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La proposta Marghera firmata dallo studio D’Agostino. Ci sono anche 800 case

L’ammiraglio Piattelli: «Invieremo a Roma gli elaborati entro il 20 marzo»

Otto progetti pronti per essere inviati al ministero. La Capitaneria di porto ha ricevuto gli elaborati progettuali per le alternative al passaggio delle grandi navi davanti a San Marco. «Il ministero ci ha comunicato che dovremo inviarli a Roma entro il 20 marzo», dice il comandante ammiraglio Tiberio Piattelli. Saranno poi i ministeri delle Infrastrutture e dell’Ambiente, come richiesto dall’ordine del giorno approvato dal Senato, ad avviare l’istruttoria per l’esame dei progetti e la Valutazione di Impatto ambientale (Via) e strategica (Vas) entro 90 giorni.

La novità di questi giorni è che ai progetti già noti se n’è aggiunto uno nuovo, presentato dallo studio di Roberto D’Agostino. La proposta prevede di realizzare una nuova stazione Marittima sul canale Brentelle e sul canale Industriale ovest a Marghera. Lavori da realizzare in tre fasi, con la realizzazione di due attracchi per grandi navi in tempi rapidi, altre tre entro tre anni. Il progetto prevede anche la realizzazione in quelle aree – in parte da bonificare – di 800 alloggi in social housing e di nuovi collegamenti con il Porto e la Marittima.

«Si creerebbero nuovi posti di lavoro», dice D’Agostino, «lasciando la Marittima al traffico degli yacht e delle nuove crociere su navi medio piccole».

La principale obiezione del Porto riguarda la commistione fra traffico passeggeri e mercantile. «Ma il problema ci sarebbe anche realizzando il nuovo canale Contorta», dice D’Agostino, «per la parte finale si possono studiare fasce orarie e una nuova bretella per l’evoluzione delle navi».

Marghera è l’idea anche del sindaco Giorgio Orsoni, che ne parlerà nelle prossime ore anche con i ministri del governo Renzi. «La soluzione più rapida e più logica», insiste il sindaco.

Oltre al progetto Marghera, la Capitaneria ha già protocollato le altre proposte che andranno adesso all’esame dei tecnici.

Il canale Contorta Sant’Angelo, 4 chilometri di nuova via d’acqua da scavare per collegare il canale Malamocco Marghera all’attuale Marittima. «Unica soluzione» secondo il Porto e secondo la stessa Capitaneria, che aveva inviato il progetto al Magistrato alle Acque per gli approfondimenti.

Da esaminare anche il progetto presentato dal sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti e finanziato da Vtp, che prevede una nuova grande «tangenziale» tra la Giudecca e le isole di Sacca Sessola e San Clemente.

E poi il porto in bocca di Lido con il progetto dell’ex viceministro Cesare De Piccoli, e quello di Luciano Claut, assessore grillino all’Urbanistica del comune di Mira, quello dei comitati «No grandi navi» e dell’architetto Giovanni Fabbri Lido) e quello di Gino Gersich.

Alberto Vitucci

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ordinanza

Canale di Tessera scavi fino a ottobre

Otto mesi di lavori per scavare il canale di Tessera. E in questo periodo, velocità ridotta al minimo per le centinaia di taxi e motoscafi che lo percorrono ogni giorno. Il presidente del Magistrato alle Acque Roberto Daniele ha firmato ieri un «Avviso di pericolosità» per quella che soprattutto nella stagione estiva è una delle vie d’acqua più trafficate della città. Dal primo marzo e fino al 31 ottobre prossimo si procederà a un intervento di dragaggio della cunetta navigabile del canale, dall’isola di Tessera alla pista dell’aeroporto. Le velocità dei mezzi dovranno «essere ridotte al minimo, limitando al massimo il moto ondoso».

(a.v.)

 

IL RICORSO

I passaggi alla Giudecca nelle mani del Tar

La settimana prossima i giudici decidono sul ricorso di Vtp e la sospensione dell’ordinanza

Sul traffico delle grandi navi in Canale della Giudecca decide il Tar. È stata fissata per il 13 marzo l’udienza del Tribunale amministrativo che dovrà decidere sulla richiesta di Vtp di sospendere l’ordinanza della Capitaneria di porto. Che limita per il 2015 gli accessi in laguna alle navi con tonnellaggio superiore alle 96 mila tonnellate. Un limite che secondo gli operatori penalizza in modo pesante l’attività economica dello scalo. Tocca adesso ai giudici decidere se sospendere il provvedimento o lasciarlo in vigore. Se l’ordinanza venisse sospesa si tornerebbe al decreto Clini-Passera, avvertono in Capitaneria. Cioè il passaggio delle grandi navi non avrebbe limiti e ogni restrizione sarebbe rinviata alla realizzazione delle alternative.

Analogo ricorso, ma per motivi opposti, è stato presentato al Tar dal Comune. Secondo l’amministrazione la riduzione dei passaggi nel 2014 non è adeguata (il 12 per cento invece del 20 per cento stabilito nella riunione ministeriale del 5 novembre scorso) ed è illegittimo il decreto che impone come via alternativa il canale Contorta Sant’Angelo.

Battaglia navale in corso, e per nulla invisibile. Con iniziative che si moltiplicano da parte dei sostenitori delle crociere. Lettere ai senatori e inserzioni sui giornali, un libro edito da Marsilio che teorizza la «sapiente opera di disinformazione» che sarebbe messa in atto da chi critica le grandi navi. E il comitato Cruise Venice attacca il sindaco Orsoni: «Demagogico è chi s diverte a propinare soluzioni alternative all’attuale Marittima insesitenti, come Marghera», scrive il presidente Davide Calderan.

(a.v.)

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