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La giunta non riesce a farsi ascoltare, iniziativa di Tiozzo e Pigozzo per sollecitare l’approvazione

Il Pat – il Piano di assetto del territorio, lo strumento urbanistico che disegna il futuro della città – è bloccato da un anno e mezzo in Regione, e in particolare alla Commissione Vas (Valutazione ambientale strategica) chiamata a esprimere un parere ambientale sull’impianto organizzativo del Piano di assetto strategico. A cercare di accelerare il percorso intervengono ora anche il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Lucio Tiozzo e il consigliere Bruno Pigozzo in veste di vice presidente della commissione Urbanistica. I due hanno presentato un’interrogazione in Regione.

«Da oltre un anno il Pat adottato dal Comune attende il parere della commissione Vas regionale. Un parere fondamentale per verificare la sostenibilità, l’impatto del piano stesso e la necessità di inserire eventuali misure di mitigazione. Ma questo ritardo grave impedisce al Comune di andare avanti con la pianificazione».

«Senza questo parere è impossibile per l’amministrazione ridare un assetto urbanistico organico ed intervenire su aree che possono essere ripensate attraverso modifiche di destinazione d’uso. Come per il Piano Casa, si dimostra ancora una volta la mancanza di rispetto istituzionale della Regione nei confronti dei Comuni» aggiungono i due consiglieri regionali secondo i quali «la cosa incomprensibile è il fatto che da mesi la Commissione Vas non viene più convocata: siamo di fronte ad uno stallo che danneggia e mette un freno ogni forma di trasformazione e sviluppo in un territorio di importanza centrale per lo stesso Veneto. Vogliamo sapere dalla Giunta quali sono i motivi di questo stop e chiediamo che la situazione venga immediatamente sbloccata».

Il piano di assetto del territoriale disegna, tra le altre cose, anche lo sviluppo dell’area di Tessera dove è prevista la costruzione del nuovo stadio e di una cittadella dello sport. Il consiglio comunale di Venezia votò il Pat a conclusione di una lunga maratona di 13 ore conclusasi in piena notte, approvandolo a maggioranza, con 24 voti a favore e 11 contrari. Una votazione preceduta da un acceso dibattito attorno a uno strumento che il sindaco Giorgio Orsoni aveva definito importante non solo sul piano urbanistico ma che disegna il futuro della città lagunare e della terraferma veneziana anche sul piano socio-economico.

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