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Gazzettino – Marghera. Carburante verde per le forze Nato

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

3

apr

2014

MARGHERA – Accordo tra Marine italiana e Usa per la flotta che si alimenterà con combustibile ecologico

Utilizzata l’area dismessa dell’ex Eni dove saranno prodotte 300 tonnellate l’anno di “green diesel”

La scoperta dell’atomo e della sua divisibilità ha portato alla bomba atomica e alle centrali che danno energia a intere Nazioni. Da sempre le scoperte militari, oltre a morti e distruzioni, hanno portato benefici per i civili. Giusto o sbagliato, è un dato di fatto, “si vis pacem para bellum”, se vuoi la pace prepara la guerra dicevano i latini.

Ieri a Marghera, nei 110 ettari occupati dalla raffineria Eni in riva alla laguna, troppo vecchia e in perdita per tirare avanti e che invece il prossimo mese rinascerà come bioraffineria, i militari italiani e quelli statunitensi hanno firmato un accordo.

Giuseppe De Giorgio, capo di stato maggiore della Marina Militare italiana e Ray Mabus, segretario della Marina degli Stati Uniti d’America hanno firmato il patto per costruire la “Flotta verde” in grado di viaggiare, portare aiuti e, se serve, combattere, utilizzando carburanti sempre più ecologici. Non a caso lo hanno firmato nella raffineria veneziana, la prima che costruirà un bio carburante in grado di essere mescolato, al 50%, con il diesel Nato F76 ad alte prestazioni, e non a caso sono due uomini della Marineria militare: «Da 238 anni la Marina Usa e il corpo dei Marines che comando, sono stati i corpi che hanno risposto in modo più veloce ed efficace ad ogni situazione di crisi – ha detto Mabus -. E quello che facciamo oggi ci dà la certezza di continuare a farlo nelle migliori condizioni operative».

Il petrolio finirà prima o poi ma soprattutto, al momento è in mano a molti Paesi che da un giorno all’altro possono diventare ostili. Quindi bisogna trovare energie alternative. Inoltre il Pianeta è malato di CO2 e di conseguenza queste nuove energie dovranno produrre meno anidride carbonica possibile. Nei mesi scorsi le due Marine (quella italiana sta anche lavorando sul Gnl, il gas naturale liquefatto, nella propulsione navale) hanno sperimentato il Green Diesel inventato dai ricercatori di Eni, guidati da Giacomo Rispoli, vice presidente esecutivo del settore Ricerca, Sviluppo tecnologico e Progetti di Eni Refining & Marketing, un ingegnere che quando spiega le caratteristiche innovative del nuovo prodotto rispetto ai biodiesel in commercio parla con entusiasmo. Ebbene, il nuovo green diesel, miscelato al 50% con il diesel Nato, ha permesso al pattugliatore d’altura Foscari di viaggiare spedito per tutto il Mediterraneo con i motori e i generatori di bordo che cantavano. Il carburante per le prove del Foscari è stato prodotto in America, ora la sperimentazione continuerà con quello prodotto dalla bioraffineria di Venezia.

Nella prima fase da Marghera usciranno 300 mila tonnellate anno di green diesel (da miscelare con il diesel per auto al 10%, o per i militari al 50%), per arrivare al massimo a 500 mila tonnellate: per il momento verrà utilizzato l’olio tratto dal frutto della palma, in seguito anche da altri oli vegetali, scarti dell’agricoltura e micro alghe. Sperimentazione a parte, fino ad oggi non c’è nessuna richiesta di fornitura ufficiale da parte delle due Marine, e in ogni caso il prodotto che uscirà da Porto Marghera è praticamente già “venduto” perché servirà tutto per miscelare il gasolio prodotto dalle altre raffinerie Eni al 10% come previsto entro il 2020 dalla normativa europea. Se la Marina lo vorrà, bisognerà trasformare altri impianti vecchi e in perdita in bioraffinerie.

Elisio Trevisan

 

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