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MIRA «Siamo a favore della soluzione del completamento dell’idrovia Padova-Venezia, a patto che sia compiuto uno studio di impatto ambientale e idraulico dettagliato sulle conseguenze dell’opera in laguna.

Siamo contrari invece all’idea di realizzare un canale scolmatore, che lascerebbe la possibilità di costruire una strada accanto al sedime idroviario».

A prendere posizione è il presidente di Opzione Zero e consigliere del gruppo Mira Fuori del Comune, Mattia Donadel.

L’idrovia Padova-Venezia completata sarà lunga circa 28 chilometri. Il Genio Civile recentemente ha prospettato tre soluzioni.

La prima del costo di 100 milioni, prevede un canale scolmatore.

La seconda soluzione, la costruzione di un canale navigabile di classe quinta (cioè largo dai 40 metri in sù), costerebbe complessivamente 320 milioni di euro e permetterebbe il transito di chiatte di navigazione di standard europeo.

La soluzione più completa del canale navigabile di “classe quinta super” prevede anche moli e attracchi ad hoc.

«Vanno messe insieme e ponderate nel realizzare l’opera le posizioni di tutti i territori», spiega Donadel, «C’è il rischio, infatti, che con l’idrovia si interri un chilometro e mezzo di laguna dalla foce, con i detriti in arrivo da Padova e Vicenza. Vanno poi valutati gli aspetti di intersezione idraulica con gli altri canali come il Novissimo».

Senza riserve per il completamento dell’Idrovia, il comitato Brenta Sicuro.

(a.ab.)

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