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Gazzettino – Venezia. Nave “sbatte”, allarme al porto

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6

apr

2014

NESSUN DANNO A BORDO – I passeggeri: «Il comandante ha cercato di evitare l’impatto»

VENEZIA Il colosso Msc Preziosa urta la Marittima in fase di ormeggio. Era la prima crociera del 2014

L’ALLARME – La Msc Preziosa, 333 metri di lunghezza e 140mila di stazza, ieri mattina alle 8.15 ha urtato in fase di ormeggio la scala per lo sbarco dei passeggeri alla stazione Marittima. La nave era entrata in porto con l’ausilio di due rimorchiatori. Quando era nel bacino della Marittima, a velocità praticamente zero, è cominciata la manovra di avvicinamento alla banchina. Qualcosa però è andato storto e la Msc ha urtato la struttura. Nessun danno tra i passeggeri e allo scafo.

LA MANOVRA – Si è trattato di una manovra assolutamente di routine, che ha portato la grande nave parallela alla riva anche con la spinta dei propulsori laterali. Per Vtp i sistemi di sicurezza hanno dimostrato che anche in caso di errore, non ci sono pericoli. La Msc Preziosa era la prima nave da crociera arrivata a Venezia per la nuova stagione.

LE REAZIONI – Riesplode la polemica del fronte contrario alle crociere in laguna

Orsoni: «La città non può essere violentata»

Nave “sbatte”, allarme al porto

LA MANOVRA – L’impatto in avvicinamento alla banchina Isonzo

LA CROCIERA – La nave è ripartita normalmente alle 16.30

La “Preziosa” in fase di ormeggio alla Marittima va a sbattere sulla scala per lo sbarco dei passeggeri

Ore 8.15, la Msc urta il terminal

Non poteva cominciare sotto un auspicio peggiore la stagione delle crociere, già ridotta per decreto rispetto ai numeri dello scorso anno. Ieri, alla vigilia della visita in città del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, l’ammiraglia della flotta Msc ha compiuto una manovra sfortunata nell’avvicinamento alla banchina Isonzo e con la prua ha colpito e danneggiato un finger. Si tratta di una di quelle strutture che agevolano l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri, del tutto simili a quelle degli aeroporti. In questo caso, però, il finger è montato su binari e il contatto con la nave lo ha fatto deragliare rendendolo inservibile.
È accaduto alle 8.15 di ieri, la nave è la Msc Preziosa, 333 metri di lunghezza e 140mila di stazza. Uno di quei “giganti” che il Governo ha bandito da Venezia a partire dal prossimo anno, in vista di una soluzione definitiva.
La nave, partita mercoledì da Palermo, era arrivata a Venezia in perfetto orario ed era entrata in porto con l’ausilio di due rimorchiatori. Quando era nel bacino della Marittima, a velocità praticamente zero, è cominciata la manovra di avvicinamento alla banchina Isonzo. Una manovra assolutamente di routine, che porta la grande nave parallela alla riva anche con la spinta dei propulsori laterali. Qualcosa però nella manovra non ha funzionato alla perfezione e la poppa si è allargata eccessivamente mentre la prua arrivava a lambire la banchina. In corrispondenza del mascone di dritta (destra) la nave ha urtato contro la struttura di imbarco e sbarco, rendendola inservibile, riportando una striatura sullo scafo all’altezza dell’impatto.
La capitaneria è subito intervenuta, assicurandosi che nessun passeggero fosse rimasto ferito o contuso. Nessuno, d’altronde, si trovava sulla banchina o sul “finger” per le severe disposizioni sulla sicurezza delle aree portuali.
Alla fine, la Capitaneria non ha ravvisato danni importanti né allo scafo né alla banchina e pertanto ha dato il via libera alle operazioni di sbarco dei passeggeri, che si è protratto fin quasi a mezzogiorno. Quasi contemporaneamente, persone da tutto il mondo attendevano di imbarcarsi per la crociera.
In definitiva, un errore umano, ma nulla a che vedere con gli ormai famigerati “inchini” o il grave fatto di Genova, con la Jolly Nero che il 7 maggio 2013 abbattè la torre piloti durante una manovra. In questo caso, la nave era in fase di ormeggio e la sua velocità nulla.
Non è un caso che sia partita alle 16.30, in perfetto orario, con nuovi passeggeri che probabilmente non sapranno mai cos’era accaduto poche ore prima che salissero a bordo.

