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Marco Da Villa Movimento 5 Stelle, Camera

Giovanni Endrizzi Movimento 5 Stelle, Senato

Ha suscitato grande interesse l’incontro pubblico sul passaggio delle grandi navi in laguna, organizzato lunedì 20 gennaio dalla Municipalità di Venezia insieme all’associazione Ambiente Venezia. Sala piena, molte persone in piedi a manifestare un secco no alla domanda posta dal titolo del convegno: “Contorta: unica soluzione possibile?”. Associazioni e comitati hanno avuto la possibilità di confrontarsi con il senatore Felice Casson (Pd) e i sottoscritti, accomunati da una precisa idea: la laguna dev’essere preservata da interventi che possano comprometterne l’integrità. Ogni soluzione deve rispettare la legislazione speciale di salvaguardia e prevedere quindi opere “sperimentali, graduali e reversibili”. Caratteristiche incompatibili con lo scavo di altri canali navigabili, quali il Contorta Sant’Angelo, o con l’allargamento del Vittorio Emanuele o del Malamocco Marghera. Il 23 dicembre scorso, il Movimento 5 Stelle in Senato ha presentato la mozione numero 199, a prima firma Endrizzi; poco dopo il senatore Casson ha depositato la mozione numero 200, appoggiata da altri 26 senatori del Pd. Quest’ultima, benché meno articolata, condivide due aspetti fondamentali. Il primo è l’impegno da parte del governo a considerare tutte le alternative possibili al transito per il Canale della Giudecca, in particolare quelle che evitano l’ingresso delle navi da crociera nel perimetro della laguna e dunque risolvono pienamente i rischi di incidenti, di danni ambientali e di salute pubblica; il secondo è invece quello di dissuadere il ministro Lupi dal forzare la scelta verso lo scavo del canale Contorta Sant’Angelo ed escludere nel modo più assoluto il ricorso alla Legge obiettivo. Una convergenza, quindi, tra Pd e M5S su specifiche proposte e principi in relazione alle quali, peraltro, il Movimento ha sempre offerto piena disponibilità. C’è tuttavia un elemento nella mozione Casson che desta perplessità. Il primo punto del dispositivo impegna infatti il governo “a farsi garante delle decisioni assunte nella riunione del 5 novembre a Roma sulle grandi navi da crociera a Venezia, affinché venga assicurato che tutte le soluzioni presentate siano contemporaneamente comparate e considerate in sede di valutazione di impatto ambientale, con le modalità dettate dall’apposita commissione VIA e VAS nazionale opportunamente potenziata”. Ma in quell’incontro si è deciso ben altro. Va precisato che il M5S chiese al Ministro Lupi – per le vie brevi e poi tramite richiesta formale del capogruppo M5S- che il deputato Da Villa potesse assistere a tali incontri in qualità di uditore, richiesta ovviamente non accolta. L’unica fonte è dunque il comunicato stampa del governo, che recita: “Nel corso della riunione si è deciso… di prevedere una nuova via di accesso alla Stazione marittima, individuata nel canale Contorta Sant’Angelo… Nella valutazione di impatto ambientale di questa opzione saranno naturalmente considerate eventuali soluzioni alternative, compresa quella del Canale Vittorio Emanuele”, imponendo dunque una condizione non richiesta: il mantenimento dell’utilizzo del terminal alla Stazione Marittima per le grandi navi (tutt’altro ragionamento vale per la piccola crocieristica e la nautica da diporto), Stazione che si trova a ridosso del centro storico con tutte le conseguenze sull’inquinamento dell’aria, acustico, elettromagnetico, dell’acqua, nonché sul moto ondoso e per la sicurezza dei cittadini e della navigazione. Sono quindi escluse le opzioni che non individuano nella stazione Marittima il punto di approdo e che, potendo prescindere da escavazioni e interventi pesanti, sono preferibili sotto ogni profilo. Il comunicato prosegue: “Inoltre… si è deciso di promuovere una revisione del Piano regolatore portuale con l’obiettivo, tra l’altro, di definire e realizzare a Marghera siti alternativi rispetto all’attuale terminal crocieristico”. Insomma, si fa una sintesi tra la proposta di Costa (Canale Contorta Sant’Angelo) e quella del sindaco Orsoni (Porto Marghera). A questo punto, per chiarezza, chiediamo al senatore Casson di stralciare dalla mozione il riferimento ambiguo alla riunione del 5 novembre, presieduta dal presidente Letta, e di sollecitare il capogruppo Zanda a mantenere la promessa di inserire nel calendario dei lavori, al più presto, la discussione delle due mozioni in Senato.

 

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