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La ditta accusata di aver smaltito rifiuti inquinati sotto la terza corsia e un parcheggio del Marco Polo

SANDONÀ – Veleni sotto la terza corsia dell’autostrada A4 e sotto uno dei parcheggi dell’aeroporto Marco Polo: il 18 aprile si apre il processo in aula a Venezia e il Comune di Zero Branco si costituisce parte civile nel processo contro la Mestrinaro. Lo ha deciso la giunta guidata dal sindaco Mirco Feston nel corso di una delle ultime riunioni dell’esecutivo. Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Venezia ha fissato per il 18 aprile l’udienza per la richiesta di rinvio a giudizio a carico di Sandro Mario e Lino Mestrinaro, Loris Guidolin e Italo Battistella.

Come riportato nel documento del tribunale, l’amministrazione comunale di Zero Branco, nella figura del sindaco, è stata identificata quale parte offesa dal momento che la Mestrinaro aveva la propria sede in zona Bertoneria a Sant’Alberto.

«Il Comune può costituirsi quale parte civile con richiesta di risarcimento danni, in particolare relativamente agli eventuali costi di bonifica del sito in caso la ditta venisse condannata e non ottemperasse a quanto previsto nella sentenza», si legge nella delibera dell’esecutivo guidato da Mirco Feston.

L’amministrazione ha scelto di costituirsi come parte civile, conferendo l’incarico legale all’avvocato Antonio Munari del foro di Treviso che da tempo sta seguendo il Comune nella vicenda Mestrinaro. Il professionista sarà chiamato a promuovere le azioni necessarie per la costituzione in giudizio e avviare la richiesta di risarcimento dei danni.

«Si tratta di un atto dovuto, all’orizzonte potrebbe profilarsi la bonifica obbligatoria dei fondi sui quali insistono i capannoni», spiega il primo cittadino. Secondo le accuse mosse dai pubblici ministeri veneziani sulla base di due anni di indagini dei carabinieri del Noe che avevano raggiunto l’apice in un mega blitz ad aprile 2013, i Mestrinaro nella loro azienda in Bertoneria avevano impiegato un lucroso maneggio: invece di trattare i rifiuti inquinati che le aziende edili conferivano per renderli inerti, li miscelavano tali e quali a calce e cemento, per poi venderli a 39 euro a tonnellata alle imprese edili. Il “Rilcem”, così si chiamava il composto, finiva a fare da base alle opere. Grandi quantità di “Rilcem” per grandi cantieri: 4.145 tonnellate di Rilcem contaminato sono state utilizzate per realizzare il parcheggio del Marco Polo di Venezia, 34.157 tonnellatesono finite nel tratto della nuova terza corsia dell’A4, all’altezza di Roncade.

Rubina Bon

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