spirito e gli obiettivi di una norma che, come testimoniano i numeri e i risultati, ha prodotto nel Veneto solo benefici, sul piano economico e occupazionale, dando risposte concrete ai bisogni delle famiglie e delle aziende, senza deturpare il nostro territorio, anzi, migliorando in molti casi la qualità del patrimonio edilizio esistente».

P.N.D.

 

Il sindaco Orsoni: «Così diventeremo una città-grand hotel»

Il vicepresidente Zorzato: «Falsità, la legge non tocca i vincoli»

CONTESA – Tra il sindaco di Venezia e l’assessore Zorzato

40 %  L’INCREMENTO IN ALTEZZA

80 %  I COMUNI CHE LO APPLICANO

Lo scontro è diventato istituzionale. Da una parte i sindaci dei comuni capoluogo del Veneto, dall’altra la Regione. Tutti contro tutti e nel mezzo il bene più prezioso: la casa. Dopo il “siluro” lanciato giovedì dai primi cittadini di Venezia, Padova, Treviso, Belluno, Rovigo, Vicenza e Verona, e il “ramoscello d’ulivo” del vicepresidente e assessore regionale al Territorio, Marino Zorzato pronto al dialogo, ieri è stata nuova polemica al calor bianco.
Di più. Una gara di pugilato a distanza tra il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni che, al termine della giunta comunale, ha scelto di rincarare la dose dopo aver annunciato giovedì alla presenza anche del ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato, di aver deciso di dare il via ad un progetto di legge regionale che punti alla modifica del Piano Casa, sottolineando la necessità di un intervento del Governo sulla Corte Costituzionale per una presunta “illegittimità” del provvedimento.
Così, tanto per sfoderare il classico “gancio” all’avversario, Orsoni, insieme all’assessore all’Urbanistica, Andrea Ferrazzi, ha presentato planimetrie e “simulazioni” assestando un colpo deciso:

«Siamo di fronte ad una norma contradditoria – ha tagliato corto – e poco efficace se si deve contemperare lo sviluppo con la tutela dell’ambiente. Un Piano incongruente con i nostri progetti urbanistici e con il Pat (il Piano di assetto territoriale ndr) totalmente stravolto dalle nuove disposizioni».

Ed ecco come nella documentazione offerta da Orsoni emerga una sorta di “risiko” che andrebbe a stravolgere il tessuto cittadino presupponendo una massiccia trasformazione soprattutto dal punto turistico-ricettivo.

Come dire: addio vincoli alla residenzialità, grande spazio a bed & breakfast e alberghi.

«É reale il rischio di una “città grand hotel” – ha accusato Orsoni – Non ci stiamo. Ci conforta sapere che l’intento della Regione non è applicare questa norma nei centri storici, ma il Piano deve essere reso compatibile con le linee di programmazione dei Comuni, città capoluogo in testa».

Dall’altra parte del Canal Grande, a Palazzo Balbi, l’assessore Marino Zorzato ha deciso di rendere “pan per focaccia”. «Per allontanare ogni dubbio e perplessità – attacca il vicerpresidente della Regione – sono disposto a discutere su tutto, ma se si vuole tornare alla situazione precedente, non sono d’accordo. Non ne faccio nulla. Mi è stato riferito che i sindaci delle città capoluogo intendono elaborare un loro testo di legge: se sarà migliore del nostro, e risulti favorevole alle istanze dei cittadini, lo approveremo, ma non vorrei che stessimo qui a a parlare della lesa maestà nel potere dei sindaci, visto e considerato che l’80 per cento dei primi cittadini sta applicando il Piano Casa senza problemi». E poi la smentita su Venezia. «Nessun vincolo viene toccato da questa legge. Se in città ci sono immobili non vincolati, non è affar nostro. Orsoni resta il dominus del suo piano regolatore e farebbe meglio a fare il sindaco invece che l’avvocato. Le legge non parla mai di cambio d’uso. Chi dice il contrario, dice balle!». Insomma, tutto rispedito al mittente nella polemica sulle attività ricettive nel cuore della Serenissima. Infine l’ultima questione: l’altezza degli edifici che, secondo un’interpretazione, potrebbe prevedere un 40 per cento in più per “alzare” immobili già esistenti. «Su questo è intervenuto il Decreto del Fare – taglia corto Zorzato – Qui a comandare su tutto sono e rimangono le Soprintendenze».

Paolo Navarro Dina

 

IN CONSIGLIO REGIONALE – Pd: pronto emendamento per una nuova modifica

BATTAGLIA – Lucio Tiozzo, capogruppo del Pd veneto

Intanto il Pd rilancia la battaglia in consiglio regionale annunciando la volontà di puntare ad una modifica del Piano Casa Ter a pochi mesi dalla sua approvazione. L’emendamento potrebbe essere presentato nel minor tempo possibile. Lo afferma il capogruppo Pd in consiglio regionale Lucio Tiozzo. «Se l’assessore Zorzato ci avesse dato ascolto – sottolinea l’esponente Pd – non saremmo arrivati a questo pesante scontro istituzionale tra enti locali e Regione. D’altro canto non serviva essere dei geni per capire che il caos sarebbe stato scontato. Vogliamo restituire ai Comuni i poteri che chiedono e una moratoria sui centri storici»

 

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