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SCORZÈ – La vicenda dell’area dell’Autoparco

Al via il processo per il presunto inquinamento da amianto nell’area dell’Autoparco tra via a Drizzagno e via Boschi a Scorzè. Davanti al giudice di Venezia, Sara Natto, sono comparsi ieri mattina il direttore dei lavori, Danilo Micheletto, 49 anni, di Scorzè, e i responsabili di quattro società che fornirono il materiale da utilizzare nell’area per la realizzazione di un park automezzi e di un centro logistico: Alberto Merlo, 49 anni, di Borgoricco e Silvano Bolzonella, 47 anni, di Santa Maria di Sala, della Merlo srl; Lino Pigozzo, 60 anni, di Noale, della Pigozzo scavi snc di Salzano; Ennio Telve, 54 anni, di Camposampiero, della Telve Rigo di Vedelago ed Elio Carraro, 73 anni, di Vigonza, della Carraro F.lli srl. Per loro le accuse sono, a vario titolo, di violazione della legge sulla gestione dei rifiuti.

Contro di loro si sono costituiti parte civile l’Autoparco, la Regione, la Provincia, il Comune di Scorzè, legambiente e Wwf al fine di ottenere il risarcimento dei danni patiti.

Il giudice ha rigettato le eccezioni preliminari presentate dalla difesa (incompetenza territoriale e difetto di notifica) e ha rinviato l’udienza al prossimo 30 aprile per citare le aziende implicate in qualità di responsabili civili, ovvero di soggetti che saranno chiamati a pagare i risarcimenti in caso di condanna. L’inchiesta è stata condotta dal pm Giorgio Gava e si riferisce ad amianto rinvenuto nel 2009. Gran parte dei reati si prescriveranno entro la fine dell’anno ma un’eventuale sentenza di condanna prima della scedenza dei termini renderà effettivo l’obbligo di risarcimento.

(gla)

 

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