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GAZZETTINO – IL BILANCIO  «Il ministro si è mostrato disponibile, siamo fiduciosi»

SALVAGUARDIA Giorgio Orsoni rilancia dopo la visita a Venezia del ministro Galletti: «L’incidente di sabato? Un errore umano»

«Ho proposto al ministro Galletti di convocare al più presto il Comitatone, perché è la sede sede migliore per affrontare la questione delle grandi navi».

Il sindaco Giorgio Orsoni è visibilmente soddisfatto dall’incontro con il ministro dell’Ambiente, che segue a meno di un mese quello del ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Due figure fondamentali per risolvere una volta per tutte il problema del passaggio per San Marco di navi ormai fuori scala per una città come Venezia.
«Domenica – ha continuato il sindaco – il ministro si è dimostrato preparato e interessato, anche a decisioni e interventi provvisori. Ha promesso che parlerà con Lupi per convocare al più presto una riunione a Roma. Non ha neppure escluso Marghera come sede momentanea prima che si trovi una soluzione duratura. Che io sappia, però, non è ancora iniziata la procedura di valutazione di impatto ambientale dei progetti concorrenti presentati».

Orsoni non si dimostra preoccupato per l’incontro organizzato dall’Udc (che sulle navi la pensa in modo diverso dalla maggioranza in Comune) con il ministro e gli operatori portuali, dove questi avrebbero ricevuto rassicurazioni sul mantenimento del traffico e dei livelli occupazionali.

Nel pomeriggio, Orsoni ha riferito in Consiglio sull’incidente di sabato, occorso alla Msc Preziosa che urtando contro un “finger”, lo ha danneggiato.
«Non ci sono stati danni a persone, solo un piccolo striscio allo scafo. È stata una casualità – ha detto – e incidenti di questo tipo sono all’ordine del giorno di qualsiasi struttura portuale. Per questo il passaggio per San Marco e Canale della Giudecca è un problema sentito. Un inconveniente, un errore umano, un incidente possono accadere. Le navi sono fuori scala in un ambito di portualità pensata quando le navi erano in legno e a remi e non più lunghe di 50-60 metri. Questo è innegabile».

Per Orsoni una soluzione va trovata rapidamente, qualsiasi essa sia.
«Rimanere alla Marittima non può non vederci favorevoli perché lì è tutto fatto, ma è anche vero che la tutela ambientale è fondamentale e il porto si deve piegare all’ambiente e non viceversa. Se una parte delle navi andasse a Marghera, io sarei d’accordo anche in una prospettiva di sviluppo. Chi parla di offshore – conclude – razionalmente è da prendere in considerazione, ma un terminal in mezzo alle bocche di porto non è indifferente e può creare impatti ambientali non da poco».

 

ALTERNATIVE A CONFRONTO

Gersich, il pensionato che “compete” con politici e studi di progettazione

Lui è un pensionato di 76 anni, appassionato di laguna e salvaguardia, che dopo anni gli anni di battaglia in prima linea a combattere il Mose, ha deciso di mettere le proprie competenze a disposizione per risolvere il problema dell’eliminazione delle grandi navi da San Marco. E dopo aver presentato al consiglio dei ministri una quindicina d’anni fa un mastodontico progetto per un tunnel sublagunare che avrebbe potuto collegare Pellestrina con Fusina, San Giuliano e l’aeroporto è tornato alla carica al Ministero dei Lavori pubblici. Gino Gersich, veneziano d’origine, lidense d’adozione e oggi residente a Cavallino, ha stilato un proprio progetto. Artigianale, ma protocollato dalla Capitaneria di Porto e inoltrato al Ministero dei Lavori pubblici per la successiva valutazione, accanto alle ipotesi come il canale Contorta e il porto a Cavallino di De Piccoli.
L’idea è quella di far percorrere a tutte le navi, passeggeri e commerciali, la bocca di porto degli Alberoni, con transito in canale dei Petroli e arrivo a Marghera o in Marittima attraverso il canale Vittorio Emanuele. Secondo Gersich adeguare i canali, allargandoli con delle anse nei punti più stretti per consentire il transito dei grattacieli del mare, costerebbe meno delle proposte in auge in questo momento. Gersich è anche profondamente contrario alle casse di colmata per tutelare la laguna. E anni fa ha brevettato un sistema che si chiama 4 M (Modulistica mantenimento morfologico marino) che si basa sull’osservazione dei canneti naturali: le onde vengono “assorbite” senza provocare erosione e non si rifrangono in continuazione. Ha anche proposto al Magistrato alle Acque questa soluzione, senza però ottenere risposta. Nel frattempo in laguna si continuano ad arginare le barene solo con palificazioni o con le burghe in pietre utilizzate dal Consorzio Venezia Nuova.
Gersich ipotizza anche dei punti di ormeggio temporaneo, per organizzare i tempi di entrata delle navi in canale dei Petroli. Con enormi gruppi pali in Canale del Fisolo, davanti agli Alberoni, in modo da permettere la sosta alle navi in attesa.

Raffaella Vittadello

 

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