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In Provincia la Lega Nord ha appoggiato la variante con casello a Crea di Spinea

La rabbia di tutte le forze cittadine: «Dopo il Passante è un’idea insostenibile»

SPINEA – In Provincia si parla di un possibile innesto della Romea commerciale a Spinea e in città divampano le polemiche. «Abbiamo già dato», sembrano dire tutti e il riferimento al Passante è fin troppo chiaro. La scorsa settimana in terza commissione provinciale è arrivata la proposta della Lega Nord, intenzionata a forzare la mano per salvare la Riviera dal tracciato della Mestre-Orte.

Un giuoco dei bussolotti. La Lega, in realtà, governa la Regione, la cui giunta ha in mano la partita. Nell’ipotesi specifica, tuttavia, a essere penalizzate sarebbero, ancora una volta, Spinea e il Miranese. Secondo la Lega le modifiche contenute nella “variante B1” del tracciato della Nuova Romea eviterebbero l’attraversamento della Riviera, non aggravando il nodo viario di Roncoduro: l’ipotesi prevede che all’altezza di Lughetto, la nuova autostrada, anziché piegare verso Camponogara e Dolo, segua il tracciato della statale fino a Malcontenta. Qui, superato in tunnel il Naviglio Brenta, sono previsti due svincoli, ma poi il tracciato proseguirebbe verso est e, all’altezza di Villabona, ci sarebbe un innesto in direzione ovest (direzione Padova-Milano), mentre il traffico verso Trieste proseguirebbe fino al casello di Spinea, innestandosi sul Passante.

Non ci sono progetti, tanto meno finanziamenti. Eppure la proposta ha fatto balzare dalla sedia più di qualcuno in città. I consiglieri Edmondo Piazzi e Giovanni Da Lio si sono affrettati a presentare un’interpellanza urgente in cui chiedono al sindaco di sapere quali fondamenti abbia la proposta: «Ancora una volta il Comune di Spinea pagherebbe un tributo al riordino della viabilità che non sarebbe più capito dai cittadini e certamente non più sostenibile» sostengono.

Anche il Movimento 5 stelle ha da tempo detto no all’ipotesi. «Né a Spinea, né da nessun’altra parte è una strada dal costo esorbitante e insostenibile, persino per i privati ed è un’opera inutile che finiranno per pagare gli utenti e i cittadini».

Dell’ipotesi non vuole nemmeno sentir parlare il sindaco Silvano Checchin, che ricorda che per questo ha anche rifiutato un incontro a Dolo già nell’estate 2012, dove si discuteva proprio di nuove soluzioni progettuali che coinvolgessero Spinea. «Possono presentare tutte le proposte che vogliono», chiude il discorso Checchin, « è aria fritta, il nome di Spinea non è contemplato da nessuna parte».

Filippo De Gaspari

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