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Gazzettino – Riviera / Miranese. Il futuro degli ospedali.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

3

apr

2014

Atto aziendale, i sindaci: «È la strada che porterà qualità e specializzazione»

MIRA – Sindaci a confronto con l’atto aziendale dell’Asl 13 ieri a Mira. «Ci sono cose da capire e chiarire ma l’impianto è quello concordato – ha spiegato il presidente della Conferenza dei sindaci Fabio Livieri, Campagna Lupia – Il punto è che l’Asl 13 non può rimanere come è adesso, i tagli ma anche i costi sono diventati insostenibili, mentre dobbiamo invece puntare a garantire la funzionalità delle strutture ospedaliere e a migliorare la qualità dei servizi. Certo ci sono dei mal di pancia, come provoca ogni cambiamento nel territorio, ma è bene comprendere che questa è l’unica strada per dare specializzazione e qualità ai reparti».

La Conferenza dei sindaci ha discusso ieri l’atto presentato dal direttore generale del’Asl 13 Gino Gumirato e approvato dalla Regione. Un lungo dibattito durato qualche ora che ha messo a confronto le perplessità e le domande dei sindaci dei comuni della Riviera del Brenta e del Miranese, mentre il direttore generale Gumirato ha cercato di spiegare quale sarà il futuro dei due ospedali di Dolo e Mirano.

«È vero che la destinazione dell’ospedale di Dolo è prevalentemente medica – ha illustrato Gumirato – e quella per Mirano è prevalentemente chirurgico-internistica. Ciò però non vuol dire che a Dolo scompare la Chirurgia, anzi, verrà mantenuta di giorno e potrà contare su 27 posti letto, e questo significa che potrebbe contare anche su un incremento dell’attuale attività. Per quanto riguarda poi Noale la buona notizia è che la Regione ha riconosciuto, non solo la destinazione, ma anche le risorse per la realizzazione dell’ospedale di Comunità».

«La conferenza dei sindaci non ha nessun potere di modifica del Piano – ha sottolineato Maddalena Gottardo, sindaca di Dolo – È la Regione a decidere ed è lì che dobbiamo riferirci. Spero solo che le decisioni prese siano definitive e che l’impianto non venga rovesciato tra qualche anno. Devono essere assicurati servizi essenziali come l’emergenza, il primo controllo e la diagnostica».

Luisa Giantin

 

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