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PROGETTO CONTESTATO – Una centrale a Biogas. A San Pietro cresce la protesta

CAVARZERE – I privati della Martinelle Energia presentano la loro difesa dopo il “no” della Regione

È arrivata lunedì pomeriggio in municipio la risposta della “Martinelle energia” al diniego preventivo della Regione del 14 marzo. Un fascicolo di 10 pagine per ribattere al “no” della Regione e ribadire la legittimità del progetto di trasformazione della centrale a biogas di San Pietro. Una battaglia politica e tecnica che, come soluzione ultima ma non improbabile, potrebbe concludersi con un ricorso al Tar del Veneto.

Il progetto era stato presentato al Settore tutela atmosfera della Regione che ha chiesto alla “Martinelle” di chiarirne alcuni aspetti. In primo luogo dubbi ci sono sul soggetto proponente che non dovrebbe essere un privato (la Martinelle), bensì l’ente pubblico l’Ato (Ambito territoriale ottimale). Inoltre per la Regione si tratta di una modifica sostanziale, visto il cambio di materiale per alimentare l’impianto, con autorizzazioni diverse da quelle attuali. La risposta della “Martinelle” è arrivata in municipio ed è allo studio dei tecnici. Parte del possibile contenuto era stato anticipato al Consiglio comunale aperto del 13 marzo, quando l’ingegner Francesco Codato, consulente della ditta, aveva affermato: «C’è una sentenza del Consiglio di Stato che rigetta il divieto di utilizzare rifiuti provenienti da altre regioni». I tecnici della società avevano parlato anche di un miglioramento dell’attuale impianto. La prossima mossa dovrà farla la Regione che potrà accogliere o rigettare le osservazioni e convocare la Conferenza di servizi. I tempi sembrano comunque allungarsi visto che, prima della Conferenza, dovrà essere studiato il piano di impatto ambientale. Intanto ieri pomeriggio si sono incontrati i componenti del tavolo tecnico per lo studio della centrale: sindaco, capigruppo di Pd, Fi e Lega, cittadini e ambientalisti.

Ma il biogas non è l’unico problema portato in Regione. Altra questione è quella degli argini del Gorzone, messi a dura prova dalle piogge invernali e diventati pericolosi in più tratti. Il comitato guidato da Emanuele Pasquali ha consegnato al Governatore Luca Zaia 1200 firme di cittadini che chiedono interventi immediati. Dal 2015 dovrebbero partire i primi lavori.

 

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