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Dopo averne lette di cotte e di crude su questo nuovo orario cadenzato dei treni, mi sono deciso a dire anch’io la mia. Mi presento: sono un lavoratore di Trenitalia, per essere precisi un macchinista, ma soprattutto sono un pendolare “atipico”. In che senso “atipico” direte voi? Semplice, con il lavoro che svolgo devo viaggiare su treni a varie fasce orarie, sia di mattina presto che di sera tardi e quindi credo di capire molto meglio di altri i problemi che questo nuovo orario ha provocato. Il signor Chisso continua a esaltare la sua convinzione che mettendo più treni si risolvono i problemi di sovraffollamento e si invoglia la gente che prima non prendeva il treno a rivalutare questo mezzo. Non c’è niente di più falso di quello che continua a sostenere. Da viaggiatore e da lavoratore sui treni conosco bene la situazione che questo nuovo orario ha creato. Si, è vero che adesso ci sono molti più treni di prima, ma è anche vero che i treni in più che ci sono non servono a nessuno. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, 2 treni che partono a 7 minuti di distanza, che poi arrivano a 15 minuti di distanza a Venezia, e poi per un ora e 20 minuti neanche un treno verso la stessa località. Fosse quello il solo problema, poi. È inutile mettere 3 treni con pochi posti in un ora. Se il primo dei tre è in ritardo i viaggiatori che dovevano prendere il secondo o il terzo, saliranno tutti sul primo che arriva creando sovraffollamento, mentre gli altri 2 saranno praticamente vuoti e comunque in ritardo. Poi questa idea di togliere i primi treni la mattina e l’ultimo della sera non so da dove possa essere scaturita. Se l’intento di Chisso era togliere auto dalle strade, direi che ha sbagliato strategia. Oltre ai lavoratori che cominciano presto a Venezia o Mestre che ora sono obbligati ad andare in auto (come il sottoscritto), anche i turisti che devono prendere i primi treni verso Milano o Roma o che arrivano tardi adesso devono per forza andare in auto. La soluzione non è poi così complicata da mio punto di vista. Intanto ripristinare i treni del mattino e della sera. Poi basta con quest’idea di più treni = più qualità del servizio! Meno treni ma più lunghi, con più posti a sedere. 2 treni in un ora possono bastare al pomeriggio, dove c’è meno clientela. Al mattino va bene più treni ma senza esagerare. Gli arrivi a Mestre devono coincidere con le partenze dei treni per Milano, Roma, Padova, ma non per 5 minuti. Facciamo arrivare sti treni 15 minuti prima della partenza degli altri!

Questo orario in definitiva non funziona, aumenta le auto nelle strade e crea più affollamento di prima. E’ ora di far capire che 3 treni di 3-4 vetture non possono sostituirne uno di 9-10. Un macchinista ma soprattutto un pendolare.

 

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