 

PRESENZA FISSA – Passerà in città per 32 volte

IL CALENDARIO La Msc Preziosa è stata la prima dell’anno

Al via la stagione delle crociere

E domani arriva la Costa

La Msc Preziosa, che ha cominciato la stagione un po’ così, non sarà una meteora per Venezia. La compagnia ha investito molto sull’abbinata tra la sua ammiraglia e Venezia: in tutto, nel corso del 2014 la Preziosa entrerà in laguna altre 32 volte, a cominciare da sabato prossimo. Il calendario degli arrivi e delle partenze di Vtp è fittissimo anche quest’anno anche se ci sarà una minore presenza delle navi più grandi così come chiesto dal Governo.
Domani sarà il turno di un altro gigante: la Costa Fascinosa, gemella della “Concordia” di capitan Schettino naufragata all’isola del Giglio. Anche qui si viaggia sui grandi numeri: 290 metri, 114mila tonnellate, 3mila 800 passeggeri. Una nave che con Venezia ha molto a che fare non solamente con i passaggi (36 nel 2014). È stata infatti concepita, come quasi tutta la flotta Costa, alla Fincantieri di Marghera.
Domenica sarà la volta della gemella della Preziosa, la Msc Fantasia, anch’essa farà una trentina di passaggi a Venezia. Sempre della Msc ci sarà l’Armonia, nave della penultima generazione, che stazza meno di 60mila tonnellate ed è lunga 250 metri.
La P&O comincerà i suoi giri a Venezia martedì con la Ventura (116 mila tonnellate) e 288 metri. Prima della fine di questo mese arriverà anche la Holland America Line prima con la piccola Prinsendam e poi con la più grande Nieuw Amsterdam da 86mila tonnellate, che in questo momento si trova ai Caraibi.
A partire da maggio ci saranno tre-quattro navi nei giorni del fine settimana, che in giugno diventeranno sei. In piena stagione saranno una decina le navi che faranno base a Venezia in un fine settimana.
Ci saranno in estate anche navi sostenibili e auspicate anche dai comitati per il no, come la Star Clipper, grande nave a vela lunga 111 metri con sole 4mila tonnellate di stazza. Tornerà anche la Disney Magic, costruita nel 1998 a Marghera, con la silouhette di Topolino sulle due ciminiere: 300 metri per 83mila tonnellate. E poi la Queen Elizabeth del gruppo Cunard, le navi norvegesi della Norwegian Cruises e della Seabourn cruise, alcune delle quali molto di nicchia perché piccole (poco più di 100 metri) e costosissisme perché ricche di servizi esclusivi per i pochi passeggeri.
Per la cronaca, la nave che chiuderà il 2014 sarà ancora una volta una grande, la “Fascinosa” che salperà dalla Marittima il 14 dicembre.

M.F.

 

 

«Il colpo c’è stato, anche se lieve. Pensavamo che fossero normali manovre del comandante»

«Ha cercato di evitare l’impatto»

UNA COPPIA FRANCESE  «Non abbiamo sentito nulla, troppi rumori dai motori»

GRUPPO MILANESE «C’è stato un incidente?  A noi non risulta proprio niente»

I PASSEGGERI – Molti dei turisti a bordo durante l’approdo non si sono accorti di quello che era accaduto

Brasiliani, spagnoli e francesi tranquilli, troppo ansiosi di visitare Venezia per dare importanza al piccolo incidente che ha coinvolto la loro nave, la Msc Crociere “Preziosa”. Qualcuno ha visto lo strisciare della fiancata verso prua lungo la banchina, altri erano in cabina a preparare i bagagli.
I croceristi transitano al people mover, dal quale scendono pieni di valige.
«Eravamo sul ponte – racconta una coppia di San Paolo – abbiamo visto la nave non entrare bene nel canale della banchina passeggeri. Il colpo c’è stato, ma lieve. Avevamo paura che ci fossero dei feriti, soprattutto fra il personale che si apprestava ad ormeggiare. Ci siamo subito offerti, perché siamo un medico e una farmacista. Ci hanno detto che tutto era in ordine. Meglio così».
Dalla Spagna proviene una nutrita comitiva: «Non ci siamo accorti di nulla, pensavamo che fossero manovre normali per attraccare. Ci hanno detto solo in seguito, allo sbarco, che la nave era finita addosso al cemento. Fra i passeggeri c’è stato un passaparola, ma quasi scherzando, come per raccontare l’ultima barzelletta del viaggio».
Un’anziana coppia francese appare in grande difficoltà per la notevole quantità di bagagli e si affida ad un “porter” autorizzato (ne sono sbucati a frotte) per raggiungere l’albergo: «Niente di grave, ci hanno detto. Fra le informazioni via altoparlante ed il frastuono dei motori non abbiamo visto né sentito nulla. Ci aspettano altri cinque giorni di vacanza e sarebbe stato un peccato se l’incidente fosse stato più grave. L’entrata a San Marco è stata bellissima, un paesaggio che non scorderemo. Ora visiteremo Venezia, sperando nel bel tempo».
«È vero, abbiamo capito che la nave non era entrata bene nello spazio dedicato – afferma un altro gruppetto brasiliano – infatti abbiamo sentito aumentare la potenza dei motori per la retromarcia. Poi solo un lieve tocco, come di lamiera sfregata da un ferro. Ma tutto lì. Dicono che c’era una piccola lacerazione allo scafo, ma noi non l’abbiamo vista». Finalmente una coppia italiana, di Milano: «C’è stato un incidente? Non ci risulta». E via, un altro porter carica le loro valige e si dirige verso il ponte della Costituzione.
Brasiliani, spagnoli e francesi che vanno, napoletani che vengono. Proprio al people mover si sono alternati i viaggiatori sbarcati e quelli in partenza. I primi arrivano appunto da Napoli: «Cosa? La nave è incidentata? Speriamo non si sia aperta in due», scherzano già pregustandola crociera.
«Non ne sapevamo nulla, adesso saliamo a bordo e poi si vedrà. Comunque prima di partire è sempre bene fare una serie di scongiuri».

Tullio Cardona

 

GLI ALTRI GRUPPI – Transiti costanti fino al 14 dicembre

Il sindaco Giorgio Orsoni chiede che su questa delicata vicenda se ne discuta, in tempi abbastanza rapidi, nel Comitatone

IL COMITATO   «Stiamo preparando un libro bianco da presentare alla cittadinanza»

LE REAZIONI – Orsoni: «Questa città non deve essere violentata»

L’incidente riaccende il fronte contrario alle grandi navi

Oggi a Venezia il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti

«E se quell’incidente, invece che alla Marittima si fosse verificato dalle parti di Punta della Dogana, che fine faceva quel grande globo?»
Il sindaco Giorgio Orsoni, che ieri mattina ha avuto in Vaticano un incontro con Papa Bergoglio, è preoccupato per quello che è accaduto. «Credo di averlo detto mille volte che questa città ha il diritto di non essere violentata dal transito di queste navi – prosegue Orsoni – Dispiace veramente che il Governo, su un tema così delicato, non abbia ancora trovato una posizioni chiara. In ogni caso ritengo che sia necessario convocare in tempi abbastanza rapidi il Comitatone perchè è proprio in quella sede che si decide il futuro della città». Oggi a Venezia, per la domenica ecologica, arriva in Comune il ministro dell’Ambiente Galletti. «Spero – si augura il sindaco – che si renda conto della precarità della situazione complessiva».
L’incidente di ieri mattina, inutile dirlo, ha riacceso roventi polemiche in città. «Dicevano che a Venezia non potevano succedere incidenti alle navi da crociera – attacca Luciano Mazzolin di AmbienteVenezia – ma arriva per la prima volta la Msc Preziosa, una delle navi più grandi e più nuove, una di quelle che dovrebbero essere ultasicure ed invece ecco immediatamente l’incidente. Le grandi navi devono rimanere fuori della laguna, devono fermarsi in un nuovo avanporto nella bocca di porto del Lido».
Intanto Giuseppe Tattara, del comitato No Grandi navi, annuncia per metà aprile un’assemblea con la popolazione. «La navigazione in laguna non è sicura – esordisce – stiamo preparando un libro bianco su tutti gli incidenti degli ultimi anni. Speriamo che la soluzione sia trovata fuori dalla laguna, ma su questo argomento è necessaria la massima trasparenza e valutazioni comparate». Anche Green Italia va subito all’attacco. «L’incidente alla Marittima durante l’attracco in banchina di una nave da 140mila tonnellate e lunga più di 300 metri non ha per fortuna causato feriti, ma rappresenta una vergogna e dimostra la debolezza della politica attuale nel tutelare uno dei più grandi patrimoni culturali esistenti al mondo: le grandi navi vanno bloccate senza se e senza ma – spiegano i coordinatori nazionali di Green Italia Fabio Granata e Monica Frassoni – Renzi, con il ministro Franceschini, pongano immediatamente la parola fine a questo scempio che ci ridicolizza agli occhi del mondo e che mette a rischio Venezia e la sua immagine».
«Che cosa aspetta ancora il governo Renzi per adottare un decreto che introduca con urgenza il divieto di accesso in Laguna per le grandi navi incompatibili con essa?» Se lo chiedono i consiglieri comunali di Venezia Camilla Seibezzi e Beppe Caccia della lista “In comune”. «Grazie all’ordinanza del Tar, gli elefanti sono tornati a scorrazzare liberi nel negozio di cristalli più prezioso del mondo, Venezia e la sua Laguna. Che le multinazionali della crocieristica e l’Autorità Portuale non vengano, per decenza, a raccontarci anche oggi la storiella per cui questi mostri del mare sarebbero sicurissimi. Non siamo disposti ad aspettare che si verifichi un incidente davvero grave, la tragedia annunciata ormai da troppo tempo, affinché vengano adottati i necessari provvedimenti. Chiediamo che il sindaco acquisisca immediatamente dalla Capitaneria di porto tutte le informazioni su quanto accaduto stamane e che, in Consiglio comunale, faccia il punto della situazione». Anche il deputato di Sel, Giulio Marcon, torna sulla pericolosità della navigazione. «Il governo – aggiunge – deve stabilire da subito il divieto di navigazione delle navi superiori alle 40mila tonnellate, serve una decisione entro il 30 maggio».

 

LA NAVE – Varata lo scorso anno, è l’ammiraglia della flotta Msc e trasporta oltre 3mila 400 passeggeri e 1.400 marittimi

Un gigante lungo 333 metri. Ha perfino il parco acquatico

(m.f.) Tanto per dare un’idea dell’ordine di grandezza di cui stiamo parlando, Msc Preziosa dispone di un parco acquatico sull’ultimo ponte (a oltre 50 metri di altezza) dotato di uno scivolo di 120 metri. È il più lungo tra quelli delle navi da crociera. Con i suoi 333 metri e le oltre 140mila tonnellate di stazza, la Preziosa è l’ammiraglia di Msc Crociere. Varata lo scorso anno, è entrata in servizio il 31 marzo 2013. Tra i servizi di cui dispone, articolati su 18 ponti, da ricordare le 1.751 cabine, 4 piscine, 12 vasche idromassaggio, un teatro da 1.600 posti, un cinema 4D.
La sua storia è curiosa perché fu presa in carico dalla compagnia di Napoli dopo che essa, in fase avanzata di costruzione, era stata abbandonata dalla Libia di Gheddafi, che l’aveva commissionata ai Chantiers de l’Atlantique e che poi era stata travolta dalla “missione” della Nato.
Come dimensioni è identica alla Msc Divina, altra habitué del bacino di San Marco. Della stessa classe, anche se leggermente più piccole, fanno parte la Fantasia e la Magnifica.
Il suo equipaggio è formato da quasi 1.400 unità, che devono fornire servizi di ogni tipo agli oltre 3mila 400 passeggeri che ad ogni crociera salgono a bordo. Per le sue dimensioni è considerata dagli antagonisti del gruppo No grandi navi uno dei simboli del gigantismo navale che starebbe soffocando Venezia. Anche se è dotata dei più moderni sistemi di propulsione e di un sofisticato sistema di riciclo delle acque, questa nave (come le sue simili) è vista dagli ambientalisti come una delle responsabili dell’inquinamento atmosferico ed elettromagnetico a Venezia.

 

L’INDAGINE – Per la Capitaneria responsabilità già accertate

Per la Capitaneria di porto, che in campo marittimo è l’autorità fondamentale, l’istruttoria si è praticamente già conclusa. Il personale ha analizzato per tutta la mattinata i fatti e ha ricostruito l’accaduto, concludendo che si è trattato di un errore umano nonostante a bordo ci fossero il comandante e anche il pilota del porto. A nave praticamente ferma, questa si sarebbe allargata un po’ troppo di poppa, toccando a prua uno dei “finger” per l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri facendolo fuoriuscire dal binario.
«La nave – annota la Capitaneria – ha riportato una piccola striatura sul mascone di prora lato dritto senza che fosse danneggiata l’opera morta».
Nessun danno è stato riportato neppure dalla banchina, quindi per la Capitaneria le responsabilità sono accertate e rimane una questione di risarcimento danni tra Vtp e la compagnia assicuratrice di Msc per il danno riportato alle attrezzature.

 

Venezia, maxi-nave in manovra sbatte contro la banchina

La Preziosa, ammiraglia Msc, ha speronato un “finger” per la discesa dei passeggeri. Attimi di panico, ma nessun ferito. La compagnia: solo un urto leggero. Ma riesplode la protesta

La stagione crocieristica a Venezia non comincia sotto i migliori auspici. Dopo la guerra di logoramento che è arrivata in queste settimane all’attenzione del Governo, ieri un incidente avvenuto alla Marittima con protagonista la “Preziosa”, ammiraglia della flotta Msc, ha ridato fuoco alle polveri. L’incidente è stato di per sé poco significativo, ma a causa della tensione esistente sul problema delle grandi navi (oggi il ministro dell’Ambiente Pier Luigi Galletti sarà a Venezia) l’impatto mediatico è stato molto forte.

 

Ha toccato con la prua il “finger” per l’accesso dei passeggeri

Allarme a terra ma a bordo non se n’è accorto quasi nessuno

VENEZIA La Msc Preziosa (333 metri, 140mila tonnellate) ha urtato la passerella sulla banchina

Grande nave, sbarco con il botto

Alle 8.15, durante la manovra di avvicinamento alla banchina, la Msc Preziosa, 333 metri per 140mila tonnellate di stazza, ha allargato troppo la poppa toccando con la prua il “finger” per l’imbarco e lo sbarco automatizzato dei passeggeri. Nessun danno rilevante, ma la struttura a braccio meccanico è uscita dai binari ed è stata resa inservibile. La Capitaneria di porto, che ha concluso l’inchiesta sull’accaduto, ha verificato che la nave non ha subito danni, eccettuata una “piccola striatura al mascone dritto” (a destra di prua) escludendo danni allo scafo e alla carena, nonché alla banchina. La Capitaneria ha concluso affermando che si tratta di un errore umano e che ora è “solo” una questione di risarcimento tra la compagnia di assicurazioni di Msc e Venezia Terminal Passeggeri (Vtp), la società che gestisce lo scalo.
La Preziosa era partita mercoledì da Palermo, ha fatto scalo a Malta per arrivare ieri mattina a Venezia. Tra i suoi passeggeri, persone provenienti da tutto il mondo, delle quali quasi nessuna si è accorta che era successo qualcosa durante la manovra.
«Lo abbiamo saputo solo dopo lo sbarco – hanno raccontato da una comitiva spagnola – attraverso il passaparola».
«C’è stato un incidente?» – ha chiesto invece una coppia di Milano.
La nave è poi partita regolarmente alle 16.30 e tornerà a Venezia sabato prossimo e altre 30 volte fino alla fine dell’anno.
«È stato un incidente come ce ne possono essere tanti – tagliano corto a Vtp – e le fotografie lo dimostrano chiaramente: i danni sono limitatissimi al corridoio d’imbarco e praticamente dei graffi sulla nave. Se non si è fatto male nessuno neanche a riva è anche per l’elevatissimo standard di sicurezza di questo porto».
La nave è arrivata, tra l’altro, assistita da due rimorchiatori e con un pilota del porto a bordo. Durante le manovre è inoltre tassativamente obbligatorio sgomberare le banchine e ovviamente i corridoi d’imbarco.
Tutto questo accade in un momento molto convulso, in cui sono fortissime le pressioni da parte della città, ma anche della Regione e di una grossa parte del Parlamento, per tenere le navi più grandi lontane dall’area monumentale. Sul “come” le posizioni sono le più diverse: si va dagli intransigenti “No grandi navi” che vorrebbero un porto in mare, alla posizione del sindaco Giorgio Orsoni che chiede un trasferimento delle operazioni momentaneo a Porto Marghera. Ci sono poi l’Autorità portuale e Vtp che spingono per la realizzazione di un nuovo canale che possa portare le grandi navi alla Marittima passando per Malamocco come fanno oggi le petroliere e le navi da carico. Questa posizione è stata sposata anche dalla Capitaneria di porto e in parte dal ministro Maurizio Lupi. Infine ci sono progetti per realizzare un porto all’esterno delle dighe mobili del Mose, ma in zona protetta dal mare aperto. Attualmente è cominciata la valutazione d’impatto ambientale dei sette progetti inviati a Roma e oggi il ministro Galletti potrebbe dire a che punto è la procedura.
Molto confuso anche il quadro normativo: il decreto Clini-Passera aveva vietato il transito in bacino di San Marco alle navi sopra le 40mila tonnellate, ma solo una volta individuata un’alternativa al passaggio per San Marco. Con il governo Letta c’è stata un’accelerazione, con l’imposizione di una limitazione delle grandi navi già a partire da quest’anno e il divieto per il 2015 per gli scafi al di sopra delle 96mila tonnellate di stazza. Il provvedimento della Capitaneria di porto è stato impugnato al Tar, che ha concesso la sospensiva.
Le compagnie di crociera, nel frattempo, si sono comunque adeguate e per il 2015 stanno vendendo pacchetti per navi più piccole, dirottando le più grandi altrove.
E poi? Nel 2016 dovrebbe essere pronta l’alternativa, ha dichiarato di recente il ministro delle Infrastrutture. Al momento, però, l’orizzonte è molto confuso.

Michele Fullin

 

Ritornano le polemiche (e la paura)

Oggi arriva ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, e a metà aprile si terrà un’assemblea cittadina

L’incidente di ieri riaccende le polemiche in città. E Giuseppe Tattara, del comitato No Grandi navi, annuncia per metà aprile un’assemblea con la popolazione. «La navigazione in laguna non è sicura – esordisce Tattara – stiamo preparando un libro bianco su tutti gli incidenti degli ultimi anni. Speriamo che la soluzione sia trovata fuori dalla laguna, ma su questo argomento è necessaria la massima trasparenza e valutazioni comparate».

Per i No navi la strada è una sola: nessun ricorso alla legge obiettivo, confronto sugli scenari in campo che abbia come primo obiettivo l’interesse pubblico.

«E se la nave andava a sbattere alla Punta della Dogana? – si chiede preoccupato il sindaco Giorgio Orsoni – Credo di aver detto mille volte che la città non deve essere violentata dalle navi. Le decisioni su questi argomenti devono essere prese dal Comitatone».

