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STAZIONE SANTA LUCIA

VENEZIA – Inferociti. Urlanti. E, alla fine, armati di penna per riempire i moduli delle proteste. Non si può neanche parlare di disservizio ferroviario, perché quella subìta ieri dai pendolari del Venezia-Padova è più che altro una beffa. Presi in giro da consigli che, alla fine, li hanno lasciati a terra.

La storia, buona per arricchire il già vasto dossier delle manchevolezze di Trenitalia e dintorni, è la seguente. Ore 14.35, dalla stazione ferroviaria Santa Lucia di Venezia dovrebbe partire il treno regionale per Padova che ferma lungo la Riviera del Brenta. Il treno è annunciato con 10 minuti di ritardo. I dieci minuti diventano venti. A quel punto i pendolari pensano di cambiare binario: visto il ritardo del treno delle 14.35, tanto vale prendere il regionale per Rovigo delle 14.49 che fa le stesse fermate. Ma il capotreno del regionale delle 14.49 avvisa: sta per arrivare quello delle 14.35. Altro cambio di binario, i pendolari salgono sul treno delle 14.35. E qui vengono informati: c’è stato un errore, meglio prendere quello delle 14.49. Tutti giù, cambio di binario e amara sorpresa: il treno delle 14.49 non c’è più. Ma in un paese civile è tollerabile?

(al.va.)

 

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