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Chimica verde: è la materia prima per il biodiesel, Zoppas (Confindustria) e Costa (Porto) entusiasti 

È ormeggiata nella darsena della Raffineria Eni di Venezia la prima nave di olio vegetale di palma che sarà utilizzato per produrre, a partire da aprile prossimo, il biodiesel. La nave “Orinoco Star”  è entrata nel porto di Venezia sabato scorso e lunedì ha ormeggiato nella darsena della Raffineria, in via dei Petroli, dove tutto è stato predisposto per lo scarico di 22.000 tonnellate di olio di palma certificato sostenibile.

«L’olio di palma, proveniente dall’Indonesia», precisa Eni in un comunicato, «è un prodotto in stretta osservanza delle norme europee, che vietano la coltivazione in zone aree ricoperte da foresta primaria, con la Certificazione Iscc, che attesta la coltivazione effettuata in terreni autorizzati e nel rispetto dei diritti umani e del lavoro, a cui si aggiunge la Certificazione 2BSvs  che attesta la riduzione delle emissioni dei gas serra e, infine, la Roundtable on sustainable Biofuel  con la quale si certifica l’eliminazione degli impatti negativi sull’ambiente e il mantenimento della produttività dei suoli e della qualità delle acque e dei diritti esistenti sui terreni».

Eni precisa anche che la Green Refinery prevede di sostituire in futuro l’olio di palma con altre «biomasse oleose di prima generazione, di seconda generazione (grassi animali, oli esausti di cottura e waste del ciclo agricolo) o di terza generazione (oli da alghe e rifiuti)».

Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Venezia, plaude «all’impegno di aziende come Eni e a investimenti come la Green Refinery e il nuovo impianto di oli vegetali che farà Versalis che permettono la riqualificazione di Porto Marghera, dove la vocazione industriale gioca ancora un ruolo essenziale in un’ottica di tutela del territorio. Il settore della bioindustria può divenire uno dei driver principali dell’evoluzione di Porto Marghera e farne un polo di peso nazionale», tenuto conto che «alla green economy è riservata una buona fetta dei finanziamenti della Comunità Europea che prevede una quota del 30% di energia prodotta da fonti sostenibili».

Anche per l’Autorità Portuale di Venezia, presieduta da Paolo Costa, la Green Refinery dell’Eni e il nuovo impianto della controllata Versalis sono «ottimi esempi di una serie di iniziative in incubazione a Marghera che vanno gradualmente a sostituire le vecchie produzioni di base diventate obsolete e non più sostenibili. Esempi del “futuro” che si sta costruendo coltivando tutte quelle filiere produttive in linea con le richieste del mercato internazionale, capaci di sfruttare al meglio anche lo sviluppo portuale e logistico di oggi e domani».

(g.fav.)

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