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I legali del megastore di Olmi trascinano al Tar anche Comune, Provincia e Regione «Errori nella concessione dell’autorizzazione. Non c’è spazio per tutte queste strutture»

Guerra dei centri commerciali nella Marca, è scontro tra IperGara, proprietaria del Tiziano di Olmi di San Biagio di Callalta, e Re Development 1, società titolare delle autorizzazioni per 10.700 metri quadri del parco commerciale Panorama a Castrette di Villorba. Una guerra a colpi di ricorsi alla Giustizia amministrativa che, a distanza di tre anni dall’ultima sentenza, vede nuovamente contrapposti i due colossi commerciali dell’hinterland, meta dello shopping di moltissimi trevigiani. Il “vecchio” Tiziano, il primo centro commerciale della Marca aperto nei primi anni Novanta, contro il nuovo Panorama, che a Castrette è tornato, dopo varie vicissitudini, solamente dal 24 ottobre scorso, portando con sé una scia di marchi di tendenza, uno su tutti l’abbigliamento H&M. A lanciare l’attacco legale è IperGara, già impegnata da anni sul fronte della lotta all’apertura de L’Arsenale Contemporary Shopping, l’ex Roncade Outlet Gallery lungo la Treviso-Mare, e che aveva già avuto alcuni contenziosi pure con Panorama all’epoca del “Più per Meno”. Il ricorso al tribunale amministrativo del Veneto è stato presentato giovedì dai legali di IperGara contro il Comune di Villorba, la Provincia, la Regione, ovvero gli enti seduti in conferenza di servizi, oltre naturalmente contro Re Development 1. È l’avvocato Franco Di Maria, legale di IperGara, a spiegare il nodo tecnico attorno a cui verte il ricorso: «Una norma transitoria della nuova legge regionale sul commercio prevede l’applicazione della vecchia legge numero 15 del 2004 per le procedure già avviate, come nel caso di Castrette. L’allegato B della vecchia legge sul commercio definisce la programmazione comunale e regionale degli spazi per le grandi strutture di vendita. Questo valore è uguale a zero metri quadrati», chiarisce l’avvocato Di Maria: «Com’è possibile, dunque, che la conferenza dei servizi abbia rilasciato l’autorizzazione per 10.700 metri quadri di struttura? La legge dovrebbe essere uguale per tutti». Quindi l’affondo: «Il centro commerciale è totalmente illegittimo: per questo abbiamo chiesto in via cautelare che il Tar ne imponga la chiusura». La prima udienza potrebbe celebrarsi già attorno alla metà di febbraio. Uno scontro giudiziario, certo, ma che sottende una difficilissima battaglia combattuta ogni giorno dai centri commerciali: quella per la sopravvivenza. È lo stesso avvocato Di Maria a chiarirlo: «L’apertura di un nuovo centro commerciale comporta una diminuzione di introiti per il Tiziano e in prospettiva, se la situazione non cambierà, non si esclude di dover ricorrere anche a licenziamenti. Non c’è spazio commerciale per tutte queste strutture».

Negli ultimi anni nell’hinterland del capoluogo le grandi strutture di vendita sono lievitate. C’era solo il Tiziano, nel tempo poi sono arrivati l’Emisfero a Silea, la Castellana e l’Alì a Paese, lo ZeroCenter a Zero Branco solo per citarne alcuni, oltre che il Panorama a Villorba, prima con il parco commerciale Villorba e poi con l’apertura a Castrette. E mentre i centri commerciali fioccavano, di pari passo avanzava la crisi. Proprio la difficile congiuntura degli ultimi anni ha reso ancor più cruenta la guerra che impone alle diverse direzioni delle strutture commerciali di affilare le armi contro i competitors. Armi non solo commerciali, che passano a esempio attraverso la scelta dei brand più in voga e la proposta di promozioni e offerte, ma anche legali, come nel caso del Tiziano contro il Panorama.

Rubina Bon

 

il precedente lungo la treviso-mare

Sette anni di ricorsi, il Roncade Outlet Gallery resta ancora senza autorizzazioni

È forse l’esempio più lampante delle conseguenze cui può portare la guerra tra centri commerciali. Parliamo dell’Arsenale Contemporary Shopping, meglio conosciuto con il vecchio nome di Roncade Outlet Gallery. Oggi è una cattedrale nel deserto lungo la Treviso-Mare: la struttura del Gruppo Basso è pronta da anni, ma a mancare sono le licenze commerciali finite dal 2006 sotto il fuoco incrociato dei concorrenti, tra cui proprio IperGara, il primo e più battagliero oppositore del tempio dello shopping di Roncade. Risale al 2007 il primo stop del Tar all’apertura. Il Consiglio di Stato un anno dopo aveva ribaltato il pronunciamento. Ma Iper Gara aveva presentato ancora ricorso. A settembre 2010, dopo che il Tar aveva dato l’ok, il secondo grado della giustizia amministrativa aveva annullato le autorizzazioni commerciali. Nell’ottobre del 2012, il consiglio regionale pareva aver sbloccato la questione. Il Gruppo Basso aveva ripresentato le carte in municipio a Roncade, ma a luglio 2013 il Tar, accogliendo un nuovo ricorso di IperGara, aveva annullato la proroga delle licenze.

(ru.b.)

 

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