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casello di vetrego

MIRANO. Cav fornirà i dati dei nuovi flussi di traffico ai caselli dopo l’aumento delle tariffe autostradali, ma solo ad aprile. Dopo la richiesta dei sindaci di Mirano e Spinea di conoscere come è cambiato il traffico dal 1° gennaio, giorno dell’entrata in vigore dei nuovi pedaggi, la concessionaria ha risposto:

«È stato avviato il monitoraggio quotidiano dei flussi di traffico ai caselli e lungo le tratte autostradali in gestione per verificare i comportamenti degli utenti», assicura il presidente di Cav Tiziano Bembo, «bisognerà però attendere almeno tre mesi prima che i volumi di traffico si siano stabilizzati e si possano fare valutazioni attendibili».

Accolta dunque la richiesta dei comuni di verificare se, di fatto, i nuovi regimi tariffari stiano provocando disagi ai centri urbani, con lo spostamento del traffico autostradale sulle strade locali. Servirà però del tempo. I tre mesi chiesti da Bembo di fatto spostano le prima valutazioni a primavera. Per questo motivo Mirano, nel frattempo, seguirà la sua strada, già annunciata dal sindaco Maria Rosa Pavanello: «Si faccia il prima possibile, noi intanto procederemo con le nostre misurazioni in viale Venezia. Poi via ai controlli dei vigili».

(f.d.g.)

 

Pedaggi, non c’è intesa Slittano gli sconti promessi ai pendolari

Lungo incontro tra il ministro dei Trasporti Lupi e l’Aiscat ma il nodo dell’allungamento delle concessioni è irrisolto

VENEZIA – Non c’è ancora un’intesa sugli sconti autostradali ai pendolari. L’ottimismo della vigilia, espresso sia dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi che dalle società aderenti all’Aiscat (l’associazione delle concessionarie presieduta da Fabrizio Palenzona) si è scontrato con la realtà che vede le parti distanziate su un punto, quello relativo all’allungamento dei tempi delle concessioni, divenuto decisivo ai fini di una riduzione «mirata» dei pedaggi, rincarati a partire dal primo gennaio. All’incontro romano, circondato da un clima di autentico mistero, hanno partecipato i rappresentanti di 24 concessionarie (incluse le venete Brescia-Padova, Autostrade per l’Italia, Autovie Venete, AutoBrennero e Cav) e lo staff tecnico dei Trasporti guidato dal ministro. Che ha riaffermato la sua proposta: abbonamenti scontati del 20% per chi compia almeno 20 percorsi mensili (ovvero 40 tratte di andata e ritorno) sullo stesso tratto, entro i 50 chilometri; con un’agevolazione «progressiva», che diminuisca con il calo della distanza coperta. Lupi ha insistito sulla tempistica già annunciata – agevolazioni «sperimentali» a partire dal 20 febbraio e fino al 31 dicembre 2015 sull’intera rete italiana – ma al momento di stringere l’accordo, Aiscat ha condizionato il proprio assenso a concrete garanzie sul piano finanziario. «Siamo coscienti della congiuntura critica che il Paese attraversa e vogliamo contribuire ad attenuare l’effetto degli aumenti», il ritornello «ma dobbiamo garantire l’equilibrio dei nostri bilanci perché la tariffa, infatti, hanno poi precisato non è semplicemente il corrispettivo del servizio erogato ma rappresenta un’entrata che compensa gli investimenti effettuati».

Esemplare, in proposito, l’esempio di Cav, la società presieduta da Tiziano Bembo che gestisce il segmento Padova-Mestre e deve ammortizzare la spesa sostenuta per la realizzazione del Passante. È finita dell’occhio del ciclone per l’aumento al casello di Vetrego (da 0,80 a 2,80 euro) che ha oscurato sia gli sconti via telepass offerti ai pendolari – già duecento le richieste pervenute – che il calo del pedaggio (da 3,30 a 2,80 euro) nel tratto Padova est-Mestre. Tant’è. Le concessionarie, oltre a criteri omogenei sull’intero territorio nazionale che evitino “scorciatoie” e concorrenza sleale (leggi uscita da un tornello e rientro da un altro), chiedono a gran voce un allungamento temporale delle concessioni, che oggi si attestano mediamente sui quarant’anni. Ciò, spiegano, consentirebbe di spalmare in un arco maggiore gli esborsi sostenuti per opere infrastrutturali, così da rendere sostenibili le riduzioni tariffarie scongiurando anche il rischio di danno erariale nei confronti dello Stato che eroga le concessioni. Lupi ha preso atto della richiesta, manifestando però seri dubbi circa la possibilità di un prolungamento («Temo che l’Ue lo bloccherebbe perché lesivo della libera concorrenza») affidando comunque l’approfondimento della questione – e di altri nodi emersi dal confronto – a un tavolo tecnico governativo. Il vago spiraglio, evidentemente, non è bastato ad Aiscat che ha mantenuto il punto – «In Spagna le concessioni sono state allungate senza problemi» – inducendo il ministro ad una “pausa di riflessione”. Fumata nera, insomma, almeno per adesso. I rincari per chi viaggia in autostrada (in media +4%) restano in vigore, degli sconti promessi, viceversa, ancora non c’è traccia.

Filippo Tosatto

 

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