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Alleanza in chiave europea tra il notabile ex andreottiano e il ministro lombardo. Un asse politico corroborato da interessi comuni che agita le truppe cielline e spacca il partito di Alfano in Piemonte. Ma l’intesa viaggia spedita sulla Orte-Mestre

Viaggia ad altissima velocità, lungo i 396 km dell’autostrada Orte-Mestre l’accordo per le Europee  tra l’europarlamentare Vito Bonsignore e il ministro ai Trasporti Maurizio Lupi. I due pezzi da novanta del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano sarebbero ormai pronti a correre a braccetto nella corsa per Bruxelles (gli elettori potranno indicare fino a tre preferenze) attraverso un asse che poggia su una comune visione politica sorretta dalla mastodontica opera pubblica da quasi 10 miliardi di euro che il ministro ha recentemente sbloccato, la cui progettazione è stata affidata alla Gefip, la holding dell’ex notabile andreottiano in Piemonte.

I due si preparano a condurre una battaglia difficile per Ncd, che dovrà raggiungere il quorum del 4% a livello nazionale per ottenere una rappresentanza nel Parlamento Europeo, ma che hanno deciso di combattere insieme, anche per arginare i tanti competitor che non aspettano altro di rosicchiare consensi nei rispettivi feudi. Da una parte Bonsignore, ex Udc poi Pdl, vicepresidente Ppe uscente, vuole consolidare la propria golden share su un partito che in Piemonte vive giorni di grande apprensione, anche a causa delle note vicende che hanno coinvolto Palazzo Lascaris e piazza Castello, il ministro, per contro, cerca di rafforzarsi a Milano e affrancarsi definitivamente dall’ombra dell’altro uomo forte di Comunione e Liberazione, ovvero Roberto Formigoni, governatore della Lombardia per tre mandati, oggi con un’immagine fortemente ammaccata dalle inchieste della magistratura che lo hanno costretto alle dimissioni. Anche perché, pare, Lupi continui a coltivare il sogno di sostituire Giuliano Pisapia a Palazzo Marino e riportare il Comune di Milano sotto le insegne del centrodestra. Sullo sfondo l’eterna lotta tra i due galletti ciellini per conquistare la leadership del movimento.

Ma questa alleanza, al momento ancora in itinere, sta agitando non solo la galassia degli eredi di don Giussani – sia Giampiero Leo sia Silvio Magliano non sono proprio estimatori storici di “Bombo” -, ma anche e soprattutto nel Ncd piemontese. Le mosse di don Vito da Bronte stanno creando più d’un malumore all’interno dell’esigua truppa degli alfaniani piemontesi al punto che i due assessori regionali Michele Coppola e Claudia Porchietto, hanno platealmente disertato la riunione organizzata nel quartier generale di via Piffetti dall’eurodeputato, con un ospite d’onore come Giuseppe Scopelliti, governatore della Calabria e coordinatore dei circoli di Ncd in Italia. Entrambi imputano al coordinatore regionale e numero uno alla Camera Enrico Costa di essersi troppo appiattito sulle posizioni di Bonsignore, di avergli consegnato le chiavi di casa, anzi addirittura di aver messo la sede del partito addirittura in casa del capataz: delegando alla sua oliata macchina l’organizzazione del partito sul territorio.

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