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Gazzettino – Spinea. Treno semivuoto e pendolari in bus

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

16

gen

2014

IL CASO – Il sindaco di Spinea Checchin con un video denuncia l’assurdità

Il treno, questa volta, non è sovraffollato. Anzi, circola semivuoto in un orario a misura di lavoratore. Peccato che i pendolari di Spinea e Salzano non ci possano salire perché il treno, in quelle stazioni, non ferma più. Lo denuncia lo stesso sindaco di Spinea, Silvano Checchin, che è salito di persona sul Regionale veloce delle 6.25 che da Bassano arriva a Venezia. A bordo una novantina di passeggeri, molto meno di quanti a Spinea, privati della fermata, si vedono costretti a salire sugli autobus stracolmi diretti in centro storico. La video-denuncia di Checchin è stata pubblicata sul sito internet del Comune di Spinea.

 

IL CASO – Il sindaco di Spinea Checchin con un video denuncia l’assurdità

Treno semivuoto e pendolari in bus

SPINEA – Il sindaco in viaggio all’alba con i lavoratori diventa un video nel sito del Comune

«Treno semivuoto, pendolari a piedi»

«Perchè non ferma anche a Spinea e Salzano? I posti ci sarebbero»

Il sindaco in viaggio all’alba con i pendolari, per chiedere ancora una volta alla Regione delle modifiche al nuovo orario cadenzato dei treni. Il video, girato lo scorso 10 gennaio, è stato diffuso ieri sulla pagina Facebook del Comune di Spinea. Il filmato si apre con il buio della stazione di Bassano per poi mostrare tappa per tappa il tragitto del treno «Regionale Veloce» diretto a Venezia. La partenza è alle 6.25 del mattino, il treno ferma a Maerne alle 7.08 ma non ferma né a Salzano né a Spinea, dove tanti pendolari lo invocano. Per ogni fermata il sindaco conta il numero di pendolari che salgono, con il chiaro intento di dimostrare una cosa: i viaggiatori di questa corsa non sono un numero così consistente da motivare una «esclusione» di salzanesi e spinetensi.

«Tra Bassano e Castelfranco sono saliti 97 viaggiatori, un numero inferiore rispetto ai 130 che ogni mattina vorrebbero prendere quel treno a Spinea ma sono costretti a riversarsi su altre soluzioni. Questo deve far riflettere – spiega Checchin -. Nel prossimo incontro con la Regione sosterrò le richieste dei pendolari per aumentare il numero dei treni nella fascia oraria 7-8. Il pullman che parte alle 7.20 dalla stazione non è sufficiente, quell’autobus è una risposta parziale ma non può essere la soluzione. L’assessore regionale Chisso si è impegnato a valutare eventuali modifiche, noi appoggiamo e condividiamo la proposta fatta da Comune e pendolari di Salzano. Attendiamo la risposta da Regione e Trenitalia».

Prima di capodanno, infatti, da Salzano è stata inviata alla Regione una proposta di riorganizzazione dell’orario: non sono previste corse in più, ma secondo i pendolari ci sarebbe una miglior distribuzione degli orari. Intanto si apre anche un altro fronte: «Se il treno viene soppresso e io sono costretta al bus Actv, perché devo pagarmi il biglietto?» ha chiesto una pendolare e Trenitalia. «È allo studio un’integrazione per il trasporto pubblico locale» la risposta delle Ferrovie. Ma ora i pendolari del Miranese premono soprattutto per risolvere i problemi di orario.

 

COMMISSIONE TRASPORTI DEL VENETO

Orario cadenzato un mese dopo, convocata Trenitalia

VENEZIA – A un mese dall’entrata in vigore del nuovo orario cadenzato dei treni la commissione Trasporti del Consiglio veneto intende fare il punto della situazione. «Nella seduta di mercoledì 22 gennaio – annuncia il presidente Andrea Bassi (Lega) – incontreremo l’assessore regionale Renato Chisso e la responsabile regionale di Trenitalia Maria Giaconia per discutere le tante criticità segnalate dagli utenti del servizio regionale». Sul tema i consiglieri Diego Bottacin (Gruppo Misto), Bruno Pigozzo (Pd) e Piergiorgio Cortelazzo hanno chiesto di poter dedicare un’apposita seduta anche alla proposta di risoluzione del contratto e di messa in gara del servizio ferroviario avanzata dal presidente Luca Zaia, sollecitando un confronto diretto tra la commissione e lo stesso governatore. «Dobbiamo sapere – ha detto Bottacin – se Zaia pensa davvero di affrontare un impegno così lungo e gravoso con gli uomini e le teste che fino ad oggi hanno sempre affermato, in Commissione e fuori, che la gara non solo non si poteva, ma nemmeno si doveva fare. Mettere a gara, seriamente, non per finta, il servizio ferroviario è un’autentica impresa. Ci chiediamo se possa esser guidata da chi non ci crede».

 

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