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LA COLLISIONE IN MARITTIMA » IL GIORNO DOPO

Il ministro dell’Ambiente in visita a Venezia ribadisce l’impegno del Governo a trovare una soluzione

Incassa la contestazione del Comitato: «Vivacità positiva, tutti vogliamo un risultato compatibile»

Via le grandi navi dai canali di Venezia nel rispetto dell’ambiente e salvaguardando l’occupazione. L’auspicio, all’indomani della collisione in Marittima della Msc Preziosa, arriva per bocca del ministro all’Ambiente Gianluca Galletti il quale, giunto ieri in laguna in occasione di quella che doveva essere una paciosa domenica ecologica, se la deve vedere anche con l’eco infausta dell’incidente alla banchina Isonzo e, soprattutto, con i megafoni del comitato “No Grandi Navi” che lo accoglie a Ca’ Farsetti tra striscioni e slogan.

«Stiamo lavorando per trovare una soluzione per portare fuori dal bacino di San Marco le grandi navi», spiega il ministro; ma la sua voce si perde sotto il peso della protesta che sfrutta il photocall di Galletti tra i regatanti per far arrivare a Roma quello che a Venezia è più chiaro del sole: «È indispensabile trovare una soluzione compatibile con la città», dice ancora il ministro, «anche per questo ho voluto essere qui oggi, proprio per dare un segnale sull’ecologia».

Abituato, ma non piegato, alle promesse, il Comitato incalza. Difficile parlare di Green economy con lo skyline di una città galleggiante sullo sfondo e con un’altra che sabato mattina è andata sbattere contro la banchina con le sue 140 mila tonnellate di stazza.

E tuttavia Galletti continua: «La mia presenza sottolinea l’importanza che il mio ministero dà e darà ai problemi di Venezia. Per dare soluzione alla questione delle grandi navi c’è un apposito tavolo interministeriale e che gli obiettivi sono chiari: portare fuori le navi e nel contempo trovare una soluzione compatibile che non danneggi l’economia cittadina».

Sciolto infine il Comitato, il ministro solidarizza a distanza. «Trovo che una manifestazione come questa faccia bene e abbia una vivacità positiva. In fondo, tutti vogliamo arrivare a un obiettivo ambientalmente compatibile ».

L’obiettivo ora deve passare attraverso la scelta del progetto alternativo e la scaletta dei tempi. E saranno proprio i ministeri delle Infrastrutture, dell’Ambiente e dei Beni culturali a discutere della Valutazione d’impatto ambientale che dovrà stabilire entro 90 giorni – secondo il cronoprogramma indicato dal ministro Maurizio Lupi – quale delle sette ipotesi sul futuro passaggio delle navi da crociera in Bacino di San Marcosia il più idoneo a essere realizzato.

«Stiamo lavorando perché i tempi siano rapidi» dice ancora il ministro Galletti. E i tempi rapidi che ormai tutti invocano potrebbero materializzarsi con un decreto chiesto da Verdi, Sel e Pd e non escluso dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi che anche nei giorni scorsi aveva ribadito la sua posizione.

«Stop alle grandi navi davanti a San Marco, tempi rapidi per decidere le alternative. Tar o non Tar dal 2015 le navi non passeranno più davanti a San Marco», aveva assicurato il ministro. Sul tavolo ci sono ora i sette progetti alternativi di cui soltanto due, a parere dell’Autorità portuale, sarebbero ammissibili come «vie di accesso alternative alla Marittima». L’alternativa sostenuta dal Porto è quella dello scavo di un nuovo canale in laguna, il Contorta-Sant’Angelo che dovrebbe consentire alle grandi navi di arrivare alla Marittima entrando per la bocca di porto di Malamocco e non più dal Lido e da San Marco. Un’ipotesi caldamente sostenuta dal Magistrato alle Acque e da Unindustria ma avversata da mondo ambientalista.

Manuela Pivato

link articolo

 

IL CASO – Grandi navi, quando gli dei puniscono la superbia degli uomini

Gli dei puniscono la superbia degli uomini, e così sabato scorso la Msc Preziosa ha deragliato dai binari di Paolo Costa e di Sandro Trevisanato, andando a sbattere contro la banchina della Marittima nonostante due rimorchiatori, il pilota a bordo, le tecnologie ultramoderne che la guidano. Non c’è che dire, una bella riapertura per la stagione crocieristica! È’ ovvio per chiunque che in qualsiasi attività umana l’incidente è sempre dietro l’angolo, ma non per i paladini del crocierismo che hanno sempre fatto come il cieco che non vuol vedere o il sordo che non vuol sentire, negando qualsivoglia problema e riducendolo a “fastidio estetico”, come a suon di libri o di paginate di giornali a pagamento hanno cercato di dire l’Autorità portuale e la Venezia terminal passeggeri. La grande contro-informazione e mobilitazione che abbiamo costruito in questi due anni ha fatto sì che centinaia e centinaia di persone si siano opposte al passaggio delle grandi navi in laguna (con i propri cervelli, cuori e corpi) facendo capire al mondo intero l’importanza e la legittimità della nostra battaglia. Battaglia che il mondo ha mostrato di appoggiare e condividere. Non ci spaventano le ammende che ci sono state inflitte travisando il significato della protesta sociale e colpendola con provvedimenti amministrativi. Siamo giustamente preoccupati per gli immensi problemi, per i gravi rischi connessi al crocierismo e per i pochi vantaggi che ne trae la città. E oggi gridiamo di nuovo basta, basta basta! Diffidiamo il Governo e la Regione dall’imboccare scorciatoie inaccettabili per fare presto, con la scusa dell’incidente. Bisogna sì intervenire presto, ma operare alla luce del sole. La strada è solo una: nessun ricorso alla legge obiettivo, un vero e serio confronto tra i progetti e gli scenari in campo, un dibattito trasparente e partecipato che abbia al primo posto l’interesse pubblico. Se si terranno in conto tutti i problemi legati al crocierismo tra cui la crescita del livello del mare e i limiti alla portualità che comporterà il Mose alle bocche di porto, la soluzione che unisce la salvaguardia del lavoro e la tutela dell’ambiente è una sola: le grandi navi incompatibili devono stare fuori dalla laguna. Quello che è successo sabato ci dice che la lotta è aperta più che mai e ci spinge a proporre un’assemblea cittadina nei prossimi giorni, per chiamare a raccolta la cittadinanza tutta.

Comitato No Grandi Navi

 

Il Fai: situazione inaccettabile

Sul problema delle grandi navi, anche alla luce dell’incidente dell’altra mattina, prende posizione il Fai. Per il Fondo Ambiente Italiano «è semplicemente inaccettabile la situazione che si è creata dopo la sentenza del Tar sulle grandi navi a Venezia, che ha sospeso gli effetti dell’accordo tra Governo ed enti locali ».

L’incidente di sabato nel porto della Marittima, in cui una grande nave ha distrutto un finger, dimostra ancora una volta quanto sia inopportuno e pericoloso consentire il transito di questi mostri all’interno di un paesaggio di valore planetario e di un ecosistema delicatissimo come quello di Venezia e della sua laguna».

Il Fai chiede «che il Governo intervenga con grande urgenza e imponga con nuovo atto il divieto di navigazione delle navi da crociera e dei traghetti superiori alle 40mila tonnellate; inoltre auspica che si trovi una soluzione definitiva, le grandi navi restino addirittura fuori dalla laguna: in questo senso chiede che tra le soluzioni alternative al canale Contorta ci sia anche la proposta di porto extralagunare fuori dalla bocca di porto del Lido ».

 

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