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L’OPINIONE

Apprendo dalla lettura dell’articolo sul Gazzettino del 22 febbraio, dell’invito del Commissario Mainardi alle Regioni Veneto e Friuli a investire in nuove infrastrutture. L’Architetto Mainardi aiuti le Regioni a preparare un piano per la lotta al dissesto idrogeologico, anziché spingere per la realizzazione di opere che aggraveranno ulteriormente il degrado ambientale e la sicurezza dei cittadini. Almeno ricambierebbe con una qualche prestazione utile al Paese il compenso che riceve in qualità di commissario straordinario per l’Alta Velocità Venezia-Trieste, carica inutile vista l’unanimemente riconosciuta inutilità dell’opera stessa.

A quanto pare i disastri che hanno colpito la nostra regione in questi ultimi anni non sono serviti a far capire a questa vecchia classe politica e manageriale che dobbiamo cambiare completamente rotta; ecco quindi che alla proposta di riprendere nuovi cantieri e grandi opere sostenuta con forza dall’attuale classe dirigente miope e legata a interessi personali, il Movimento 5 Stelle risponde con idee chiare e semplici: fermiamo la costruzione di nuove grandi opere e dirottiamo questi fondi nell’ammodernamento e riqualificazione delle infrastrutture esistenti, e nella messa in sicurezza del territorio. Tesi tra l’altro sostenuta a gran voce anche dal nuovo capo della Protezione civile, Gabrielli.

E poi parliamoci chiaro: con i cantieri delle grandi opere non si creano nuovi posti di lavoro, poiché queste opere solitamente vengono realizzate da grandi imprese che subappaltano col modello della scatola cinese a imprese sfruttatrici di manodopera a basso costo, prevalentemente straniera, con pessime condizioni di igiene e sicurezza sul lavoro e con contratti a termine. Smettetela di prenderci in giro, non potremmo più sopportare ulteriori drammi: stiamo crollando a picco, un cambio di rotta è indispensabile.

Arianna Spessoto – Deputata 5 Stelle

 

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