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BRUXELLES – Una maggioranza di 19 paesi contrari, tra cui l’Italia «senza se e senza ma», non è bastata per bloccare l’autorizzazione alla coltivazione in Europa di un nuovo tipo di mais geneticamente modificato, che ora proseguirà il suo iter procedurale nelle mani esclusive della Commissione Ue.

Immediate le reazioni delle ong ambientali e delle associazioni di agricoltori e consumatori.

Gli stati membri, senza maggioranza qualificata né a favore né contro, hanno infatti deciso come estrema “ratio” di non votare, ripassando la palla nelle mani della Commissione.

 

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