Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Slitta la variazione promessa per aprile, pendolari infuriati

“Oderzo si muove”: subito un incontro con la Regione

ODERZO – Non sono destinati a finire presto i disagi per i pendolari della tratta Treviso-Portogruaro. Il promesso adeguamento degli orari alle necessità dei viaggiatori, arriverà dopo giugno. E il comitato dei pendolari “Oderzo si muove” chiede alla Regione un incontro prima che sia definito il bilancio. Recenti annunci avevano fatto pensare a una sistemazione degli orari ad aprile: non sarà così, bisognerà attendere giugno. Intanto le scuole saranno finite e gli studenti avranno concluso un intero anno di disagi senza alcuna soluzione definitiva.

Nonostante le riunioni fra amministratori comunali, comitati, Trenitalia e Regione, il consigliere comunale di Oderzo Francesco Montagner presagisce tempi lunghi per una razionalizzazione delle corse. «Ho chiesto alla Regione maggiore flessibilità per le corse dei treni nella nostra tratta», osserva, «Ci è stata promessa, ma a tempi così lunghi che per quest’anno non ne potranno trarre benefici. Flessibilità vuol dire che non dobbiamo aspettare le calende greche per una soluzione. Chi viaggia da pendolare su questa tratta non ha urgente necessità di essere puntuale con le coincidenze delle Frecce. La nostra linea ferroviaria deve essere come una metropolitana di superficie, favorendo studenti e pendolari lavoratori nei loro orari quotidiani di lavoro. Flessibilità vuol dire avere un orario adeguato a queste esigenze. Ma mi sono stati prospettati tempi che vanno da giugno in poi, anche oltre. Tempi biblici per chi lavora e paga gli abbonamenti».

Insieme con le richieste di corse dei treni commisurate alle esigenze del territorio sono in sospeso e da decenni, anche altre richieste. Ancora inevasa la sistemazione di barriere fonoassorbenti fra la stazione di Oderzo e località Spinè, dove le case sono state costruite a ridosso dei binari, quando non si pensava che la tratta sarebbe stata riattivata. Un risultato però è stato ottenuto, dopo le proteste dei mesi scorsi: l’aggiunta di bus sostitutivi dei treni. «Con il risultato di avere bus pieni e treni vuoti», ha polemizzato Legambiente Veneto. Intanto “Oderzo si muove”, chiede alla Regione un incontro per porre sul tavolo le questioni più pressanti prima che venga definito il bilancio.

Giuseppina Piovesana

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui