Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

FOTOGRAFIA DELLO SHOPPING » L’EMIGRAZIONE IN PERIFERIA

Tutte le strutture dal Valecenter (Marcon) alla nuova Nave de vero (Marghera) passando per l’Auchan

Gli esercenti: «Difficile tornare indietro, servirebbe un piano Marshall, così si svuotano le città»

“Nave de vero”, si trattano i grandi marchi

Còrio sta chiudendo gli ultimi contratti, in arrivo Coop, Zara, Desigual e Alcott

Una volta c’erano le piazze delle città, al centro del commercio. E oggi ci sono i centri commerciali, in periferia, diventati le nuove piazze dell’incontro. Con l’arrivo della “Nave de vero” che aprirà a Marghera il prossimo 17 aprile accelera la spinta centrifuga che porta il commercio fuori dal centro storico. Per farsene un’idea basta guardare la mappa, mettere insieme il numero dei negozi, e i metri quadrati dei grandi ipermercati, per capire che, per dirla con le parole del responsabile regionale della Confesercenti, Maurizio Franceschi, «siamo circondati: i buoi sono scappati e le risposte dei centri storici, sempre molto più lente rispetto a quelle delle grandi società private, sono inadeguate. Ci vorrebbe un piano Marshall per il commercio nei centri storici, anche se i comuni sono senza soldi». Leggendo i dati e le tabelle di Federdistribuzione si scopre che la grande distribuzione è in sofferenza ma Mestre sembra essere non ancora satura: 180 mila metri quadrati, oltre 400 negozi, circa 10 mila posti auto. Sono questi i numeri dei quattro centri commerciali più grandi. A Nord c’è il Valecenter, 130 negozi, 60 mila metri quadrati, che resta il più grande centro commerciale della città, in un polo che mette insieme molte altre attività da Beep’s alla Conbipel. Più in centro c’è Auchan, le cui gallerie ospitano 120 negozi, per non dire di tutti gli altri negozi dell’area Aev Terraglio. In centro città, se pur con spazi ridotti, ci sono anche il centro Le Barche, con 22 negozi, e il centro Polo a Zelarino, con 16 negozi. Più a sud, a Marghera, nei pressi della Romea e orientato ad attrarre clienti di tutta l’area sud della provincia, il Panorama, e ora l’arrivo del centro del gruppo olandese, che se da un lato rivoluzione l’idea del centro commerciale, anche dal punto di vista architettonico, rispetto ai precedenti interventi della grande distribuzione, dall’altro conferma la tendenza a spostare il commercio – anche in termini di relazioni sociali – fuori dalla città. «Non giudico l’intervento della Nave de Vero, positivo sul punto di vista dell’intervento urbanistico, non è uno di quegli scatoloni ai quali siamo stati abituati fino ad ora», aggiunge Franceschi, «ma la politica regionale che solo di recente ha permesso di realizzarli nei centri della città, dove sarebbero dovuti stare fin da subito ». Perché, «non raccontiamoci storie se un centro si svuota di funzioni, si svuota di persone, muore, e finisce nel degrado». Se non è possibile dire di no alla grande distribuzione – si riflette alla Confesercenti – si sarebbero però dovute costruire le regole per evitare il monopolio. Mase i residenti premiano i centri commerciali è anche perché sono accessibili con l’auto, i parcheggi sono gratuiti, l’offerta dei prodotti è più amplia, e ci sono anche forme di intrattenimento, dalle sfilate al cabaret. Nella “Nave de Vero” ad esempio ci sarà anche un teatro, aperto alle associazioni della città. E anche l’outlet di Noventa di Piave – non è un centro commerciale ma ha pur sempre 130 negozi – offre, soprattutto d’estate, strizzando l’occhio ai turisti delle spiagge, concerti e spettacoli con artisti di primo piano. «Abbiamo delegato ai non-luoghi anche queste funzioni che dovrebbero essere tipiche delle città», dice Francesco Antonich, vice direttore di Ascom Confcommercio, «probabilmente in un futuro anche le riunioni di giunta si terranno in posti come questo». E se i piccoli negozianti soffriranno secondo Antonich «la vera guerra sarà tra centri commerciali, tra i grandi colossi della distribuzione che cercheranno di rubarsi tra di loro i Il nuovo centro commerciale di Marghera è stato progettato da uno studio mestrino – “Milanese e Modena” – ,mentre la direzione dei lavori è stata affidata alla Tecnostudio di Mestrino. I lavori sono praticamente finiti, in vista dell’apertura del 17 aprile. La “Navede Vero” è della società olandese Còrio, quotata alla borsa di Amsterdam, un colosso che a Marghera apre il decimo centro commerciale di alta gamma, che punta tutto su design e marchi di qualità per attrarre i clienti guardando a un bacino di potenziali compratori che va ben oltre i confini della provincia di Venezia. In questi giorni la società sta stringendo gli ultimi contratti con i marchi intenzionati ad entrare nell’area che si affaccia alla Romea, dove è stata disegnata anche una nuova viabilità ad uso dell’area commerciale. Cento e venti negozi, tanti marchi importanti in arrivo sulla Romea, a Marghera. Ma nonostante il riserbo, qualche nome è già trapelato. Una delle novità principali riguarda l’Apple store sul quale però l’accordo non sarebbe ancora chiuso, e in ogni caso l’apertura del centro della mela morsicata non sarebbe in contemporanea con l’inaugurazione del 17 aprile. Di sicuro ci sarà “Casa Coop”, seconda grande struttura a Mestre dopo quella aperta, tra l’altro di recente, vicino ad Auchan. I visitatori potranno anche mangiare da Mc Donald’s che alcune settimane fa in piazzetta Coin ha svolto le selezioni per assumere i 30 dipendenti del ristorante. Oltre al colosso dell’abbigliamento Zara, previsto anche l’arrivo di MediaWorld, Cisalfa, Alcott, Liu Jo, Calzedonia, Intimissimi, Tezenis, Benetton, Piazza Italia, Scarpe & Scarpe, Desigual, Sephora e Footlocker. E ancora: Capello Point, Primadonna, Kasanova, Bershka, Orora gioielleria, Sorbinno Uomo che hanno selezionato personale attraverso le agenzie interinali, in primis Umana. Per il giorno dell’inaugurazione previsti una serie di appuntamenti e iniziative che verranno resi noti dal gruppo olandese nei prossimi giorni.

Francesco Furlan

link articolo

 

Fioccano i commenti sul nostro sito «Non abbiamo bisogno di altri negozi»

Circa mille posti di lavoro per il nuovo centro commerciale di Marghera. «Ben venga, ma vediamo se durano», spiegano i sindacati. E anche i lettori della nuovavenezia.it si dividono sull’apertura della “Nave de Vero”. Sarà o meno un fatto positivo per la città? «Sono proprio questi i posti di lavoro che servono…Mc donald’s e altre catene. E questi al lavoro anche sabato e domenica, complimenti. Viva la ripresa del paese, peggio degli americani siamo diventati», commenta Marco Capovilla. È dello stesso tenore il giudizio di Stefano Giacomini: «Basta è ora di finirla con questi centri commerciali! Basta con questa liberalizzazione selvaggia delle licenze, per un nuovo posto creato se ne perdono due! Ma chi ci governa lo sa questo?». E Rossella Bovo si interroga: «Il lavoro ai giovani è un bene….ma avevamo davvero bisogno di un nuovo Centro Commerciale? Ci credo poco e poi farà danno alla concorrenza». E in molti lamentano il fatto di aver fatto domanda, mad i essere stati scartati perché troppo vecchi. Come Lisa Barison, che racconta: «anch’io ho fatto richiesta di lavoro ma per questi contratti sono troppo vecchia…ho ben 39 anni….e così noi anziani resteremo disoccupati». E ancora Mariarosa Bison accusa: «Un altro posto aperto la domenica per uccidere le famiglie!».

link articolo

 

Negozi del centro in crisi. È sfitto uno su quattro

Il viaggio tra la desolazione del cuore cittadino, una situazione drammatica nelle vie Poerio e Verdi. Lacchin: «Abbassare le tasse sui locali affittati»

È piacevole fare shopping in un centro città che ospita un negozio sfitto ogni quattro? Per ottenere una risposta basta rivolgere la domanda a qualsiasi mestrino. Fra piazza Ferretto e le zone immediatamente adiacenti, infatti, la percentuale di spazi commerciali chiusi è proprio questa, anzi, è leggermente superiore. Le medie, poi, celano realtà a dir poco emblematiche, come quella di via Verdi, strada nella quale le attività con le serrande abbassate sono di più di quelle aperte. Le zone più in sofferenza sono quelle dove insistono i cantieri, come via Poerio, ma ancor più quelle in cui i cantieri non sono mai partiti, come via Circonvallazione. Il commercio del centro mestrino è in ginocchio, dunque, e non sarà facile risollevarlo, anche se non manca la fiducia. Doriano Calzavara di Ascom Mestre attende speranzoso il mercato al coperto di piazza Barche, mentre Michele Lacchin, vicedirettore della Confesercenti provinciale, propone di fare leva sulla fiscalità locale per invogliare i proprietari ad affittare gli spazi a canoni accettabili. Centro svuotato. Secondo il monitoraggio effettuato dal nostro giornale, i segnali più emblematici della crisi del commercio mestrino giungono da via Poerio. Qui, inutile negarlo, il cantiere del Marzenego ha fatto i suoi danni. Attualmente le attività ancora aperte sono 11 su 15,main prospettiva ne dovrebbero chiudere altre cinque. «Fra un po’ – protestano i commercianti dell’area – la strada che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città, si ritroverà con due tabaccherie, un negozio di elettronica , una gioielleria e forse un bar». Il record negativo spetta a via Verdi con 19 spazi sfitti su 33. Piazza Ferretto ha cinque negozi chiusi con una media di 1 su 10, rapporto altissimo per un centro città. Cantieri. Ragionando a “macroaree” si percepisce una realtà variegata. Dove i cantieri sono terminati da tempo, nella parte a Nord della piazza (leggi via Caneve e via palazzo) e nella parte che ruota attorno alla rinnovata piazzetta Zorzetto, le cose vanno male però la situazione non è drammatica. La parte sud, che comprende via Poerio e via Verdi, conta quasi due negozi chiusi ogni cinque. Nel monitoraggio non s’è presa in considerazione la parte ovest, quella di via Circonvallazione, dove la chiusura dell’ospedale e il fallimento dei progetti dei privati, hanno provocato una ecatombe. Nel centro di Mestre, ormai, aprono quasi esclusivamente pubblici esercizi, soprattutto bar (vedi la zona di piazzetta Zorzetto) e take away ( pizza e kebab) d’asporto. Suggerimenti. Michele Lacchin della Confesercenti lancia la sua proposta: una tassa sugli immobili meno cara per i negozi affittati, «per invogliare i proprietari a locare gli spazi a canoni accettabili». Del resto, «non trovo sbagliato pensare di penalizzare i proprietari che preferiscono lasciare improduttivi i propri immobili piuttosto che diminuire le loro pretese riguardo al canone». Doriano Calzavara dell’Ascom, invece, spinge affinché il Comune conduca in porto l’investimento del mercato coperto in piazza Barche: «sarebbe una grande opportunità per tutto il commercio del centro ». Dibattito aperto. Sulla questione del commercio in centro Stefano Ceolin, titolare del locale Il Palco di piazzetta Battisti invoca l’apertura di un dibattito con la cittadinanza e lancia due cicli di appuntamenti a partire da fine mese su smart city e negozi di vicinato. «Il centro sta perdendo sempre più la propria funzione sociale – spiega Ceolin – Non è più un luogo di incontro e il degrado denunciato da molti deriva anche da questo ».

Gianluca Codognato

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui