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Nuova Venezia – Unione dei Comuni, polizia locale in rivolta

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

26

mar

2014

I vigili chiedono rassicurazioni su mobilità, turni e carriera. Critiche anche dalla Protezione civile

MIRANO – Unione dei Comuni, è la settimana decisiva e anche la più difficile. Vengono a galla tutti i dubbi, mentre nei parlamentini locali approdano lo statuto e l’atto costituivo del nuovo ente sovracomunale. Ma i mal di pancia non mancano.

Polizia locale. A Mirano i vigili sono in rivolta. «Pochi dati tecnici, tante notizie contraddittorie », scrivono in un lettera indirizzata al sindaco e ai consiglieri. «Non discutiamo alcuna delle scelte politiche sulla fattibilità dell’Unione», scrivono 14 tra agenti e amministrativi, «ma ci chiediamo se esita uno studio che parli della convenienza economica del miglioramento dei servizi offerti». Gli agenti risollevano anche la vecchia questione del numero di addetti in relazione a quello degli abitanti e all’estensione territoriale: «Viene da pensare che in presenza di forti discrepanze saranno i comuni con il rapporto più elevato a sopperire le carenze dei comuni con rapporto inferiore. Si è pensato di armonizzare tali indici prima di dar luogo all’Unione? Inoltre la diversa organizzazione dei servizi da comune a comune (agenti armati, turni serali, festivi, servizi in presenza di manifestazioni) verrà estesa a tutti?». Gli agenti vogliono anche risposte in merito alla carriera: «Il personale di ciascun comune si porterà dietro la sua storia professionale e la carriera maturata nell’ente di provenienza? E come verrà valorizzata nella nuova scala gerarchica?». In ballo poi la questione della sede, che dovrebbe essere Villa Belvedere: «Ma si sono valutate le necessità tecniche, come spogliatoi, ricovero veicoli e spazi per l’utenza?». Infine i vigili vogliono capire se verrà loro imposto il trasferimento coatto da un ente all’altro all’interno dell’Unione.

Protezione civile. A spalleggiare i dubbi dei volontari di protezione civile sono invece le minoranze. Bene l’aggregazione dei singoli gruppi comunali che già lavorano in ottica di distretto, ma ora i consiglieri Giampietro Saccon, Marco Marchiori e Marina Ballello chiedono: «Uniamo ciò che non conosciamo? Come è stato svolto il servizio di coordinamento delle risorse, ad esempio, negli ultimi interventi per il maltempo a febbraio? Al momento l’unica Unione certa, che ha già provocato mal di pancia, è quella imposta dalla giunta ai volontari, obbligati a condividere la sede di via Caorliega con una decina di profughi ». Una convivenza mal digerita dalle “tute gialle”: alcuni avrebbero già minacciato di auto sospendersi.

FilippoDe Gaspari

 

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