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Gazzettino – Marghera, dal Porto aree per le industrie

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

16

gen

2014

PORTO MARGHERA – Il Porto “libera” le aree Montefibre per insediare nuove aziende

I 68 ettari già bonificati temporaneamente a disposizione

Mentre si fa attendere la firma tra Comune ed Eni per i 115 ettari di Porto Marghera da mettere a disposizione di nuovi investitori, si affacciano sul mercato i 68 ettari che anni fa erano occupati dalla Montefibre e che poi sono stati acquistati, assieme ad altri 22 ettari di Syndial, dall’Autorità portuale veneziana (Apv). Il progetto originario è di trasformare quegli spazi, e le relative banchine sul canale industriale Ovest, in un grande district park, un centro logistico all’avanguardia dove arriveranno le merci sbarcate prima al porto off shore in mezzo al mare e poi in terraferma immagazzinate e lavorate, e infine spedite agli utilizzatori finali, ossia i distributori del commercio al dettaglio.
L’Autorità portuale ha già preparato il bando di gara internazionale per il nuovo gestore di tutti quei terreni e anche per il porto off shore ma si parla di iniziative che si insedieranno e prenderanno il via tra anni, nel frattempo Apv si trova a dover fare i conti con un capitale enorme immobilizzato e, oltretutto, costoso, un po’ per le bonifiche (quelle di Montefibre sono già finite, mancano quelle sulle aree Syndial) e molto per i costi vivi, tipo l’Imu che, su 90 ettari, non dev’essere poca cosa.
Per recuperare un po’ di soldi e non continuare a rimetterci il Porto ha quindi cominciato a contattare imprenditori interessati ad insediare aziende, anche non necessariamente portuali, sull’area ex Montefibre. È pronta chiavi in mano, compresi i capannoni che non sono stati abbattuti. Si possono insediare aziende che fanno logistica, perché ci sono le banchine e le strade di collegamento con le autostrade, ma anche aziende manifatturiere di qualsiasi genere che hanno bisogno dell’affaccio all’acqua perché ricevono prodotti e materie prime via mare. Ci andranno in affitto, perché il progetto complessivo è, appunto, un altro ma intanto possono lavorare.
Si tratta, in definitiva, della prima grossa opportunità di reindustrializzazione di Porto Marghera. E viene dal Porto.
La notizia è uscita ieri nel corso di un presidio di protesta dei sindacati veneziani e dei lavoratori Montefibre davanti alla sede dell’Autorità portuale a Venezia. Cgil, Cisl e Uil dei chimici se la sono presa con il Porto che aveva promesso di assumere più di 150 persone nelle attività logistiche e portuali che si sarebbero insediate nei 90 ettari. Sono passati più di tre anni da quando, grazie anche alla collaborazione dei rappresentanti dei lavoratori, il Porto ha acquistato quei terreni ma non è stato creato un solo posto di lavoro, mentre i dipendenti Montefibre dal primo gennaio scorso sono in Mobilità, quindi licenziati.
Il presidente del Porto, Paolo Costa, non si è tirato indietro e ha ricevuto i sindacalisti.

 

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