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Santa Maria di Sala. I piccoli commercianti contro l’obbligo dell’orario continuato

SANTA MARIA DI SALA – Non solo le domeniche. Ora anche la pausa pranzo. Il Prisma si prende anche la “sosta panino” e la rabbia dei piccoli commercianti, che si sentono sempre più ostaggio nei propri negozi, esplode con fragore dopo l’ultima assemblea, coinvolgendo anche la politica.

Nel centro commerciale lungo la Noalese ormai si pretende il lavoro totale. Dopo essere stati costretti a tenere aperto di domenica, dunque sette giorni su sette, pena pesanti sanzioni, i titolari lamentano ora anche il “furto” della pausa pranzo. Il sabato, giornata notoriamente di maggior afflusso di clienti, bisognerà fare orario continuato. I piccoli negozi, che non hanno possibilità di effettuare turni, perché gestiti solo dal titolare o comunque a conduzione famigliare, non potranno chiudere nemmeno un’ora, rischiando fino a 150 euro di sanzione.

«Così proprio no», tuona Andrea Pantano, uno dei capirivolta, titolare del negozio di abbigliamento Lei&Lui, «rischiamo la multa, e se non la paghiamo anche una causa e tutto questo solo per dover andare al bagno. Molti di noi non hanno la toilette in negozio».

Lontani il tempi del “torno subito”: al Prisma una corsa ai servizi igienici rischia di costare davvero cara. Il piccolo negozio di fatto non può mai chiudere. La protesta adesso diventa clamorosa. Dopo l’ultima infuocata assemblea del consorzio di attività del centro commerciale alcuni piccoli commercianti hanno minacciato di chiudere, altri ritengono ormai inutile partecipare alle assemblee. «Tanto decido i soliti noti».

Unica concessione sembra essere quella per cause di forza maggiore. Se il titolare è solo e si ammala, la sanzione potrà essere cancellata o mitigata. «Insomma ci conviene ammalarci per riposarci un po’», incalza Pantano, «siamo all’assurdo».

Adesso anche la politica scende in campo. Giuseppe Rodighiero, di Civica Insieme, suggerisce una presa di posizione compatta di tutte le forze politiche in Consiglio comunale: «Elaboriamo un documento a sostegno di questa importante battaglia di libertà intrapresa dai piccoli commercianti», propone il capogruppo della lista. Le adesioni sono piovute nel giro di poche ore: hanno detto sì anche dalla maggioranza, a cominciare dal sindaco Nicola Fragomeni, che anzi aggiunge: «Non possono imporre ai chi lavora da una vita di prendersi una commessa per tenere aperto. Voteremo un documento unitario per dire no alle loro regole».

Filippo De Gaspari

 

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