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SCORZÈ. IL NUOVO CENTRO

Il Pd contro la torre «È troppo alta»

SCORZÈ – Che il futuro del centro di Scorzè interessi parecchio, lo dimostrano le 200 persone che lunedì hanno partecipato alla presentazione del progetto dell’architetto Gianni Rigo al teatro Elios. E dai riscontri, l’idea piace. Serviranno dieci anni per realizzarla, ma stavolta sembra quella buona dopo i tentativi andati a vuoto in passato. All’interno dell’area compresa tra via Martiri della Resistenza, via Cercariolo, via Roma e via Treviso ci saranno edifici residenziali, per 160 abitanti, direzionali, commerciali, escluse quelle all’ingrosso, con nuovi 31 mila metri cubi. E poi spazio a parcheggi sotterranei e alla cosiddetta “torre” alta 21 metri per sette piani. Un progetto nato dopo otto anni di lavoro e che ha messo d’accordo i dodici proprietari interessati. Ci sarà tempo fino al 10 febbraio per presentare le osservazioni e poi altro passaggio in giunta comunale per la ratifica definita. Da quel momento si potrà costruire. Non ci si riuscisse da qui al 2024, salvo successive proroghe, tutto decadrebbe e si perderebbe la possibilità di avere il 15 per cento in più di volumetria concessa. Ma ci sono anche delle perplessità, che il Pd le aveva già manifestate in Consiglio prima di Natale.

«L’altezza di alcuni edifici, come la torre», commenta il capogruppo Gianna Manente «sembra troppo elevata, visto il luogo vicino alla chiesa e al municipio. Poi è stata concessa molta più cubatura rispetto alle previsioni del precedente piano e c’è sempre il problema traffico: chi vorrà investire laddove ci sono inquinamento e degrado com’è ora? Anche la tangenziale sud è un intervento parziale e non toglierà i veicoli dal centro. È almeno positivo aver trovato un accordo tra i proprietari interessati».

Critico pure Alvise Zanette. «C’è il rischio che si veda un film già visto», commenta «con progetti e idee rimasti lettera morta, come il centro sociale di Gardigiano. Perché non è stato fatto nulla prima? Perché solo a pochi mesi dalle elezioni si arriva a una proposta da sviluppare in dieci anni?».

Il sindaco Giovanni Battista Mestriner è convinto della bontà del progetto. «È stato presentato ora» replica «perché prima non c’era stato l’accordo tra gli interessati. Se quell’area è nel degrado, il Pd ne è responsabile perché quando poteva rinnovare, ha preferito cementificare. Se è considerata buona l’intesa con i proprietari, il Pd avrebbe potuto votarla a favore in Consiglio».

Alessandro Ragazzo

 

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