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CENSIMENTO DELLA REGIONE

Pendolari pagati per segnalare i ritardi dei treni

Censimento della Regione contro i disservizi dei treni. Dal 1° aprile, 40 giovani sono pagati per segnalare tutto quello che non funziona. Intanto, nasce a Mestre un supercomitato tra associazioni, per dare più forza alle proteste.

IL TRASPORTO PUBBLICO» IN VENETO

La Regione paga i pendolari per misurare i ritardi dei treni

Dal primo aprile quaranta giovani utenti fanno il censimento dei disservizi

Un questionario per segnalare problemi di sicurezza e pulizia sui convogli

PADOVA – Diciottomila euro per garantire il controllo del servizio ferroviario regionale. Parte la collaborazione tra Trenitardo e Sistemi Territoriali spa, società partecipata della Regione Veneto. E così il comitato di pendolari, nato a novembre dello scorso anno, diventa l’occhio della Regione. Quasi quaranta ragazzi, dai 20 ai 30 anni, hanno il compito di individuare eventuali problemi e disservizi su tratte, treni e stazioni. L’obbiettivo è quello di scovare tutti i punti deboli. I controllori dei ritardi seguiranno dei turni in base alle diverse fasce orarie e saranno presenti di persona tra i binari. L’indagine sarà effettuata per quattro settimane totali nel corso di un anno. Il primo periodo è già iniziato: dal primo al 18 aprile gli studenti sono attivi nella stazione di Venezia Santa Lucia. In più sulla piattaforma web Trenitardo (www.trenitardo. org), nata dalla collaborazione tra il sindacato degli studenti, Asu e altri soggetti studenteschi (ZoeLab, NeoAteneo, Link e Rete della Conoscenza) c’è la possibilità di compilare il Questiobinario. Quattro domande che puntano a misurare il grado di soddisfazione del servizio ferroviario regionale veneto. Può essere compilato da chiunque e più di una volta. Il questionario rileva diverse problematiche sia per tratta e che per singola stazione come pulizia, sicurezza o disponibilità del personale. In più analizza la propensione dell’utenza per l’orario cadenzato. Infine l’ultimo quesito chiede agli utenti di mettersi nei panni dei gestori del sistema ferroviario. I risultati verranno elaborati periodicamente da Sistemi Territoriali spa e trasmessi alla Regione Veneto. Ad una settimana dalla pubblicazione sul sito sono già stati compilati più di cinquecento questionari.

«Non ce lo saremmo mai aspettato», commenta Davide Quagliotto, rappresentante di Trenitardo, «dimostra come la gente abbia bisogno di ascolto perché in cerca di risposte concrete. C’è molta rabbia in giro, noi vogliamo essere un intermediario”.

Il contributo di 18 mila euro al Comitato Trenitardo servirà a far fronte alle spese di monitoraggio per la parte tecnica. Quagliotto aggiunge: «Ci tengo a precisare che il nostro, più che un appalto, è una collaborazione. Noi non siamo in contatto direttamente con la Regione ma con Sistemi Territoriali spa. Il nostro ruolo non è politico ma tecnico, grazie a questo Trenitardo mantiene la sua totale autonomia. Garantiamo massima trasparenza, abbiamo chiesto di essere presenti durante l’elaborazione e la presentazione dei dati».

Elisa Fais

 

Vandali, danni per 15.000 €

VENEZIA – Nel corso dell’ ultima settimana, in Veneto, sono stati danneggiati cinque treni regionali. Questi i fatti e i costi: il 28 marzo rotti i finestrini di una vettura del regionale 11075 in sosta a Belluno, il 29 quelli di una carrozza del 20858 fra Venezia e Padova e di un’automotrice del 5943 fra Bassano e Padova, il 2 aprile rotti finestrini e vetri porte del 2729 fra Mestre e Venezia e finestrini di una vettura del 2205 fra Venezia e Trieste: più di 15mila euro di danni in soli tre giorni, ai quali si devono aggiungere i costi per le riparazioni e il fermo tecnico delle vetture in officina. «Non è purtroppo la prima volta», commenta l’assessore regionale Renato Chisso, «che vagoni e convogli ferroviari vengono pesantemente danneggiati. C’è troppa tolleranza su questi atti, per i quali mi auguro che le forze dell’ordine e la magistratura trovino presto i responsabili. In un clima di continua demonizzazione del servizio ferroviario», aggiunge l’assessore, «non so se questi ultimi eventi siano definibili come “semplici” vandalismi di gente senza coscienza civile o non siano la manifestazione di qualche protestatario ai limiti del terrorismo, che si “vendica” contro i disservizi procurandone di ulteriori».

 

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