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Il sottosegretario ai Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni, anticipa la posizione che prenderà il suo ministero nella riunione convocata a Roma dal ministro Lupi

«Il progetto alternativo al passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco dovrà garantire la massima tutela ambientale e monumentale della città. Il Ministero dei Beni Culturali ha piena fiducia nella linea di fermezza impostata dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi – bene ha fatto a incaricare l’Avvocatura di Stato di ricorrere contro la sentenza del Tar che ha bloccato i limiti di tonnellaggio – che prevede l’estromissione delle grandi navi da San Marco dal primo gennaio 2015, ma ricordo che esiste sempre anche la possibilità di introdurre un vincolo specifico sul Canale della Giudecca e il Bacino di San Marco, che oltre a tutelare gli edifici circostanti, vincoli le stesse vie d’acqua, rendendo così impossibile il passaggio delle navida crociera».

Il sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni anticipa quale sarà la posizione che il suo Ministero – con il ministro Dario Franceschini – prenderà domani alla riunione convocata a Roma dalla stesso Lupi alla quale prenderanno parte il ministero per l’Ambiente e quello per i Beni Culturali per studiare l’avvio della procedura di Valutazione di impatto ambientale dei sette progetti alternativi tra cui dovrebbe essere in tre mesi scelto quello che poi verrà realizzato – secondo quanto promesso – in tempi necessariamente brevi, circa un anno e mezzo.

«La posizione già espressa anche dal ministro Franceschini – spiega ancora Borletti Buitoni – è quella che le grandi navi non debbano più passare da San Marco e per questo sosteniamo la linea del ministro Lupi. L’errore, grave, è stato fatto in precedenza, quando si è consentito che navi da crociera sempre più grandi entrassero in laguna e in un ambiente fragile e prezioso come quello di Venezia senza alcun tipo di controllo e limite, fino ad arrivare all’insostenibile situazione attuale. Ciò che deve essere chiaro, però, è che il progetto che verrà scelta non deve in alcun modo turbare l’equilibrio ambientale e monumentale di Venezia e la sua laguna. Su questo vigileremo e lo stesso progetto sostenuto dal sindaco Orsoni di spostare il terminal crocieristico a Marghera, mi sembra tuteli più il turismo e i flussi che non l’ecosistema lagunare. Arrivati a questo punto, non si può più sbagliare, anche perché, per il problema del passaggio delle grandi navi a San Marco siamo sotto l’occhio del mondo, con la stampa internazionale che ci giudica severamente, come dimostra anche l’articolo sulla questione appena apparso su un autorevole quotidiano britannico come il Guardian».

Enrico Tantucci

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le alternative

Di Tella: «Scalo al Lido pronto in un anno»

«Uno scalo galleggiante per quattro grandi navi pronto in un anno». Tempi e costi certi, garantisce l’ingegnere Vincenzo Di Tella, per la realizzazione di un nuovo terminal per le crociere in bocca di Lido. Il progetto, firmato dall’architetto Luciano Claut, è stato inviato al ministero per l’Ambiente insieme agli altri sei alternativi (altri tre riguardano la bocca di Lido, poi ci sono i canali Contorta e retro Giudecca, Marghera».

Di Tella, ingegnere navale autore di un progetto alternativo per il Mose ai tempi della giunta Cacciari, ha offerto adesso il suo supporto tecnico alla proposta Claut. «Noi speriamo che la scelta sia fatta senza pregiudizi», dice, «sentiamo dire che solo il porto dentro la laguna garantirebbe operatività e occupazione. Non è affatto vero. Noi siamo in grado di assicurare che dal momento del via libera il nostro scalo completamente galleggiante potrebbe essere realizzato in un anno da un cantiere specializzato. Poi trainato al Lido e ancorato sul fondo».

(a.v.)

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