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Nuova Venezia – Grandi navi sul tavolo del nuovo premier

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

27

feb

2014

Il presidente del Porto: «Renzi? L’ho visto in tv. Il nostro ministro è rimasto lo stesso e ha già le carte»

VENEZIA – Grandi navi subito sul tavolo del nuovo governo. Non dispiace al “fronte del porto” il piglio decisionista del nuovo premier, con le sue promesse di snellire la burocrazia e le sue aperture al mondo delle imprese. Contatti molto rapidi, ieri a Treviso, con industriali e imprenditori, tra cui il presidente della Save, Enrico Marchi, e alcuni operatori del porto.

«Renzi? L’ho visto in televisione», dice il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, «per quello che mi riguarda non ho grandi cose da concordare con il nuovo governo. Il mio ministro di riferimento è rimasto lo stesso, Maurizio Lupi, e tutta la documentazione è già in suo possesso».

Il nuovo esecutivo, dunque, è visto con fiducia dal Porto. Il ministro Lupi è rimasto al suo posto, all’Ambiente – l’altro ministero che dovrà occuparsi di grandi navi – se n’è andato il pd Andrea Orlando (promosso alla Giustizia) ed è arrivato l’udc Gianluca Galletti, economista come il presidente del Porto.

«L’ho conosciuto e direi che anche lui si batte per il taglio dei tempi della burocrazia», dice Costa.

Il governo Renzi aumenta dunque le chanche del canale Contorta? Costa si fa serio.

«Qui non si tratta di scegliere un’ipotesi o l’altra. Il Contorta non ce lo siamo inventato, ci siamo arrivati scartando tutte le altre soluzioni. Che non sono attuabili in tempi rapidi e avrebbero bisogno del nuovo Piano regolatore portuale». «Ho detto al sindaco che sono disponibile a parlarne nei prossimi giorni», annuncia Costa.

La sua strategia è chiara. Per non compromettere le crociere, dice, l’unica soluzione è scavare il nuovo canale Contorta Sant’Angelo. Far entrare le grandi navi dalla bocca di Malamocco e mantenere l’attuale Marittima. Perché non valutare la possibilità di disporre le navi in luoghi diversi, a Marghera o in bocca di Lido?

«C’è anche un problema di sicurezza», spiega Costa, le nuove norme per la sicurezza dei porti sono rigide come quelle per gli aeroporti. Il luogo degli imbarchi deve essere lontano dalla nave, chiuso, e non suddiviso in più sedi».

Avanti con il Contorta, dunque. «Il decreto Clini Passera che stiamo applicando parlava di alternative di accesso alla Marittima, non altro. Se qualcuno ha un’idea migliore lo dica, ma deve rientrare in quell’ambito».

E l’ordine del giorno del Senato, che invita il governo a mettere sullo stesso piano tutte le ipotesi progettuali? Secondo Costa si tratta di un “ordine del giorno”, dunque non vincolante.

«Costa non conosce i regolamenti del Senato», gli ha risposto a muso duro il senatore felice Casson, primo firmatario della mozione poi trasformata in ordine del giorno, «quell’atto ha valore politico vincolante».

Il braccio di ferro prosegue. E sono tante le ipotesi alternative protocollate alla Capitaneria di porto. Marghera, il terminal al Lido, il canale dietro la Giudecca.

«Nuovi canali sono illegittimi, vietati dalla Legge speciale e dai piani in vigore», dice Casson.

La battaglia non è conclusa, e con il nuovo governo sarà interessante vedere quali saranno gli scenari. Intanto Porto e Capitaneria stanno preparando l’ordinanza per disciplinare il traffico delle navi a Malamocco nel periodo di posa dei cassoni del Mose (fino a maggio). La nuova conca di navigazione infatti è già “piccola” e può ospitare solo navi fino a 280 metri di lunghezza.

(a.v.)

 

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