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Allarme del Pd dopo la risposta del sottosegretario De Caro all’interrogazione

«Il percorso litoraneo è stato bocciato da tutti ma a Roma c’è solo quello»

Nonostante più di tre anni di battaglie condotte dal territorio, il contestato tracciato litoraneo della Tav Venezia-Trieste rimane ancora piedi.

Anzi, il progetto presentato da Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) nel 2010 è tuttora l’unico in fase di analisi da parte della Commissione ministeriale di valutazione d’impatto ambientale (Via). Davanti alla commissione Via, invece, non c’è ancora il tracciato alternativo, in affiancamento alla linea esistente, che pure Rfi ha predisposto ancora nel 2012 su mandato del commissario Mainardi. Nonostante il favore che quest’ultimo tracciato ha incontrato tra gli enti locali, la proposta è rimasta solo a livello di studio di fattibilità, ancora precedente al progetto preliminare.

«Un grado di approfondimento inferiore a quello del progetto preliminare del 2010 e il suo eventuale affinamento progettuale dovrà essere preventivamente esaminato e valutato dalle competenti strutture del ministero dei Trasporti», ha spiegato il sottosegretario alle infrastrutture De Caro. La novità è emersa ieri in Commissione trasporti alla Camera, dove il sottosegretario De Caro ha risposto a due interrogazioni che le deputate del Pd Simonetta Rubinato e Sara Moretto hanno presentato per conoscere lo stato dell’istruttoria della Tav Venezia-Trieste.

Una doccia fredda, o quasi. «Il fatto che sia stato predisposto da Rfi solo uno studio di fattibilità sul tracciato alternativo e che tale studio richieda un affinamento progettuale solo dopo il suo esame da parte del ministero dei Trasporti, non ancora avvenuto, non è una buona notizia», commentano Rubinato e Moretto, «perché conferma che a oggi in commissione Via esiste ancora un solo progetto, quello litoraneo. Eppure sulla necessità di valutare un’alternativa progettuale si sono espresse a favore le comunità locali, la giunta regionale sia pure tardivamente, il Parlamento, oltre allo stesso Mainardi. Che dobbiamo fare ancora?».

Da qui l’appello al ministero. «Valuti al più presto lo studio di fattibilità predisposto da Rfi perché esso possa poi essere trasformato in un progetto preliminare da presentare al tavolo della Via prima che questa concluda la procedura di valutazione sul tracciato litoraneo e lo invii poi al Cipe», concludono Rubinato e Moretto, «sarebbe davvero uno schiaffo oltre che un danno pesante per il nostro territorio».

Sulla Tav il deputato leghista Emanuele Prataviera ha scritto una lettera a Zaia: «Dobbiamo rifare il progetto», ha esortato, «il territorio non vuole il progetto litoraneo. Serve una nuova progettazione e l’ implementazione della linea esistente».

Giovanni Monforte

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