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DUE POSSIBILITA’ DI RILANCIO

In arrivo oltre tre milioni dello Stato per mettere in sicurezza le aree e gli impianti di Vinyls

Due buone notizie per quel che resta della chimica di Porto Marghera. La prima riguarda la Vinyls in amministrazione straordinaria e prossima al fallimento, che da anni aspetta la bonifica degli impianti da smontare e lo smaltimento delle acque piovane contaminate. La Giunta regionale ha, infatti, stanziato oltre 3 milioni di euro per realizzare la bonifica delle acque e degli impianti del cvm/pvc, che saranno gestiti da Veneto Acque (società della Regione) attraverso un apposito bando di prossima pubblicazione.

«La scelta della Regione di utilizzare i fondi statali per mettere in sicurezza l’area Vinyls che da tempo è in una situazione ambientalmente allarmante», ha commentato l’assessore comunale Gianfranco Bettin, «consente anche di trasformare la urgente necessità di risanare il territorio inquinato in un’occasione importante di lavoro oltre che per restituire i luoghi ad altri usi produttivi sostenibili o a nuove vocazione urbane».

La seconda buona notizia riguarda Versalis – l’azienda di Eni che a Porto Marghera gestisce l’impianto del cracking dell’etilene, collegato via pipe-line alle raffinerie emiliane – ha siglato ieri con la società americana di Elevance Renewable Sciences un protocollo d’intesa per l’avvio di una partnership strategica finalizzata allo sviluppo e alla industrializzazione di una nuova tecnologia per produzioni da oli vegetali».

In un comunicato Eni spiega che questa tecnologia innovativa «si basa sul processo chimico della metatesi applicata agli oli vegetali che consente, tramite l’azione di uno specifico catalizzatore, di realizzare nuovi prodotti chimici bio».

In particolare, Versalis ed Elevance collaboreranno per sviluppare e industrializzare nuovi catalizzatori, facendo leva sull’esperienza maturata da Elevance. I partner coopereranno per progettare e realizzare nel sito Versalis di Porto Marghera impianti industriali world-scale primi nel loro genere che utilizzano processi di metatesi di oli vegetali con etilene. Il progetto si avvarrà delle infrastrutture già presenti nel sito, integrandosi con gli stream produttivi di Versalis. Le future produzioni, grazie alle sinergie tra l’industria chimica da fonti rinnovabili e quella tradizionale saranno destinate a settori applicativi ad alto valore aggiunto quali cura della persona, detergenti, bio-lubrificanti e prodotti chimici per l’industria petrolifera».

(g.fav.)

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Porto Marghera aspetta ancora le aree Eni

Ieri si è riunito il Tavolo permanente. Chisso soddisfatto ma il piano di riconversione va aggiornato

Il rilancio di Porto Marghera, che ha perso migliaia di posti di lavoro e importanti aziende negli ultimi quindici anni, c’è, ma per ora solo sulla carta, con tanto di procedure di bonifica già autorizzate. Per il momento però fatti nuovi, leggi aziende che comprano aree industriali dismesse, riavviano un’attività industriale e tornano ad assumere, non se ne vedono. Lo scarto che ancora esiste tra progetti sulla carta e realtà è ancora forte e ieri alla riunione di tutti i referenti dei Gruppi di Lavoro del Tavolo permanente per Porto Marghera, convocato dal commissario straordinario della Regione, Giovanni Artico, è stato messo in luce dai rappresentanti dei sindacati dei lavoratori che hanno sollecitato la messa in vendita delle aree promesse da Eni ma ancora di sua proprietà einutilizzate. D’altra parte il Piano di Riqualificazione e Riconversione Industriale (Prri), in attesa della ratifica del ministero dello Sviluppo dal luglio scorso, va rivisto in quanto l’ammontare degli investimenti privati indicati (oltre 4 miliardi di euro), comprendono ancora la realizzazione (ormai sfumata del tutto) del grattacielo di Pierre Cardin che da sola valeva quasi 2 miliardi. All’incontro erano presenti rappresentanti delle amministrazioni locali (Regione, Provincia e Comune di Venezia), dell’Autorità Portuale, dell’Ente Zona Industriale, Confindustria, Cgil, Cisl, Uil e i sindacati dei chimici. Tutti hanno convenuto sui passi in avanti fatti in merito alla semplificazione delle procedure per le autorizzazioni ambientali e la certezza dei costi per le imprese che acquisiranno le aree per rilanciarle, come pure sulla «riperimetrazione del Sito di interesse nazionale e sulla apertura della gara d’appalto per l’individuazione del soggetto che gestirà il Fondo di rotazione per interventi di bonifica all’interno del Bacino scolante nella laguna di Venezia, con un fondo di 20 milioni di euro già stanziati dalla Regione». «Di passi in avanti ne sono stati fatti» ha osservato Lino Gottardello, segretario della Cisl, «ma l’annunciata cessione delle aree di Syndial-Eni da rilanciare non è stata ancora conclusa e lo stesso Piano di riqualificazione e riconversione industriale che il ministero snobba è da aggiornare per essere credibile. Confidiamo che al prossimo tavolo queste due questioni siano risolte, compresa l’esclusione delle aree con banchina dal possibile utilizzo crocieristico». Per l’assessore comunale alle Attività produttive, Alfiero Farinea, «restano da definire solo delle questioni tecniche, relative alle aree dell’Eni e al piano di riconversione da aggiornare. Il più, però, è stato fatto e, come confermano i dati dell’Osservatorio a Porto Marghera, ci sono 900 imprese attive con 11 mila occupati e questa è una base promettente su cui far partire l’azione comune delle istituzioni e delle forze sociali». Soddisfatto l’assessore regionale alla Legge Speciale, Renato Chisso che ha commentato: «In un periodo di crisi che ha colpito in maniera così evidente e drammatica la produzione e l’economia in tutti i settori in Italia, per Porto Marghera si riscontra un’attenzione istituzionale importante. Adesso andiamo avanti con gli impegni che ci siamo assunti come l’acquisizione delle aree Syndial, su cui in molti ci chiedono aggiornamenti, la cui trattativa è ormai in fase molto avanzata. Tra gli impegni assunti ieri dal Tavolo permanente c’è l’aggiornamento sullo stato delle imprese e dell’occupazione con contributi da parte di tutti i partecipanti, per redigere un aggiornamento del Piano di ristrutturazione e riconversione industriale inviato dalla Regione al ministero».

(g.fav.)

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