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Ricorso contro Porto e Capitaneria. «Il Contorta non è l’unica soluzione alternativa Il taglio dei passaggi alla Giudecca non basta». Orsoni: «Convocare il Comitatone»

Il Comune al Tar contro il Porto e il progetto del nuovo canale Contorta. La giunta ha approvato ieri mattina all’unanimità, su proposta del sindaco Giorgio Orsoni, la delibera che autorizza l’Avvocatura civica a presentare ricorso al Tribunale amministrativo contro il decreto e l’ordinanza emessi dalla Capitaneria di Porto sulla disciplina del traffico crocieristico.

«Quei provvedimenti», spiega il sindaco Orsoni, «non prestano fede alle intese raggiunte a Palazzo Chigi il 5 novembre e alle indicazioni del ministero. Si decide a priori che l’unica alternativa possibile è lo scavo del canale, invece secondo noi le alternative, come votato anche dal Consiglio comunale, vanno seguite tutte con pari attenzione».

Dal punto di vista giuridico, il decreto 472 del 2013 emesso dalla Capitaneria di porto, non rispetta secondo il Comune nemmeno il decreto Clini Passera. L’ente legittimato a emetterlo non sarebbe poi la Capitaneria ma il Magistrato alle Acque.

Ricorso anche contro l’ordinanza 153 del 2013 che stabilisce la nuova disciplina del traffico delle grandi navi in Canale della Giudecca.

«Si doveva fare del 20 per cento, invece la riduzione è soltanto del 12», dice il sindaco. Dunque, ricorso.

Sempre al Tar, ma per motivazioni opposte, si rivolgeranno anche Venezia terminal passeggeri e comitato Cruise Venice. Secondo loro i provvedimenti danneggiano l’economia portuale.

Battaglia che non si placa. E che vedrà la settimana prossima il dibattito approdare nell’aula del Senato, con la discussione delle due mozioni presentate da Felice Casson (Pd) e altri 20 senatori di Pd, Sel e Psi e quella di Luciano Endrizzi, del Movimento Cinquestelle. Analogo il contenuto delle due mozioni, che chiedono al governo di farsi carico di una valutazione comparativa delle alternative in campo, a cominciare dalle ipotesi di portare le navi incompatibili «fuori della laguna». Ma anche di garantire le Valutazioni per l’impatto ambientale.

I progetti sul campo sono diversi. L’Autorità portuale di Paolo Costa ritiene che l’unica praticabile sia lo scavo del grande canale Contorta-Sant’Angelo. «Avrebbe anche una funzione ambientale, proteggendo con i fanghi scavati le barene e realizzando una barriera per evitare la perdita dei sedimenti», dice Costa.

Non ci stanno gli ambientalisti, e nemmeno gli esperti idraulici come Luigi D’Alpaos. Ma nemmeno il Comune, che chiede di valutare l’ipotesi Marghera. Altri, come Cesare De Piccoli, e il Movimento Cinquestelle, chiedono invece di progettare la nuova Marittima fuori della laguna, a San Nicolò. Per adesso l’unico progetto ad andare avanti è stato il canale. Si ratta di allargare il piccolo Contorta portandone le profondità da due a 10 metri e allargandolo fino a 200 metri. L’idea della Venezia Terminal passeggeri è invece quella di far passare le navi dietro alla Giudecca, per un nuovo canale scavato al posto del canale Orfano.

«Il luogo della decisione deve essere il Comitatone», dice Orsoni, «ne ho chiesto la convocazione al presidente del Consiglio Letta ma non ho più avuto risposta».

Su questo fronte l’accordo tra Comune e Porto sembra molto lontano. Tanto che ieri un rinvio della firma per il Piano di San Basilio – scambio di aree per far arrivare il tram, aveva destato allarme. «Quello non c’entra, lo faremo», assicura Orsoni.

Alberto Vitucci

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Grandi navi, l’Autorità portuale boccia ricorso Comune

La reazione all’iniziativa di ieri della giunta Orsoni che aveva impugnato al Tar la decisione di far passare le crociere dal canale di Contorta

VENEZIA – «Il ricorso che il Comune di Venezia intende presentare contro l’ordinanza e il decreto della Capitaneria di Porto è contro il Governo» e rischia di riportare le grandi navi a San Marco per il mancato utilizzo del canale Sant’Angelo-Contorta previsto dal Governo. Replica così l’Autorità portuale di Venezia all’iniziativa annunciata ieri dal Comune di Venezia.

«I provvedimenti della Capitaneria – ricorda la nota – sono la trasposizione letterale di una direttiva inviata dal Ministro competente, che ha tradotto in termini amministrativi l’accordo di Palazzo Chigi del 5 novembre. Spetta solo al Presidente del Consiglio Letta, ai Ministri competenti Lupi e Orlando e al presidente della Regione Veneto Zaia, valutare l’atteggiamento da prendere».

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