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ASL 13 – Approvato dalla Regione il piano per il prossimo biennio tra tagli e accorpamenti

Dolo diventerà centro internistico, Mirano polo chirurgico: ogni nosocomio manterrà i servizi di supporto

Radiologia, Ginecologia e Pronto Soccorso strutture integrate

Verrà tagliata Neurologia a Mirano: rimarrà quella di Dolo

Il futuro dell’Asl 13 per il prossimo biennio approvato dalla Regione: tra tagli, accorpamenti e soppressioni si profila il diverso destino per gli ospedali di Dolo e Mirano. I tempi dei due ospedali quasi gemelli e dei doppi dipartimenti è finito, il Piano Aziendale dell’Asl 13, proposto dal direttore generale Gino Gumirato è stato approvato dalla Regione e la linea tracciata è proprio quella annunciata già un anno fa dallo stesso Gumitato: l’ospedale di Dolo destinato a struttura internistica e quello di Mirano con funzione chirurgica. Il direttore Gumirato ha già presentato l’Atto Aziendale ad una cinquantina tra primari e responsabili di dipartimento qualche giorno fa annunciando che prossimamente l’Atto sarà illustrato anche ai 17 sindaci dei Comuni della Riviera e del Miranese. Sostanzialmente non ci sono grandi sorprese, il Piano approvato è quanto lo stesso, salvo qualche minima osservazione, Gumirato ha proposto alla Regione per riorganizzare l’azienda sanitaria di Dolo e Mirano.

Mirano polo chirurgico e Dolo internistico. «Per i cittadini non ci saranno grandi sconvolgimenti – aveva spiegato il direttore generale ai sindaci qualche tempo fa – ogni ospedale manterrà i servizi di supporto laboratorio di analisi, diagnostica, visite ambulatoriali». Di fatto viene tagliata la Neurologia di Mirano mentre rimarrà quella di Dolo mentre alcuni dipartimenti come Radiologia, Ginecologia e lo stesso Pronto Soccorso saranno «strutture integrate», ovvero verrà mantenuta la l’Unità operativa, il reparto, nell’ospedale ma il dipartimento sarà uno solo. Il cronoprogramma stabilito dalla Regione, che parla proprio di «accorpamenti» prevede tutto nell’arco del biennio 2014 – 2016.

I tagli strutturali riguardano anche il territorio. «L’attuale organizzazione dell’Asl 13 – si legge nell’atto aziendale – prevede una articolazione territoriale concentrata su due distretti. Al fine di poter costruire una adeguata convergenza verso una organizzazione ad un solo distretto per l’intera dimensione aziendale (composta di 268.564 abitanti residenti in 17 comuni) si propone la permanenza dell’attuale struttura a due distretti fino alla fine 2014 mentre dal 2015 ci sarà una nuova organizzazione con distretto unico».

L’Unità operativa complessa di Neurologia di Mirano verrà «dismessa» e «unificata» a favore di quella di Dolo. Stesso destino per Anestesia e Rianimazione sempre a Dolo che verrà trasformata un unità semplice subordinata a Mirano. Analogo destino per Geriatria. «Si tratta di una unità semplice – si legge nell’atto – collocata nell’ex apicalità di Medicina a Mirano che non essendo più prevista dalle schede di dotazione ospedaliera dovrà essere dismessa con decorrenza da marzo 2015».

 

LA RIORGANIZZAZIONE C’è da capire se finiranno a Mestre o a Padova

Rimane il dubbio sui costosi macchinari

La nuova riorganizzazione degli ospedali di Dolo e Mirano, il primo destinato ad attività internistica, mentre il secondo ad attività chirurgica secondo l’Atto Aziendale riuscirà ad essere applicata nei prossimi due anni? Le strutture di eccellenza presenti sia a Dolo che a Mirano saranno garantite e valorizzate o assorbite da Padova e Mestre? Le strumentazioni di alto livello, alcune costosissime e addirittura donate da enti e fondazioni, in anni recenti, rimarranno patrimonio degli ospedali anche se i reparti verranno declassati? Questi sono solo alcuni degli interrogativi che si stanno ponendo i vari comitati cittadini della Riviera e del Miranese. Nella mole di documenti e regolamenti che costituisce l’atto aziendale approvato dalla Regione c’è una scheda tecnica che parla espressamente dei dipartimenti che verranno «soppressi» o «trasformati» con tanti di date precise, alcuni prevedono interventi tra qualche mese altre tra un anno, tutte comunque entro il biennio. La scommessa ora è se riuscirà la direzione dell’Asl 13 a far fronte agli impegni assunti con la Regione in tempi così stretti.

(l.gia.)

 

Pronto Soccorso congestionato da un eccesso di codici bianchi e verdi, l’Ulss 13 lancia un appello per sensibilizzare la popolazione ad un utilizzo più appropriato del servizio. «Il Pronto Soccorso va utilizzato solo per problemi urgenti e non risolvibili dal medico di famiglia, dal pediatra o dalla guardia medica» fa sapere l’azienda sanitaria snocciolando i dati del 2013: gli accessi al Pronto Soccorso di Mirano e di Dolo sono stati nel complesso oltre 80mila, ma solo 11mila casi presentavano urgenze con codice giallo o rosso. È proprio su questa differenza che intende lavorare l’Ulss 13. In totale, tra Mirano e Dolo, i codici bianchi e verdi sono stati oltre l’85 percento. I codici rossi, invece, solo lo 0,81 percento.

A spiegare il motivo ci pensa il direttore del Dipartimento di Emergenza dell’Ulss 13, Pietro Pacelli: «Negli ultimi anni è cresciuta la collaborazione con pediatri e medici di medicina generale ma i numeri dei codici bianchi sono ancora alti. È bene ricordarlo: per i casi meno urgenti o cronici, l’aiuto che può fornire il proprio medico di famiglia è sicuramente più calibrato e di più comodo accesso». Su 80mila accessi, nel corso del 2013 sono avvenuti 10mila ricoveri. Come prevedibile, dalle statistiche emerge che il numero dei pazienti ricoverati cresce proporzionalmente all’aumentare dell’età: si va da un 13-16% di ricoveri di persone tra i 50 e i 60 anni ad un 27-29% di ricoveri di persone di 90 anni e più. I reparti di maggiore destinazione del ricovero sono le Medicine e le Geriatrie, che da sole assorbono quasi il 47% di tutti i ricoveri. Snocciolando i numeri delle consulenze richieste ai reparti ospedalieri nel 2013, al primo posto c’è il servizio di Cardiologia con quasi 5mila prestazioni, seguito da Ortopedia con poco più di 4mila esami e Neurologia con circa 2mila.

(g.pip.)

 

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