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«Mi sembra che la presidente Zaccariotto si sia svegliata un po’ tardi». È lapidario il commento di Renato Chisso alla lettera che la presidente della Provincia di Venezia ha inviato al ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi per chiedere di valutare un tracciato alternativo a quello “litorneo” dell’Alta velocità fra Venezia e Trieste. L’invito a interrompere l’istruttoria del progetto “ufficiale”, lanciato alla vigilia dell’arrivo del ministro in provincia – domani Lupi visiterà i cantieri del Mose a Chioggia – per Chisso giunge fuori tempo. «Forse – aggiunge Chisso – alla presidente sfugge il fatto che la Regione, ancora cinque mesi fa, ha approvato il tracciato in affiancamento alla linea esistente, purché l’attraversamento dei centri abitati da Marcon a Portogruaro avvenga in adeguata profondità».

La Regione, come si ricorderà, aveva in sostanza recepito l’appello del commissario straordinario Bortolo Mainardi, chiamato a dipanare il nodo del tracciato dell’Alta velocità fra Mestre e Trieste, prima che il Governo procedesse con l’esame del progetto che prevede il tunnel fra Mestre e Tessera e il percorso litoraneo per poi rientrare a Portogruaro. L’invito a «interrompere la vecchia istruttoria» formulato da Francesca Zaccariotto sarebbe dunque superato dall’iniziativa della Regione. Ma c’è di più, aggiunge Chisso: «Il problema è superato perché ormai non si parla più di portare l’Alta capacità a Trieste bensì verso Vienna».

Sembra così prendere corpo l’ipotesi di prolungare l’Alta velocità / Alta capacità lungo il corridoio Adriatico-Baltico, come già suggerito nel 2011 dall’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti. Il tracciato, in questo caso, collegherebbe Mestre non più a Trieste ma a Udine, per poi proseguire verso Vienna e il Nord Europa.

Il sottosegretario alle Infrastrutture De Caro ha intanto risposto alle interrogazioni delle deputate Pd, Sara Moretto e Simonetta Rubinato, sullo stato di avanzamento dell’istruttoria relativa al tracciato Tav Mestre-Portogruaro, confermando che in commissione Via esiste ancora un solo progetto, quello del tracciato litoraneo. Un fatto che le due parlamentari giudicano grave, visto che sulla necessità di valutare un’alternativa si sono espresse a favore le comunità locali, la Giunta regionale, il Parlamento e lo stesso commissario Mainardi. «Il ministero dei Trasporti – commenta l’onorevole Moretto – valuti al più presto lo studio di fattibilità predisposto da Rfi sul tracciato in affiancamento alla linea ferroviaria esistente perché possa poi essere trasformato in un progetto preliminare da presentare alla Via».

Alberto Francesconi

 

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