Il presidente del Veneto, Luca Zaia: «Fuori, come abbiamo sempre detto, le Grandi navi dal bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca – dice il governatore – ma non devono uscire prima che non sia creata una valida alternativa anche perché la contropartita sono 6 mila lavoratori e anche perché il nuovo porto d’approdo non sarebbe Monfalcone bensì Istanbul».

Anche il deputato di Sel, Giulio Marcon, torna a parlare della pericolosità della navigazione. «Il governo – spiega – deve stabilire da subito il divieto di navigazione delle navi superiori alle 40mila tonnellate, serve una decisione entro il 30 maggio». I Verdi, con Luana Zanella e Angelo Bonelli, chiedono al governo un provvedimento immediato per vietare il transito di “condomini galleggianti”. E oggi, domenica ecologica, arriva ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

Gian Paolo Bonzio

 

I PRECEDENTI – Quando una portacontainer “atterrò” ai Giardini

Gli incidenti in laguna riguardanti le navi sono stati abbastanza pochi. E comunque non hanno mai coinvolto una grande nave se non all’interno del bacino della stazione marittima.
Il primo risale al 31 maggio 1980, quando una portacontainer finì contro la riva dei Giardini della Biennale. Già allora si parlava di “ennesimo incidente”. Fino a poco tempo prima, però, in bacino San Marco ci passavano anche le petroliere. Il 3 ottobre 2001 il traghetto “Prometheus” della Minoan Lines si incagliò a 200 metri dal Lido, in bacino. Il 12 maggio 2004 la nave da crociera tedesca “Mona Lisa” si arenò ad un centinaio di metri dalla zona monumentale di piazza San Marco. Nel maggio e nell’agosto 2012, in seguito a forte vento, due grandi navi ruppero gli ormeggi.

 

PROTEZIONE  «I nostri sistemi prevengono errori»

«La sicurezza è massima Infatti non ci sono danni»

«È stato un incidente come ce ne possono essere tanti, paragonabile ad un’automobile che in fase di parcheggio urta contro il paletto di un segnale stradale. Tant’è che i passeggeri non si sono accorti di nulla»
Da Venezia terminal passegeri si affrettano ad evidenziare come l’incidente di ieri mattina non sia stato poi un granché.
«Urti di questo genere – spiega uno spedizioniere – capitano in tutti i porti del mondo, anche se più con i traghetti. E chissà quante volte sarà successo negli aeroporti e nessuno ha saputo nulla».
In effetti, in questo periodo la tensione è altissima perché il Governo entro l’estate dovrà pronunciarsi almeno sulla valutazione d’impatto ambientale sulle sette soluzioni alternative al passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco. I comitati contro le grandi navi sono agguerritissimi e annunciano una stagione di fuoco come quella 2013, fatta di manifestazioni e anche di scontri.
«Ovviamente la notizia che rimbalzerà – aggiungono a Vtp – sarà esagerata, ma ribadiamo e le foto lo dimostrano chiaramente, che non è accaduto praticamente nulla. Un finger è stato messo fuori uso, quello vicino è stato utilizzato tranquillamente per le operazioni. Se non si è fatto male nessuno – concludono – è anche grazie all’elevato grado di sicurezza che hanno le operazioni che si svolgono all’interno di questo scalo, che lo ribadiamo, serve solo passeggeri e non ha alcuna commistione con traffici di altro tipo».
Importante per Vtp anche il fatto che, sempre per motivi di sicurezza, nessuna persona può essere sulla banchina o sui finger durante la fase di manovra della nave.
In definitiva, un errore di manovra che può sempre accadere non può pregiudicare l’operatività della stazione passeggeri e non lo ha fatto.
«Per questo elevato grado di sicurezza – conclude Vtp – la Marittima non può che essere l’unico luogo in grado di accogliere queste navi, indipendentemente dal percorso che queste poi faranno».

M.F.

 

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