Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Nuova Venezia – Marghera “Chi inquina paghi le bonifiche”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

13

feb

2014

Gli ambientalisti chiedono la reintroduzione del decreto: subito un fondo nazionale

Gli ambientalisti chiedono la reintroduzione totale nel decreto Destinazione Italia del principio: «Chi ha inquinato paghi le bonifiche», principio parzialmente garantito ora da un emendamento del deputato Ermete Realacci. Lo hanno annunciato durante un incontro con la stampa che si è tenuto al Municipio di via Palazzo, Gianfranco Bettin assessore comunale all’Ambiente, Luana Zanella co-portavoce nazionale dei Verdi, Luigi Lazzaro presidente regionale di Legambiente e Barbara del Mercato dell’associazione In Comune. L’iniziativa locale, che è avvenuta in contemporanea ad altre analoghe in altre parti d’Italia, riveste una particolare importanza essendo il Sin (sito inquinato di interesse nazionale) di Porto Marghera e della zona urbana circostante il più esteso (3.200 ettari) ed importante del Paese.

Nel mirino degli ecologisti c’è l’articolo 4 della legge di conversione del Destinazione Italia che riscrive la disciplina della riconversione delle zone industriali, precedentemente regolata dal decreto legislativo 152 del 2006.

«Nella sua prima versione», ha spiegato Zanella, «il decreto del governo Letta prevedeva un vero e proprio condono tombale. Era saltata completamente la possibilità che le bonifiche fossero a carico chi ha inquinato. Ricadeva tutto sulle casse dello Stato. Poi, per fortuna Realacci alla Camera è riuscito a far approvare un emendamento che ha parzialmente migliorato la situazione ma è necessario fare di più.

Allo stato attuale della normativa infatti un’azienda, dopo aver firmato l’accordo di programma per le bonifiche, non è più tenuta al disinquinamento, qualora la presenza degli inquinanti emergesse dopo la stipula del patto.

Ci appelliamo, quindi, a tutti i senatori affinché si impegnino a ripristinare totalmente il principio secondo cui le bonifiche devono essere a carico di chi ha causato l’inquinamento».

Bettin, pur dimostrando di apprezzare il fatto «che l’emendamento Realacci non vincoli più i finanziamenti pubblici alle bonifiche ma alla riconversione delle aree», sostiene la necessità di «un fondo nazionale per le bonifiche».

«Chi ha inquinato», ha ribadito l’assessore, «deve pagare le bonifiche ma non dobbiamo dimenticare che i responsabili dell’inquinamento potrebbero non essere in grado di pagare per diversi motivi. Porto Marghera ha quasi un secolo e per i casi lontani nel tempo può essere difficile trovare un responsabile. Inoltre, alcune aziende dopo tanto tempo potrebbero risultare insolvibili. Per questi casi, quindi, è necessario che ci sia un fondo nazionale per le bonifiche».

Michele Bugliari

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui