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DAL 4 APRILE POTRANNO ATTRAVERSARE IL BACINO

Dal 4 aprile potranno tornare le grandi navi nel bacino di San Marco. È il primo effetto della sospensiva del Tar anche se, come precisa Venice Terminal Passeggeri, le compagnie si sono già organizzate diversamente, con altri itinerari. I ministri Lupi e Galletti, comunque, ribadiscono: «Le grandi navi non devono passare da San Marco».

DOPO LA SOSPENSIVA DEL TAR »APPELLI E POLEMICHE

Lupi e Galletti: «No alle navi in Bacino»

I ministri: la sospensiva non cambia la scelta del governo, si acceleri soluzione definitiva. Realacci: Parlamento pronto

Grandi navi, il governo, chiamato in causa, risponde. «Le grandi navi non devono passare per il canale della Giudecca e nel Bacino di San Marco». A dirlo, con una nota congiunta, ieri sera sono stati i ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente, Maurizio Lupi e Gian Luca Galletti. «Il governo conferma la sua determinazione nell’applicazione del decreto che vieta il passaggio delle navi con stazza superiore alle 40mila tonnellate nei canali di Venezia. La sospensiva cautelare del Tar dell’ordinanza della Capitaneria di porto che limitava già per il 2014 il numero dei transiti delle grandi navi, in attesa del pronunciamento di merito di giugno, non cambia la decisione», dicono i due ministri, «semmai costringe tutti gli enti coinvolti (governo, regione, comune, autorità portuale) ad accelerare nella definizione della soluzione definitiva del problema, indicando il percorso alternativo, nel rispetto della tutela ambientale della laguna e del contributo all’economia di Venezia e del Veneto costituito dal turismo crocieristico».

Il giorno dopo il clamoroso stop del Tar – con l’accoglimento della sospensiva del ricorso contro i limiti di tonnellaggio delle navi da crociera in Bacino di San Marco, presentato da Venezia Terminal Passeggeri e che riporta la situazione esattamente al punto di partenza – tutta la pressione ieri si era spostata su Palazzo Chigi e sul Parlamento, con la richiesta di azioni urgenti. La decisione del Tar Veneto sospende fino all’udienza di merito prevista per il 12 giugno 2014 la riduzione del 12 per cento del traffico delle navi da crociera a Venezia e mette in mora anche i limiti di tonnellaggio stabiliti per il 2015 dalla stessa Autorità portuale di Venezia, che vietavano l’ingresso dalla bocca di porto del Lido alle navi di stazza superiore alle 96 mila tonnellate. Salve però le misure compensative già in vigore come il passaggio delle grandi navi in bacino solo all’alba o al tramonto e la riduzione dei limiti di velocità.

«Non avevamo impugnato questa parte dell’ordinanza – spiega il presidente della Vtp Sandro Trevisanato – che sostanzialmente condividiamo e anche la riduzione dei passaggi delle navi da crociera del 12,5 per cento per l’anno in corso prevista dall’ordinanza, di fatto, rimarrà, perché ormai le compagnie di crociera si sono già organizzate diversamente. Speriamo ora nella rapida apertura di un tavolo di confronto con il governo e i soggetti interessati per trovare, rapidamente, una soluzione tranquillizzante anche per i prossimi anni».

Dal 4 aprile – conclusi i lavori del Mose alla bocca di porto di Lido – riprenderanno i passaggi in laguna delle grandi navi da crociera.

«C’è la disponibilità del Parlamento a sostenere eventuali iniziative del governo per mettere al riparo un patrimonio come il bacino di San Marco e il canale della Giudecca dai pericoli derivanti dal passaggio delle grandi navi», ha detto il presidente della commissione Ambiente, Ermete Realacci.

E il sindaco Giorgio Orsoni: «Il governo e l’Autorità portuale», dichiara, «devono pensare agli interessi della città, non a una minoranza dell’azionariato che gestisce il porto. Non credo che la soluzione si possa trovare per via giudiziaria, è solo una questione di intelligenza da una parte e buon senso dall’altra. Il provvedimento della Capitaneria era fragile e non mi stupisce la decisione del Tar di Venezia. Il problema va gestito sul fronte politico da una parte e amministrativo dall’altra, con l’amministrazione di Venezia che si opporrà sempre al passaggio delle grandi navi davanti a San Marco».

