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l’intervento

di Alfiero Farinea – Assessore allo Sviluppo Economico e Sportello Unico Porto Marghera del Comune di Venezia

Per Porto Marghera si delinea un futuro “green”. L’arrivo nel porto di Venezia della nave “Orinoco Star” e lo scarico delle prime 22.000 tonnellate di olio di palma destinate alla nuova bioraffineria di Eni sono stati riconosciuti dagli addetti ai lavori come i simboli concreti della svolta “verde” di Porto Marghera. Oltre al noto progetto “Green Refinery” promosso da Eni, sono numerose le esperienze e le applicazioni relative alla green economy e alla ricerca di soluzioni energetiche alternative promosse da aziende ed enti storicamente presenti a Porto Marghera: il progetto di “Green chemistry” recentemente presentato da Versalis ed Elevance Renewable Sciences. E poi ci sono il revamping dello stabilimento realizzato alla Cereal Docks Marghera Srl, il progetto di una centrale a biomasse della Grandi Molini Italiani, il progetto “Ecodistretto di Marghera” in corso di realizzazione da parte del Gruppo Veritas spa sono solo alcune delle iniziative green già avviate nell’area industriale. Anche l’indagine conoscitiva sulle attività economiche presenti nell’area industriale recentemente promossa dal Comune di Venezia, l’Autorità Portuale di Venezia e l’Ente della Zona Industriale di Porto Marghera ha evidenziato il peso crescente della “green economy” nell’area industriale: oltre 90 aziende, circa il 10 per cento del totale, svolgono attività “green” occupando oltre 2300 addetti. La “green economy”, quindi, fa già parte del presente dell’area di Porto Marghera ma può diventarne il futuro. Molte, e rilevanti, sono infatti le opportunità offerte da Porto Marghera per lo sviluppo della “green economy” e per l’attrazione di nuovi investimenti e di nuove iniziative economiche in settori “verdi”: non solo le attività direttamente connesse alle questioni ambientali che caratterizzano l’area, ma anche la disponibilità di manodopera altamente qualificata, una dotazione di infrastrutture e di servizi di eccellenza, un sistema locale di formazione, ricerca e innovazione fortemente radicato. Per consolidare al meglio i vantaggi competitivi dell’area e favorire una riconversione industriale di Porto Marghera ad alta innovazione e a basso impatto ambientale, l’amministrazione comunale di Venezia ha attivato e promosso strategie e politiche di intervento che comprendono. Le azioni necessarie a superare i principali fattori che hanno condizionato lo sviluppo dell’area, in primis l’acquisto delle aree Syndial e la semplificazione dei processi di acquisizione dei titoli abilitativi e autorizzativi; il sostegno all’innovazione scientifica e tecnologica da cui poter derivare processi di rinnovamento delle attività produttive insediate nell’area di Porto Marghera. Infine, l’elaborazione, in attuazione di un Accordo con il ministero dell’Ambiente, di uno “studio di fattibilità e la definizione di linee guida per l’insediamento di nuove iniziative imprenditoriali del settore della “green economy” nell’area industriale di Porto Marghera” che prevede specifici approfondimenti sul futuro della “Green economy” e in particolare sullo sviluppo della “Green chemistry” e delle produzioni di energia da fonti rinnovabili a Porto Marghera. Il Comune di Venezia ha dunque imboccato con determinazione la strada della “green economy” che costituisce un modello di sviluppo in grado di valorizzare le vocazioni e potenzialità di Porto Marghera e rappresenta la possibile soluzione alla grave e lunga crisi che investe le produzioni chimiche tradizionali presenti nel polo industriale.

 

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