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A Mareno la famiglia Casagrande mette a disposizione spazi e attezzature

L’idea nasce da un progetto avviato in Argentina, si impara anche a conservare

MARENO DI PIAVE – Puntare sul fai da te per combattere il caro-frutta e verdura, coltivando pomodori, zucchine, cipolle e qualsiasi altro ortaggio, pur non avendo un giardino o un balcone in cui poterlo fare, ora è possibile. Per farlo, basta un po’ di pollice verde e un orto in affitto. Se al primo aspetto ci pensano madre natura e qualche corso di giardinaggio, l’idea di mettere a disposizione un terreno in cui dare sfogo alla propria anima “green” è diventata, invece, una vera e propria attività imprenditoriale. A realizzarla, in via Conegliano, a Mareno, sono stati Ezio Casagrande e suo moglie Andy. Casalinga lei, fabbricante e venditore di macchinari per l’industria alimentare lui, hanno deciso di dare vita a «ilmiorto», un progetto che consente, appunto, di affittare 60 mq, a 30 euro al mese, in cui piantare i propri prodotti a chilometro zero, all’insegna della genuinità. Se Michelle e Barack Obama hanno deciso di coltivare il loro orticello alla Casa Bianca, scegliendo verdura e frutta fresca, rigorosamente “local”, ora a Ramera, in un terreno al confine con Conegliano, potranno seguire il loro esempio anche coloro che vivono in appartamento o in abitazioni senza aree verdi adeguate per produrre patate, fagioli e quant’altro. Ogni appezzamento è recintato, dotato di impianto di irrigazione, e su, richiesta, sono disponibili anche il servizio di annaffiamento durante le ferie e i giorni di assenza e di serra invernale.

«Il progetto de “ilmiorto”», spiega Ezio Casagrande, «nasce tre o quattro anni fa da alcune idee che abbiamo sviluppato in Argentina, dove è un sistema abbastanza consolidato quello di lottizzare appezzamenti di 2.000 o 3.000 ettari e fare delle parcelle da 100-150 ettari che vengono vendute, già attrezzate con il sistema di irrigazione a goccia, fertirrigazione, servizio di agronomo ed altri».

Oltre a uno spazio per il ricoverò degli attrezzi, la coppia mette a disposizione anche un’area per la produzione delle conserve con la possibilità di affittare anche pentola, fornello e passaverdura per pomodoro o marmellate. A tutto questo si aggiungono lezioni sulla coltivazione e di cucina.

«Chiunque può imparare a coltivare il proprio orto, raccogliere, trasformare e conservare le verdure, le erbe aromatiche o la frutta in un terreno in via di certificazione bio e con tutte le tecniche biodinamiche», aggiunge Casagrande.

In breve tempo, a suo dire, sono già stati affittati 4 dei 15 spazi disponibili. A scegliere di mettersi alla prova con badile e rastrello due pensionati e due giovani. C’è chi lo fa per hobby, chi nella speranza di accorciare la lista della spesa o, semplicemente, per sapere da dove proviene ciò che bolle in pentola.

Renza Zanin

 

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