Enrico Tantucci

 

parla massimo cacciari

«Folle scavare un altro canale l’alternativa è Marghera»

Aspettiamo la sentenza di merito per capire le motivazioni Poi dovrà essere il governo a decidere

Anche il Porto dipende dal Ministero

Le grandi navi? A Marghera. È questa secondo l’ex sindaco Massimo Cacciari la soluzione «più ragionevole» per risolvere il problema della croceristica in laguna. «A Marghera», dice, «ci sono gli spazi e le banchine, i lavori per un nuovo terminal si potrebbero fare presto e con poca spesa. Una grande occasione di sviluppo che salverebbe la portualità e farebbe da volano allo sviluppo dell’intera area industriale».

Marghera, la stessa idea che porta avanti l’attuale sindaco Giorgio Orsoni. Stazione Marittima per le navi troppo grandi in canale Brentelle e in canale Industriale Ovest. Ma il Porto non ci sente. «Tecnicamente impossibile », taglia corto l’Autorità portuale . Il Porto insiste invece sull’idea di scavare il nuovo Canale Contorta- Sant’Angelo in mezzo alla laguna. Per collegare così il canale dei Petroli all’attuale Marittima e far entrare le navi dalla bocca di porto di Malamocco. «Scavare un nuovo canale sarebbe una follia», dice Cacciari, «si spenderebbero un sacco di soldi per danneggiare la laguna. A quel punto converrebbe tenersi le navi dove sono ». Dopo la sospensiva del Tar che ha annullato ogni limite ai passaggi le navi per ora restano dove sono. Anche se il loro transito è interrotto fino ad aprile per via dei lavori delMose alla bocca di lido.

«Che fare adesso? Prima di tutto aspettare la sentenza di merito», continua l’ex sindaco, «per capire le motivazioni dell’eventuale diniego. Poi darsi da fare per mettere a punto finalmente la soluzione alternativa ».

A chi spetta di trovare soluzioni? «Al governo, mi pare evidente », continua Cacciari, «è il governo che deve intervenire in modo risolutivo.Come hanno fatto per il Mose, alla fine hanno deciso loro, no? Non possono lasciare la patata in mano al Comune o alla Capitaneria di porto».

Ma il dialogo è sempre più difficile. Le alternative Progettuali alle grandi navi a San Marco sono almeno otto già depositate in attesa di essere esaminate il Fronte del porto insiste per il nuovo canale, il Comune per Marghera, altri soggetti (Comitati, Grillini, De Piccoli) per il nuovo terminal fuori dalla laguna. Difficile il dialogo e la ricerca di soluzioni con questo clima.

«Difficile ma, ripeto, è il governo che adesso deve prendere l’iniziativa e fare scelte definitive, naturalmente dopo aver sentito tutti i soggetti interessati e gli organismi tecnici e scientifici. Anche il Porto, se non sbaglio dipende dal ministero delle Infrastrutture. E si dovrà adeguare alla scelta politica ».

Alberto Vitucci

 

ALTRE REAZIONI  «Hanno ragione i giudici, ordinanza infondata»

Il Comitato “No Grandi Navi” difende la decisione. Chisso: adesso basta reazioni isteriche

Molte anche ieri le reazioni alla sentenza del Tar che ripristina il passaggio integrale delle grandi navi.

Per l’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso «la decisione del Tar non deve alimentare ancora di più azioni isteriche nei confronti di un’attività che resta importante per l’economia della città e non solo. Bisogna che la politica, le amministrazioni, gli enti, tutti assieme trovino una soluzione condivisa».

«I giudici hanno perfettamente ragione – commenta il Comitato NO Grandi Navi – le decisioni del Governo e le ordinanze della Capitaneria non hanno fondamento, e per questo anche il Comitato vi si è opposto con un ricorso alla Commissione Europea, non potendo adire al Tar per mancanza di personalità giuridica. Siamo contenti perché il bluff del Governo è stato cancellato e ora si può tornare ad affrontare il problema delle grandi navi, ma partendo dai dati, come vogliono i giudici del Tar. E se si tengono presenti tutte le criticità connesse al crocierismo – rischio di incidenti, gravissimo inquinamento, erosione di rive e fondali, stress turistico – la soluzione non può essere che una: le navi incompatibili devono ormeggiare fuori dalla laguna nel terminal crocieristico al di fuori delle bocche di porto».

Per Legambiente «ora il Governo deve accelerare per individuare soluzioni alternative e prendere provvedimenti immediati per il bene della città e dell’ecosistema lagunare. È necessario «ripianificare l’attività portuale di Venezia e spostare l’home port a Marghera, lontano dal fragile cuore della città, riqualificando l’area industriale dimessa di Marghera».

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