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Cavarzere. Ieri la presentazione

CAVARZERE «Perché non lo fate a casa vostra quell’impianto, perché non lo fate a Fusina?». Quando i rappresentanti di Ladurner Ambiente e della sua controllata, Martinelle Energia, hanno cominciato a parlare, nella presentazione pubblica prevista per legge, che si è tenuta ieri pomeriggio nella sala parrocchiale di Dolfina, per spiegare le caratteristiche dell’ impianto a biogas che intendono realizzare a Revoltante, i cittadini della zona li hanno subissati con quella domanda, ripetuta più e più volte in varie forme.

La prima timida spiegazione, «per ragioni di sicurezza», pronunciata tra le urla della folla, quasi un centinaio di persone, è stata accolta da urla di contrarietà ancor più forti.

La seconda spiegazione, «questo è l’unico impianto della Ladurner in provincia di Venezia, quindi dobbiamo farlo qui» è stata quella che ha dato il via alla contestazione più pesante dal punto di vista procedurale e politico.

Carlo Costantini e Paolo Campaci, del Comitato Sviluppo e ambiente, hanno incalzato i rappresentanti della ditta su molti aspetti del progetto (costi di trasporto, impianti a monte e a valle del ciclo industriale di quello cavarzerano, ecc.) ma, soprattutto, sul fatto che la domanda di partecipazione al bando Industria 2015 (per ottenere finanziamenti ministeriali di settore anche per l’impianto di Revoltante) nell’ agosto 2010, parlava di modifica a un impianto «già realizzato» a Cavarzere, quando in realtà l’autorizzazione sarebbe arrivata solo nel novembre 2010 e la realizzazione a 2011 inoltrato.

Dunque l’impianto oggi esistente, che produce biogas da residui vegetali, fin da allora era previsto fosse trasformato in un impianto alimentato a rifiuti (organici). Perché questa intenzione non è mai stata comunicata alla popolazione? Dalla Ladurner nessuna risposta.

Diego Degan

 

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