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Quarto. Guasto a Fossalta di Piave. Luciano Ferro (comitato altinate): «Non se ne può davvero più»

PROTESTE ALLA STAZIONE DI QUARTO

Il treno si rompe, ancora disagi

Guasto a Fossalta di Piave, a piedi i turnisti diretti a Venezia

Si rompe il locomotore a Fossalta di Piave, il treno Trieste-Venezia resta bloccato, una cinquantina di pendolari fermi lungo la tratta, proteste a Quarto. Disagi anche di domenica. «Non se ne può più», è lo sfogo dei rappresentanti del comitato Altinate, «i problemi sono quotidiani e nessuno fa niente».

Il treno ritarda, pendolari e turnisti infuriati

Quarto. Guasto a Fossalta di Piave. Luciano Ferro (comitato altinate): «Non se ne può davvero più»

QUARTO – D’ALTINO – Imprecano, ancora, i pendolari della Venezia-Trieste che ogni giorno si recano a lavorare a Venezia e nelle isole, anche durante i giorni festivi, perché la maggior parte sono turnisti all’ospedale o nelle fabbriche del vetro.

«Oggi pomeriggio (ieri ndr)», spiega il portavoce dei pendolari, Luciano Ferro, «alle 10.55 ci doveva essere il treno per Venezia. Dopo un quarto d’ora in attesa in stazione a Quarto, gli altoparlanti hanno annunciato che il locomotore si era rotto alla stazione di Fossalta di Piave. In tutto eravamo una cinquantina e dovevamo recarci al lavoro ». Prosegue: «Come può accadere che solo dopo un quarto d’ora di attesa venga comunicato che il treno si è guastato?». Chiarisce: «A quel punto, la solita trafila, visto che immaginavo almeno una mezzora di ritardo. Sono corso al sottopasso ferroviario per andare a casa a prendere lamia auto, da lì sono andato a Campalto, l’ho parcheggiata e ho preso l’autobus fino a piazzale Roma. Insomma, una disfatta, come tante volte accade. L’abbonamento con le Ferrovie dello Stato non serve a nulla perché spesso e volentieri siamo costretti ad arrangiarci ed inventarci soluzioni inaspettate utilizzando mezzi privati, dandoci passaggi a vicenda, prendendo autobus pieni e che non ci portano in tempo dove dobbiamo andare. Non vorrei soffermarmi poi a spiegare cosa è accaduto nelle vicinanze di Mestre, dove ho preso un pullman di linea, correndo per non perderlo e non arrivare più al lavoro o arrivarci talmente tardi da dover mettere in difficoltà chi smontava dopo il turno».

Domanda: «Possibile che sia sempre così?». Conclude: «A questo punto andrò a farmi visitare da un professionista, uno psicologo o psichiatra che sia, per “stress da ritardo”, io come tanti altri».

Nel frattempo sono stati messi a posto gli ascensori della stazione altinate, che non hanno funzionato per parecchio tempo, dopo le piogge insistenti delle scorse settimane che li avevano messi fuori uso. Anche questo, un evento che accade spesso e volentieri, così come l’acqua che allaga il sottopasso.

«Speriamo che la Regione», ha ripetuto per l’ennesima volta su Facebook e postato sul suo profilo il sindaco di Quarto, Silvia Conte, «dia seguito anche alla richiesta di mettere una pensilina ai binari». Un riparo dalle intemperie, dal vento, dalla pioggia, che i pendolari della stazione attendono da un bel pezzo. Anni ed anni per la verità. Tanto che in inverno, non è difficile scorgere gente stipata nel sottopasso, che aspetta di vedere il treno all’orizzonte o di sentirlo chiamare in lontananza, per poi andarlo a prendere al volo evitando di rimanere a terra.

Marta Artico

 

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