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Il sindaco spiega a Favaro i prossimi passi del Comune e illustra il piano per il terminal a Tessera.

Previsti 83 mila metri cubi di parcheggi, negozi, servizi, verde e un vaporetto che collega a Venezia

«Realizzeremo lo stadio con un accordo di programma assieme ai privati proprietari delle aree». Lo ha ribadito ieri sera il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, intervenuto al Consiglio di Municipalità di Favaro, nel corso del quale è stato presentato dall’assessore comunale all’Urbanistica, Andrea Ferrazzi, assieme al dirigente allo Sviluppo del Territorio, Oscar Girotto, il piano particolareggiato di iniziativa pubblica del Terminal di Tessera.

Del futuro delle aree di Tessera vicino all’aeroporto Marco Polo si è parlato in consiglio, davanti ad un folto pubblico di cittadini attenti, consiglieri municipali, consiglieri comunali e politici regionali, come Fabio Gava. Orsoni è intervenuto dopo le presentazioni di Ferrazzi e dei tecnici, per chiarire i passi che farà il Comune di Venezia.

Se per la vicenda stadio, dopo un «faticoso» confronto con Enac, che ha portato al parere positivo di inizio gennaio, che consente di «sapere dove si farà e cosa si può per realizzare lo stadio ma anche l’albergo e la nuova sede del Casinò», dice il sindaco «non appena sarà approvato in Regione o anche prima si andrà all’accordo di programma coi privati».

Orsoni non cita mai direttamente due persone, Enrico Marchi (presidente di Save) indicato come “gestore aeroportuale”, che il sindaco critica quando ripercorre la storia di Quadrante e terminal e ricorda i tanti paletti posti dalla società del Marco Polo ai progetti comunali. E poi il presidente del calcio Venezia, Korablin invitato ad acquistare i terreni che Save aveva opzionato e che oggi mette a disposizione, dopo essersi chiamata fuori dall’affare stadio. I privati con cui fare l’accordo è proprio Korablin, atteso in città la prossima settimana e che potrebbe ora svelare le sue intenzioni, dopo aver assistito allo sblocco della partita del Quadrante che si sposta a Nord nei terreni del Comune e in quelli opzionati da Save e ora in vendita, in tutto circa 50 ettari.

Per il terminal di Tessera, porta verso l’acqua che si sposta anch’esso dalle aree demaniali di competenza aeroportuale, e si apre un affaccio all’acqua a ridosso di forte Bazzera con spazi per parcheggi, edifici per attività commerciali e servizi, una piazza e tanto verde che porta un imbarcadero del vaporetto Actv pubblico accessibile non solo ai turisti per raggiungere Fondamente Nuove e Murano, ma anche agli abitanti di Tessera, Orsoni spiega che in caso i proprietari delle aree interessate (al 94 per cento l’Aeroterminal dei fratelli Poletti), «si potrà aprire una procedura di esproprio per l’acquisizione delle aree». Piano particolareggiato per 83 mila metri cubi complessivi per il quale il Comune si è adeguato alla sentenza del Consiglio di Stato, dopo l’impugnazione del vecchio piano da parte di Save.

«Il nuovo piano, redatto in conformità con il Prg vigente, intende soddisfare le esigenze di accesso alla città d’acqua anche da punti diversi da quello tradizionale del Ponte della Libertà. Nel contempo, ci siamo preoccupati di non interferire con gli ambiti demaniali aeroportuali prevedendo che il Terminal interessi zone esterne ad essi in modo che vi sia una chiara separazione fra i flussi che interessano l’aeroporto e quelli diretti alla città», ha spiegato.

«Il Terminal di Tessera, ha commentato Ferrazzi, è un progetto importante, che dà attuazione a quanto previsto dal Piano regolatore e permette ai cittadini della gronda di accedere con semplicità alla Venezia lagunare e ai cittadini della laguna di arrivare velocemente in terraferma. Migliora dunque non solo l’accesso e la qualità dei servizi per i turisti, ma anche per i nostri cittadini».

Mitia Chiarin

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