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CASALE – Sindaco sul piede di guerra: «Carte in mano al nostro avvocato»

Discarica per rifiuti speciali, la ditta si è subito rivolta al Tar

Si torna a parlare della discarica per rifiuti speciali 2-B di via delle Grazie a Lughignano. Forse Casale ha cantato vittoria troppo presto contro il mega impianto di smaltimento da 320mila tonnellate per rifiuti urbani e speciali che la ditta Coveri sta tentando di realizzare dal 2000 nell’area agricola della frazione di Luighignano.

L’annoso problema sembrava definitivamente chiuso ai primi di febbraio quando la Giunta regionale aveva negato la “compatibilità ambientale” al progetto presentato dalla Coveri. Contro il progetto si è schierato anche l’Ente Parco del Sile per i pericoli di inquinamento del sistema idraulico della zona. Per non parlare del Comune e dei comitati di cittadini che si sono sempre battuti contro l’insediamento. L’area a ridosso del Sile è infatti soggetta, fra le altre cose, a vincoli ambientali e paesaggistici. La Coveri è adesso passata al contrattacco presentando ricorso al Tar per chiedere il ribaltamento della decisione presa dalla Giunta regionale.

Pronta la replica del sindaco di Casale, Stefano Giuliato. «Abbiamo deciso di avviare un’azione legale affidata all’avvocato Antonio Pavan che l’anno scorso ha già assistito l’amministrazione in occasione del primo pronunciamento della commissione regionale Via favorevole alla Coveri». Secondo l’assessore all’ambiente, Massimo Da Ros, si rende necessaria una sinergia, un fronte unitario di lotta tra Comune, Provincia e Ragione contro la discarica.

«L’Arpav ha dimostrato che non servono altri impianti di smaltimento per rifiuti speciali -sottolinea- Per i prossimi 5 anni gli impianti esistenti sono in grado di smaltire un milione di tonnellate di rifiuti urbani e di derivazione industriale».

 

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