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Gazzettino – “Campagna soffocata dal nuovo Piano casa”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

26

gen

2014

L’alternativa al Piano casa regionale è nata a Venezia e i danni temuti non riguardano solo il centro lagunare, che rischierebbe di trasformarsi definitivamente in un insieme di alberghi, bed & breakfast, bar, ristoranti e negozi di paccottiglia, ma la stessa terraferma dove il centro potrebbe essere invaso da edifici di ogni genere e quel che rimane della campagna potrebbe diventare una periferia spalmata e anonima.

E non è una questione politica, sinistra contro destra, perché i sindaci che hanno dato mandato ai tecnici dell’Urbanistica veneziana di elaborare nuove proposte rappresentano tutti i colori del parlamento. Il Consiglio dei ministri che l’altro ieri ha deciso di impugnare il Piano casa della Regione, valido fino al 2017, lo ha fatto dunque sulla base della bozza di legge preparata a Venezia.

Il vicepresidente del Consiglio regionale, Marino Zorzato, ha annunciato che in settimana andrà a Roma ad affrontare la questione ma per il momento il Governo ha impugnato proprio quegli articoli segnalati dai tecnici veneziani e che riguardano in particolare il fatto che i sindaci non hanno più voce in capitolo sullo sviluppo del proprio territorio, la diminuzione delle tutele dal rischio idrogeologico e la semplificazione dei cambi di destinazione d’uso degli edifici; poi, invece, ci sono una serie di punti sui quali il Consiglio dei ministri ha concesso alla Regione alcuni giorni per apportare le modifiche richieste.

«I Comuni chiedono alla Regione di sedersi ad un tavolo e decidere assieme uno sviluppo vero del territorio – spiega l’assessore all’Urbanistica Andrea Ferrazzi -. Vogliono, insomma, essere coinvolti e, soprattutto, non può essere che valgano le stesse regole per ogni Comune, perché non si possono paragonare le esigenze di Venezia con quelle di Verona o di Treviso o di Pianiga. Dico nomi a caso solo per portare degli esempi ma ogni territorio ha specificità differenti che vanno valorizzate».

Per capire cosa chiedono i sindaci basta guardare a casa nostra: a parte il centro storico di Venezia e le isole, che con i cambi di destinazione d’uso “liberalizzati” corrono il pericolo di diventare parchi di divertimento per i turisti, i terreni agricoli di Mestre rischiano di essere invasi da case e casette.

«Il Piano regionale consente di poter costruire una nuova casa a chiunque, nel raggio di 200 metri, ne abbia già un’altra – continua Ferrazzi -. Si fa presto a capire come questo fenomeno di “gemmazione” consenta di riempire e soffocare le campagne».

E a Mestre città non andrebbe meglio: «L’abbattimento degli oneri di costruzione a prima vista può essere un bene per muovere il mercato immobiliare in crisi ma in realtà porta ad una densificazione pazzesca del centro urbano rendendolo invivibile».

 

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