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S. MARIA DI SALA – Approvato il nuovo regolamento

SANTA MARIA DI SALA – Nessun margine di trattativa per i piccoli commercianti del centro commerciale Prisma che si sono visti l’altro ieri, all’assemblea ordinaria dei consorziati, respingere la proposta di aperire una domenica al mese, di poter usufruire della pausa pranzo e di prevedere un addolcimento delle sanzioni. Un incubo che diventa realtà e che ha già provocato le prime reazioni.

«Alle dodici e trenta mi dimetto da consigliere del consiglio direttivo – dice Andrea Pantano, titolare del negozio Lui e Lei – non sono stato in grado di far comprendere le necessità dei piccoli operatori e non posso accettare che non ci sia l’umanità nel concedere un’ora per pranzare».

Nuove regole quindi approvate: 29 aperture domenicali concentrate nei mesi di marzo, aprile, maggio, settembre, ottobre, novembre e dicembre con sanzioni da 1200 a 2400 euro per chiunque si rifiuti di aprire il negozio in una domenica prevista, ammende per chi arriva in ritardo di un’ora o porzione d’ora che oscillano dai 50 ai 300 euro e nessuna pausa pranzo il sabato in cui vigerà l’orario continuato.

«Io non ho nemmeno il bagno in negozio – dice Serena Gottardo, titolare di Arte e Cornici – come faccio a non avere nemmeno la pausa pranzo?» e sembra che non sia l’unica a versare in tale situazione, Gianni De Gaspari infatti, titolare dell’oreficeria dice: «Non siamo nemmeno più padroni nel nostro negozio, non è più un consorzio, hanno deciso tutto loro».

A proporre le aperture domenicali i grandi del centro (Coop Adriatica, Dps Group, Ella Srl e Centercasa Spa) che detengono anche il maggior potere deliberativo.

I piccoli commercianti dichiarano: «A questo punto, ci restano tre cose da fare, o chiudiamo i battenti, o ce ne freghiamo e non paghiamo, o azioniamo una battaglia legale».

Serenella Bettin

 

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