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Dolo. Fattoretto e Vescovi attaccano: «Abbiamo tradito le promesse elettorali»

Gottardo polemica con Zaia: sono mesi che aspettiamo risposte dalla Regione

DOLO – È frattura tra il sindaco Maddalena Gottardo e la Lega Nord. La riprova c’è stata ieri durante un infuocato consiglio comunale in cui sono volate parole pesanti. Tutto inizia quando Alberto Polo (Dolo Cuore della Riviera) ha chiesto chiarimenti sul Pati dopo le accuse lanciate nei giorni scorsi dai leghisti Mario Vescovi e Giovanni Fattoretto nei confronti della Gottardo. Ad intervenire sono stati ancora Vescovi e Fattoretto che hanno “bersagliato” il sindaco Gottardo dandole l’ultimatum ma non abbandonando ufficialmente il gruppo di maggioranza. «La giunta in questi quattro anni non ha saputo imprimere a Dolo quel cambiamento che avevamo tanto promesso in campagna elettorale», ha detto Vescovi, «A dire il vero la situazione è peggiorata per non parlare del risparmio del suolo. Se per Veneto City poteva essere giustificata per il piano regolatore autorizzato dalle passate amministrazioni, l’ulteriore espansione urbanistica di 24 ettari ci lascia sbigottiti. Per questo che non possiamo più sentirci rappresentati e prendiamo le distanze dal sindaco e dalla giunta». La posizione è stata ribadita da Giovanni Fattoretto. «A cosa serve la commissione urbanistica se i suoi partecipanti non sono informati sulle procedure del Pati? Questo presenta grosse perplessità nell’area di Veneto City, sul casello di Albarea, e sull’alienazione o dismissione della parte vecchia dell’ospedale che contrasta con il programma elettorale». Il vicesindaco Giuliano Zilio ha provato a placare gli animi chiedendo di lavorare per il paese. In segno di protesta i gruppi d’opposizione hanno poi abbandonato l’aula mentre Cristian Minchio ha supportato il sindaco con un accorato intervento. Maddalena Gottardo è poi sbottata. «Abbiamo sempre fatto il massimo per il comune di Dolo bussando a tutte le porte in difesa dell’ospedale, del tribunale, del casello e contro la Romea commerciale. Sono mesi che aspettiamo risposte da parte della Regione. È facile essere forza di protesta ma amministrare è diverso. È facile andare ad inaugurare sagre del prosecco, bisognerebbe venire qui ogni tanto in trincea». Un attacco nemmeno troppo velato al presidente Luca Zaia. I “lealisti” al sindaco Gottardo si sono chiusi in riunione in sala giunta mentre il commissario leghista Ennio Zane ha lasciato il municipio. La polemica è solo all’inizio.

Giacomo Piran

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