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“Adesso Cavarzere” prepara una protesta contro l’ampliamento della centrale

L’opposizione raccoglie firme per obbligare la maggioranza a esprimersi

CAVARZERE – Renato Belloni (consigliere di opposizione) sta raccogliendo le firme per autoconvocare il consiglio comunale; Carlo Costantini (esponente ambientalista) prefigura proteste in aula consiliare alla prossima seduta; Giuseppe Bergantin (leader di “Adesso Cavarzere”) propone la manifestazione di piazza; Andrea Zanoni (deputato europeo Pd) ha definito «inconcepibile» che non si tratti il problema nella massima sede istituzionale.

Il consiglio comunale aperto sulla centrale a biogas di Revoltante lo vogliono tutti, tranne l’amministrazione comunale: lo avevano già chiesto, alcuni giorni fa, in assemblea pubblica, i residenti della zona interessata dall’insediamento, sabato hanno ribadito la richiesta ambientalisti e forze politiche, nell’assemblea organizzata da “Adesso Cavarzere”, i renziani del Pd, all’opposizione interna nel loro partito.

Ma il prossimo consiglio comunale, già convocato per giovedì, non riporta minimamente quel punto all’ordine nel giorno. In questo modo la maggioranza, nonostante i pronunciamenti di alcuni suoi componenti, continua a dare l’impressione di non voler fare nulla contro il progetto che prevede di alimentare la centrale esistente con i rifiuti organici provenienti da Fusina anziché (come accaduto finora) con «matrici di origine agricola».

Eppure gli argomenti non mancherebbero: in Veneto si bruciano già adesso troppi rifiuti provenienti da altre Regioni, l’impianto non serve al fabbisogno energetico regionale, produce odori nauseabondi, affermano i residenti della zona, e la prospettiva di 4400 camion, o autobotti, all’anno in circolazione sulle strade arginali non sembra entusiasmante.

La procedura “strisciante”, adottata dalla ditta (la Ladurner Ambiente di Bolzano, che controlla la locale Martinelle energia) per adempiere i passaggi di legge, non è piaciuta a nessuno. Lo stesso sindaco, Henri Tommasi, dice di essere stato informato solo un paio di giorni prima della presentazione pubblica, cosa che fa dire a Paolo Campaci (del comitato ambientalista) «basterebbe questo a dare il benservito alla ditta».

E il fatto che la prossima presentazione pubblica del progetto (necessaria dopo il ritiro formale e la ripresentazione ad altro ufficio regionale, della procedura Via) sia stata ipotizzata a San Pietro il 12 marzo, non basta a sopire i malumori.

In questa situazione il consiglio comunale aperto, inutile ai fini della concessione o meno dell’autorizzazione alla ditta, assume un significato politico ben preciso che l’amministrazione comunale sembra voler ignorare, ma che l’opposizione cavalca con sicurezza.

Diego Degan

 

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