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Mattino di Padova – Viaggio nel dissesto

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

13

feb

2014

Argini, scatta l’ispezione in barca

A rischio Graissi e San Gregorio

Ieri l’assessore Micalizzi con la Protezione Civile ha controllato lo stato delle sponde dei fiumi

In azione anche una squadra a piedi. Numerose erosioni lungo il canale Scaricatore al Bassanello

Due sorvegliati speciali: ponte dei Graissi e ponte San Gregorio minacciati dall’erosione degli argini. In campo, ieri, una squadra della Protezione civile in barca e un’altra via terra a ispezionare la situazione; il tutto in stretto contatto con il Genio Civile. Il report verrà poi inviato agli uffici regionali per battere cassa e ripristinare la sicurezza dei fiumi e dei canali della città. L’assessore Andrea Micalizzi ieri ha messo in campo tutti gli strumenti necessari per verificare la sicurezza fluviale della città. Preoccupano infatti il ponte dei Graissi, dove il Genio è intervenuto già ieri mattina, non tanto per gli smottamenti, che pure hanno mangiato un pezzo di pista ciclabile, quanto per il rischio che corrono le infrastrutture: sotto la ciclabile passano infatti l’acquedotto, la fibra ottica e la rete elettrica. E l’amministrazione ha lanciato l’allarme anche a San Gregorio dove sono erosi entrambi i lati dell’argine, con il rischio del crollo stesso della strada. E anche se l’evento appare comunque improbabile,la cautela, secondo Micalizzi, non è mai abbastanza. Con l’assessore democratico e i vertici della Protezione civile – Enrico Bolzan, coordinatore, Sandro Mose, responsabile barche e Gianfranco Zancan, responsabile motoseghe e referente del verde – abbiamo navigato ieri pomeriggio il Piovego dal Ponte dei Graissi a ponte dei Tadi, percorrendo anche a piedi i tratti erosi dalle piene degli ultimi giorni e dall’acqua piovana che incide sui canali (come il Piovego) definiti di acque calme, cioè dove la piena non arriva perché deviata tempestivamente a protezione della città. Oltre alla barca, in azione c’era anche una squadra di terra che ha percorso il canale Scaricatore, al Bassanello e il San Gregorio i quali, causa piena, sono in questi giorni non navigabili. Ecco cos’è emerso dal sopralluogo dei ieri pomeriggio. Ponte dei Graissi Si presentano numerose erosioni lungo l’argine di via Longhin, non tutte visibili ad un occhio inesperto, ma chiarissime agli uomini della Protezione civile che, ogni mese, con una squadra e il Gps, percorrono le vie d’acqua per monitorare le condizioni delle sponde. I rapporti sono poi inviati al Genio civile. Lungo via Turazza, dietro i palazzi ex Alleanza, gli uomini del Genio hanno transennato alcuni metri di argine portando sassi e ciottoli per permettere l’intervento dei mezzi. Le erosioni sono state provocate dalla pioggia che, inzuppando il terreno, ha reso fragili gli argini. A rischiare maggiormente sono le piste ciclabili e i percorsi pedonali. San Gregorio Entrambe le sponde sono sotto stress, risultano fragili e in sofferenza. Qui il pericolo è maggiore perché si tratta del passaggio dell’acqua della piena che viene smistata alle chiuse di Voltabarozzo: parte del Bacchiglione prosegue verso Ponte San Nicolò e parte, attraverso il San Gregorio, viene scaricata nel Piovego per poi finire nel Brenta da Noventa. Piazzale Boschetti È la situazione giudicata meno preoccupante dal Genio civile. Lo smottamento, visibile ad occhio nudo, denunciato dagli Amissi del Piovego, all’altezza del vecchio Gasometro, è stato transennato per precauzione nei confronti dei pedoni e non per allarme di crollo dell’argine stesso. Bassanello La squadra di terra ha invece ispezionato il canale Scaricatore, anche qui si sono registrati numerose piccole erosioni che sono ancora più pericolose perché provocate dal passaggio violento dell’acqua della piena che trascina la terra con maggiore potenza erodendola sia durante la fuga che per innalzamento e pressione. «Ricordo che alla Paltana, nel 2010, alla ribattezzata “curva del tabaccaio”, abbiamo rischiato molto quattro anni fa», ricorda Bolzan, «per la presenza importante di sabbia che ha una minore tenuta rispetto alla terra». Il passaggio della barca della protezione civile ha individuato recenti erosioni anche all’altezza del Carmine, di porta Molino e del ponte dei Tadi. Il dossier con tutti i problemi agli argini della città verrà inoltrato in Regione Secondo gli uomini della protezione servirebbe una manutenzione più accurata che il Genio affronta, invece, con le risorse striminzite della Regione per chiedere l’intervento attraverso opere di consolidamento e di ripristino. Che, dopo l’ondata di maltempo, sono diventate più che mai necessarie.

Elvira Scigliano

 

«La Regione intervenga»

Il Comune invia il dossier a Venezia e lancia l’appello 

«Rispetto a fiumi, argini e canali, non abbiamo nessun potere decisionale», afferma l’assessore Andrea Micalizzi, «ma abbiamo il dovere di monitorare le situazioni e farci sentire da una Regione ad oggi sorda: ne va della difesa della città». La responsabilità è invece della Regione con i due bracci operativi: il Genio civile per argini e manovre idrauliche e i Sistemi territoriali per i regolamenti della navigazione. A dimostrazione che l’amministrazione comunale fruisce dei corsi d’acqua senza averne responsabilità diretta il fatto che paghi un canone alla Regione (attraverso il Genio) per l’utilizzo, ad esempio, di pontili e tratti di argine attrezzati. Ieri l’assessore Micalizzi è salito in barca con la Protezione civile per verificare di persona: «Le ispezioni di ieri, via acqua e via terra», riferisce l’amministratore democratico, «hanno evidenziato due situazioni prioritarie: ponte dei Graissi e il San Gregorio. Il primo messo a dura prova dalle piogge, il secondo dalle piene, continuamente sollecitato dagli innalzamenti ed abbassamenti del Bacchiglione che non solo erodono gli argini per la corsa del fiume, ma anche con il sali e scendi dell’acqua che fa pressione sulle sponde». E prosegue: «Il nostro monitoraggio è mensile, grazie ai volontari della Protezione civile e alla stretta collaborazione del Genio, ma la sofferenza dei nostri argini non può essere ripristinata con gli interventi, d’emergenza, del Genio, necessita di manutenzioni costanti e programmate che spettano alla Regione».

(e.sci)

 

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